Fecondazione Eterologa: cos’è e quali sono le leggi oggi

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Fecondazione Eterologa

Fino a due anni fa in Italia, la fecondazione eterologa era proibita dalla legge 40. Moltissime le coppie del Bel Paese che emigravano in paesi (come la Spagna ad esempio) dove le leggi erano più morbide e permettevano quindi di riuscire ad avere un figlio anche in condizione d’infertilità assoluta.

Nel 2015 ecco che qualcosa si smuove e finalmente, tutti i limiti che erano stati imposti alla fecondazione eterologa cadono. Sono aperte di nuovo le frontiere alla fecondazione eterologa. Ma cos’è questa forma di fecondazione assistita? Come funziona?

Cos’è la fecondazione eterologa

Cos'è la fecondazione eterologa

Tra tutte le forme di procreazione assistita, è forse quella di cui si discute di più. Sono tanti i tabù e le incomprensioni. In pratica quando uno dei due genitori è sterile, per poter ottenere la gravidanza tanto desiderate, è necessario il gamete di un’altra persona, cioè di un donatore disposto a dare lo spermatozoo o un ovulo.

In Italia in realtà, fino al 2004 era possibile accedere a questa forma di fecondazione ed erano in molti a farlo. La cosa importante era che il donatore restasse anonimo e lo scambio non avvenisse in cambio di denaro. La normativa venne poi riordinata ed ecco che nacque la legge 40. La fecondazione eterologa fu vietata.

Perché?

Non per evitare che le coppie, desiderose di avere un figlio, potessero coronare il proprio sogno d’ingrandire la famiglia. La motivazione è da rintracciare nell’eugenetica, cioè la selezione dei gameti per riuscire ad avere bambini su misura. Un anno dopo alcuni gruppi politici fecero un referendum per abrogare la normativa ma, i pochi voti impedirono di far decadere la legge e così rimase in vigore.

Recentemente la Corte Costituzionale ha annullato il divieto, permettendo che questa pratica possa essere effettuata anche in Italia.

A chi rivolgersi per la fecondazione eterologa

Chi desidera accedere a questa fecondazione eterologa, deve rivolgersi ai centri specializzati. Le liste di attesa sono piuttosto lunghe e non è facile riuscire a sottoporsi al ciclo di terapie necessarie (ne esistono forme differenti da valutare in base al soggetto). Sono quasi tutti nel centro-nord Italia, tra cui spuntano città come Firenze, Bologna e Pordenone. Le possibilità di accoglienza sono limitate, gli esami per verificare che si tratti di un caso d’infertilità assoluta tanti.

Sono altri i requisiti richiesti. Prima di tutto entrambi i genitori devono essere maggiorenni, devono essere sposati o comunque convivere in modo stabile.

Quanto costa?

costo della fecondazione eterologa

Si tratta di una tecnica gratuita, altre volte può essere richiesto un ticket. Questo vale solo per le donne con meno di 43 anni, perché considerate in età fertile. Sono gratuiti fino a un massimo di tre cicli. Il costo è carico del Sistema Sanitario Nazionale.

Ache i donatori devono avere dei requisiti. Gli uomini devono avere un’età compresa tra i 18 e i 45 anni. Le donne tra i 18 e i 35 anni. Igli spermatozoi possono essere ottenuti attraverso le banche del seme, i gameti femminili dagli ovociti congelati presenti nei centri stessi oppure da delle donatrici che a loro volta sono sottoposte a fecondazione assistita.

Alcune linee guida raccomandano che le caratteristiche come il colore della pelle, siano compatibili con quelle dei genitori. Ciò non implica la libertà di scelta sul colore degli occhi e dei capelli. Solo quello della pelle perché è una forma di tutela verso il bambino.

Per ogni donatore, possono esserci un massimo di 10 nati. Tuttavia la coppia che ha avuto un figlio tramite fecondazione eterologa ha diritto a chiedere sempre lo stesso donatore per future gravidanze. Il donatore resta anonimo ma quando il figlio compie 25 anni, può conoscere l’identità. Sta però al donatore di accettare o meno la richiesta.