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Ferrotone: un valido integratore alimentare per chi ha carenza di ferro

Il Ferrotone è un ottimo integratore per poter fronteggiare la carenza di ferro: ecco da cosa è costituito e come utilizzarlo.

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella

Il ferro è un componente indispensabile dell’emoglobina, la proteina che “muove” l’ossigeno dai polmoni a tutto il resto del corpo, e della mioglobina, la proteina che provvede a rifornire di ossigeno i muscoli. Inoltre, questo minerale prende parte all’operosità di molti enzimi ed è essenziale all’organismo per la produzione di alcuni ormoni e del tessuto connettivo.

Una carenza di ferro comporta patologie potenzialmente anche gravi, che – come tali – non vanno assolutamente sottovalutate. Vedremo insieme come fronteggiare questa carenza e come assumere Ferrotone per fronteggiare eventuali deficit.

Ferrotone è un integratore alimentare ricco di ferro a base di acqua di sorgente, raccolta direttamente alla fonte nel cuore di Snowdonia, in Galles. Dopo la raccolta, l’eliminazione dei batteri dall’acqua avviene attraverso un processo di depurazione; alla fine, la stessa viene versata in apposite bustine pronte per l’uso.

Da oltre duecento anni quest’acqua ricca di ferro viene utilizzata da persone di tutto il mondo per ristabilire il giusto livello di ferro nel sangue. I primi a scoprire la grotta nella quale essa sgorga ancora oggi furono i romani per poi essere seguiti, a distanza, dai più facoltosi dell’epoca vittoriana.

È importante ricordare che un integratore di ferro costituito da pura acqua di sorgente naturale al 100% può essere utile anche durante lo stato di gravidanza.

Come assumerlo

Si consiglia di assumere Ferrotone lontano dai pasti, in modo da ricevere il massimo assorbimento di ferro. La combinazione con altri integratori quali zinco, antiacidi e calcio può, allo stesso modo del cibo, limitare il suo funzionamento.

Ferrotone non deve essere somministrato a pazienti affetti da patologie come emocromatosi e condizioni a essa riconducibili, considerando che può provocare un sovraccarico di ferro, in questo caso tossico per la persona. Laddove non dovessero esserci problemi di emocromatosi, soggetti con un livello adeguato di ferro assorbono solo una piccola quantità dell’integratore. Chi invece ha problemi di scarso assorbimento del ferro può assumere tranquillamente Ferrotone perché si tratta di un integratore a basso dosaggio e in forma solubile.

Cosa comporta la carenza di ferro

Cosa comporta la carenza di ferro

Quando un soggetto ha una forte carenza di ferro, la prima conseguenza più evidente è l’anemia, ovvero una consistente diminuzione dei globuli rossi nel sangue. Essa provoca, in concreto, una maggiore diminuzione anche della capacità di distribuire l’ossigeno a organi e tessuti dell’organismo. Sono inoltre frequenti sintomi quali la stanchezza, la spossatezza, la mancanza di energie e la capacità di memorizzare e concentrarsi, l’eventuale comparsa di disturbi gastrointestinali, indebolimento del sistema immunitario, oltre che problemi di termoregolazione.

Bisogna prestare particolare attenzione al ferro durante la gravidanza poiché i suoi valori possono compromettere la gestazione e influenzare lo sviluppo del sistema nervoso del bambino, oltre che determinare il rischio di parto prematuro o di nascita sottopeso.

In quali alimenti è presente il ferro

Gli alimenti che hanno un importante contenuto di ferro sono il fegato, la carne e il pesce. Anche tanti vegetali ne sono ricchi, ad esempio una buona quantità la si trova nei legumi (fagioli, lenticchie e piselli), ma anche nei cereali, nella frutta secca e negli spinaci. Va tenuto presente però che negli alimenti di origine vegetale si assorbe con minor facilità rispetto a quelli di origine animale. Per far fronte a questa difficoltà è consigliabile abbinare delle fonti vegetali di ferro con alimenti ricchi di Vitamina C.

La dose giornaliera di ferro raccomandata dai medici è di 14 mg, un fabbisogno che però varia a seconda della fascia di età, del sesso e durante la gravidanza e l’allattamento, anche se in linea generale le donne necessitano di assumere una quantità di ferro maggiore rispetto a quella sufficiente per gli uomini.