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Gelso bianco: una pianta dalle straordinarie potenzialità

Il gelso bianco, il cui nome scientifico risulta essere Morus Alba, è una pianta di origine antica, famosa soprattutto per il suo legno, utilizzato per la fabbricazione di botti per l’invecchiamento, nonché per essere il cibo preferito dai bachi da seta: infatti le sue foglie sono l’unico alimento di cui questo insetto si nutre per fabbricare il suo prezioso bozzolo.

Il gelso bianco, il cui nome scientifico risulta essere Morus Alba, è una pianta di origine antica, famosa soprattutto per il suo legno, utilizzato per la fabbricazione di botti per l’invecchiamento, nonché per essere il cibo preferito dai bachi da seta: infatti le sue foglie sono l’unico alimento di cui questo insetto si nutre per fabbricare il suo prezioso bozzolo.

In questa sede tuttavia ci occuperemo di scoprire come procedere alla sua coltivazione ottimale, cercando di capire le tipologie di terreno adatte, le cure da adottare e le caratteristiche intrinseche di questa straordinaria pianta.

Un albero di origine orientalegelso bianco: un albero di origini orientali

La pianta del gelso bianco è originaria della Cina settentrionale, ed appartiene alla famiglia delle Moracee. In natura esiste anche l’albero del gelso nero, appartenente alla medesima specie, anche se i suoi frutti sono ovviamente di colore scuro.

L’altezza del gelso bianco può raggiungere ben 30 metri, e fruttifica nei mesi estivi, in particolare in giugno e luglio. La sua corteccia è di colore grigiastro, con sfumature che vanno dal giallo all’arancione, e con la presenza superficiale di lenticelle giallognole negli esemplari giovani, le quali divengono di colore bruno in quelli più anziani.

Ciclo biologicoil ciclo biologico del gelso bianco

In primavera di norma avviene la germinazione, con la comparsa di foglie di color verde chiaro che sono alternate lungo i rami, con forme appuntite o lobate, dalle dimensioni che oscillano tra i 10 e i 15 cm di lunghezza.

Una volta terminata la germinazione, abbiamo al vera e propria fase di fioritura, durante la quale sulla pianta si avranno piccoli fiori raggruppati in grappoli.

Da notare che la pianta del gelso è autofertile, ossia in grado di produrre frutti in maniera autonoma, anche se solamente dalle infiorescenze di carattere femminile si svilupperanno i frutti veri e propri.

Il periodo della fruttificazione del gelso bianco va da giugno a settembre, con la formazione della tipica mora, un frutto composto da singoli fiori, i quali portano a maturazione singole bacche, che nel loro insieme vanno appunto a formare la vera e propria mora che andremo a consumare.

Le more di gelso bianco assumono colorazioni che vano dal bianco al rosato, passando per il rosso e il nero.

Clima ideale e tipologia di terreni e accorgimenti particolari

 Il gelso bianco è un albero in grado di adattarsi a diversi tipi di terreno, da quelli argillosi a quelli ricchi di calcare, passando per quelli aridi, sabbiosi e poveri di sostanze nutritive organiche.

Per quanto riguarda la sua capacità di tolleranza climatica, il gelso bianco resite bene alle basse temperature, anche se tuttavia predilige le zone ventilate e aperte.

Nella stagione estiva però è bene irrigarlo in maniera adeguata, al fine di aumentare la sua resistenza al clima torrido, già di per sé elevata.

Per quanto riguarda invece la sua concimazione, non vi sono particolari esigenze di sorta da segnalare.

Indicazioni per la potatura

 Il gelso bianco non presenta alcune indicazioni particolari per la sua potatura: infatti la sua chioma può essere tagliata in varie forme, ed ha una straordinaria capacità di ombreggiare case e giardini, grazie alla sua intrinseca densità.

Scopi di coltivazionegelso bianco: scopi di coltivazione

Già nei tempi antichi, la pianta di gelso bianco era coltivata per la produzione del legno, ottimo sia come combustibile che come materiale per la realizzazione di intarsi e botti, in quanto dotato di ottime doti di resistenza e robustezza.

Ma lo scopo di coltivazione forse più noto è sicuramente quello legato alla produzione della seta, in quanto i bachi si nutrono esclusivamente delle foglie di gelso bianco in grandi quantità. Il suo utilizzo massivo è quindi stato sempre connesso al prezioso bozzolo che questi insetti producono durante i loro stadi di trasformazione.

La produzione della seta e l’utilizzo del legname non erano tuttavia gli unici due ambiti di produzione: infatti già la medicina tradizionale cinese aveva scoperto che le more di questa pianta possiedono virtù curative per numerose patologie che affliggono il nostro organismo, grazie alla presenza di sostanze come acido malico, acido citrico, carotene e soprattutto la vitamina C, in grado di ridurre i processi d’invecchiamento cellulare e implementare le difese immunitarie del nostro corpo.

Scopi ornamentaliscopi ornamentali del gelso bianco

Oggi l’impiego a scopi fruttiferi del gelso bianco, complice anche uno scarso rendimento in termini di quantità, è stato accantonato a favore di quello ornamentale, visto che la sua densa e folta chioma è in grado di fare una gradevole ombra ai giardini di case di campagna e ville.

Quali sono le malattie e i parassiti che infestano questa pianta?

Il gelso bianco può essere infestato da agenti micotici come la Necria Galligena, la quale colpisce soprattutto i rami, oppure la Rosellinia Necatrix e l’Armillaria Mellea, due funghi che attaccano invece le radici.

Altri funghi da segnalare sono la Mycosphaerella Morifolia, che causa macchie sulle foglie, e le due tipologie di Ganoderma, ossia Fomes e Coryolus, che provocano la comparsa di carie nel legno.

Per quanto riguarda invece i parassiti, sono da segnalare il Rodilegno Rosso e Giallo, nonché la Cocciniglia Bianca.