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Gemelli monozigoti, tutte le cose che devi sapere

Quando una coppia scopre di aspettare un figlio è sempre un momento di gioia. Una volta fatto il test di gravidanza iniziano i preparativi. Poi ecco che arriva la prima ecografia, all’incirca verso l’ottava settimana di gestazione.

Qui i futuri genitori scoprono la felice notizia, che all’inizio normalmente sconcerta un po’. La gravidanza è gemellare. Già qui è possibile scoprire se i gemelli sono monozigoti o eterozigoti. L’ecografia stabilisce l’amnioticità, ma in alcuni casi è possibile scoprirlo ancor prima grazie al dosaggio del beta hCG nel sangue. Quando il parto è gemellare, il dosaggio è superiore. Chiaramente poi la risposta definitiva può darla solo l’ecografia.

Cosa s’intente con gemelli monozigoti?

I gemelli monozigoti si differenziano da quelli dizigoti per il DNA. Quando si parla dei gemelli monozigoti s’intende i bambini che nascono dallo stesso ovulo fecondato, perciò da un solo spermatozoo.

L’ovulo che è stato fecondato si divide poi in due, portando così allo sviluppo di due embrioni separati. Alcune volte può scindersi anche in tre, portando così alla nascita di tre differenti gemelli. Alcune volte condividono lo stesso sacco amniotico e placenta.

I gemelli monozigoti soprattutto, hanno gli stessi cromosomi. Questo significa che hanno lo stesso aspetto, sono dello stesso sesso, dello stesso gruppo sanguigno etc. Sono quindi identici in tutto e per tutto a livello fisico.

Ci sono poi i gemelli dizigoti. Conosciuti anche con il nome di gemelli fraterni. Questa gravidanza può aver successo quando, durante l‘ovulazione, la donna rilascia più di un ovulo. Possono essere ognuno all’interno di un ovaia oppure, nella stessa. Vengono fecondati da spermatozoi diversi (anche di due uomini diversi quando i rapporti avvengono nell’arco di poco tempo) e perciò sono due feti geneticamente diversi. La somiglianza sarà come tra due normali fratelli.

Cosa s'intente con gemelli monozigoti?

Qual è il momento in cui l’ovulo si divide?

L’ovulo si divide in due zigoti, durante i primi 13 giorni. Il momento in cui avviene la divisione è davvero molto importante, perché incide sullo sviluppo. Quando ad esempio si dividono durante i primi quattro giorni, condivideranno del sacco amniotico solo lo strato esterno e avranno due placente. Quando si separano oltre l’ottavio giorno, condivideranno lo stesso sacco amniotico e in alcuni casi anche la stessa placenta. Tra gli 8 e i 12 giorni, condivideranno entrambe senza dubbi. Nell’utlimo caso ci sono maggiori rischi per il buon sviluppo e anche il parto. Quando invece l’ovulo si divide solo in parte, ecco che i gemelli saranno siamesi.

Cosa dicono le statistiche?

A livello statistico, ogni quattro parti gemellari, solo uno è di gemelli monozigoti. In linea generale comunque, il numero di gravidanze gemellari è decisamente automentato negli ultimi anni. Consideriamo che verso gli anni ’90 solo 1-2% delle gravidanze era gemellare, adesso circa il 3%. Il motivo è che sono aumentate le terapie per curare l’infertilità. La fecondazione assistita e la stimolazione ormonale contrinuiscono, perché vengono impiantati più ovociti nell’utero in contemporanea.

Ovviamente ci sono anche i fattori ereditari e quelli di razza. C’è una predisposizione famigliare nella linea materna. Sono soprattutto le popolazioni asiatiche a partorire gemelli.

Cosa comporta la gravidanza gemellare?

Sicuramente ci sono più controlli, con una frequenza precisa e scandita da alcuni parametri di base molto rilevanti. La cadenza infatti viene influenzata dalla presenza del setto e dalla corionicità. Con i gemelli le visite possono essere ogni settimana oppure ogni due. E’ il ginecologo a decidere. Le ecografie anche sono più intense, per tenere sottocontrollo la crescita del feto.

Ci sono poi possibili complicanze, come il rallentamento della crescita, oppure il parto prematuro. Questo perché quando i due feti occupano il volume che ne avrebbe occupato uno, alcune settimane prima del termine, di solito si verifica il travaglio. I medici considerano la fine di una gravidanza gemellare a 38 settimane.

Alcune donne riescono a partorire entrambi i gemelli con il parto naturale, altre devono affrontare dopo la nascita del primo, il cesareo per il secondo. Altre ancora vengono sottoposte direttamente al cesareo, ultimamente poi questa opzione viene presa in considerazione di più perché reputata la più sicura. Quando sono monocoriali e monoamniotici, è necessario il cesareo. Se invece non condividono la stessa placenta e lo stesso sacco amniotico, è più probabile riuscire a concludere il parto in modo del tutto naturale.