Filtrato glomerulare: cos’è, sintomi, valori e cause

In genere, si parla più di velocità di filtrazione glomerulare, indicato con l’acronimo GFR, che è un calcolo che determina quanto bene il sangue sia filtrato dai reni. Valutando la velocità di filtrazione glomerulare si misura la funzione renale residua.

Il GFR è utilizzato anche per appurare lo stadio di una malattia renale cronica. Un valore basso può infatti significare una malattia al rene o un peggioramento della funzione renale. I test sulla velocità di filtrato glomerulare si eseguono per vedere se i reni funzionano normalmente o per vedere se la malattia renale sta cambiando. Si utilizza questo esame per vedere quanto bene i reni lavorano in persone che assumono farmaci che possono causare danni ai reni. Infine, il GFR è utile per verificare la presenza di grave disidratazione.

Sintomi

I sintomi che possono indicare un problema al GFR sono affaticamento senza causa apparente, difficoltà di concentrazione, perdita dell’appetito, dimagrimento inusuale, disturbi del sonno, edemi o gonfiore attorno o sotto gli occhi, gonfiore in viso, ai polsi, all’addome, alle articolazioni, alle caviglie, dolore ai reni, crampi muscolari, riduzione del volume delle urine, necessità di urinare di notte, difficoltà di minzione con bruciore, urine schiumose, rosse o color caffè, pressione arteriosa alta.

Sintomi

Il test della velocità di filtrato glomerulare, che serve per monitorare la funzionalità dei reni in caso di malattia acuta o cronica, in genere è abbinato a quello della azotemia e della creatinina, tuttavia quest’ultimo è ritenuto meno affidabile. Il medico, in genere, prescrive questo esame anche quando la persona è affetta da diabete o ipertensione, due patologie che possono arrecare danni ai reni. La velocità del filtrato glomerulare si misura con un prelievo di sangue e con un test sulle urine.

Valori

Il valore considerato normale del GFR è maggiore di 90 mL/min/1.73m2. Con valori superiori a 60, i reni funzionano correttamente. Ma ciò non esclude di avere danni ai reni o correre il rischio di insufficienza renale. Chi presenta fattori di rischio, è bene che si sottoponga regolarmente all’esame della velocità di filtrato glomerulare. Se il valore alto persiste per più mesi, può essere diagnosticata un’insufficienza renale cronica, indicata dall’acronimo CKD.

Invece, se si presentano valori inferiori a 60, si evince che i reni non funzionano bene. Ripetendo gli esami più volte, il medico è in grado di determinare lo stadio della malattia e il suo decorso. Con valori di GFR sempre più bassi, significa che l’insufficienza renale sta peggiorando. La velocità con cui i valori della velocità del filtrato glomerulare, indicano le rapidità con cui la malattia progredisce. Esistono infatti 5 classi di insufficienza renale: lo stadio 1 è il più basso e indica un GFR normale. Invece lo stadio 5 ha valori molto bassi ed è lo stadio terminale dell’insufficienza renale cronica.

Cause

Cause

Le cause della velocità di filtrato glomerulare basso sono legate alle cause dell’insufficienza renale. Il paziente può essere affetto da diabete che danneggia i reni e la funzionalità dei vasi sanguigni. Anche l’ipertensione provoca danni ai reni perché genera arteriosclerosi anche a livello renale. Una possibile causa di valori bassi nel GFR e quindi di CKD è l’ostruzione delle vie urinarie: il rene funzionante supplice le funzioni del rene mal funzionante e questo lentamente si deteriora. La polinefrite poi deteriora l’organo a causa di un’infiammazione del tratto dell’apparato urinario di collegamento al rene stesso. Infine, un’altra causa è di tipo genetico cioè il rene policistico che provoca delle cisti a livello renale.

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