Ginocchio valgo: cause, possibili conseguenze, eventuali rimedi, intervento

Ginocchio valgo

Il ginocchio valgo, a differenza del “fratello” alluce valgo è più conosciuto, come sopra visto, con il termine popolare di “ginocchia ad X”.Vediamo ora, insieme, cosa c’è da sapere su questa patologia che attacca le nostre ginocchia.

Peculiarità e cause

Ci troviamo in presenza della patologia denominata “ginocchio valgo” allorquando le ossa tibia e femore non rispettano il perfetto allineamento, formando, di conseguenza, un angolo che rappresenta, appunto, la caratteristica tipica di questa malformazione. Poiché questa anomala angolazione “sposta” il ginocchio verso l’altra gamba per entrambi gli arti inferiori e, creandosi quindi un anomalo contatto tra le due ginocchia mentre le gambe paiono bilateralmente allontanarsi l’una dall’altra al livello dei piedi ed anche un po’ al livello delle anche, la figura che si ottiene guardando frontalmente i due arti inferiori è quella di una “X” a tutti gli effetti, situazione che ha generato l’uso della terminologia “ginocchia ad X” per questa patologia.

Il ginocchio valgo è sicuramente un problema estetico, ma alcune volte si propone anche come una vera e propria sofferenza, un dolore, oltre che un fastidio. Questa patologia, annoverabile fra i disturbi evolutivi, uno sviluppo anomalo delle ossa che non è imputabile ad una causa conclamata e conosciuta. Solo in taluni casi, invece, il ginocchio valgo può essere la conseguenza di un evento traumatico o di una patologia precisa, come, ad esempio, una lesione o frattura consolidatasi in posizione non corretta, opure anche diturbi a carattere neurologico e, anche e più semplicemente, di artrosi.

Quali potrebbero essere le eventuali conseguenze?

Iniziamo con il rassicurare chi ne soffre: raramente, anzi, molto raramente il ginocchio valgo incide sensibilmente sulla qualità della vita del paziente, o sul suo stato di salute. Tipicamente nella stragrande maggioranza dei casi il problema maggiore consiste in un semplice danno estetico. In termini di danno estetico la cosa si fa più grave per i pazienti di sesso femminile, i quali rischiano di essere individuati, fin da adolescenti, come “quella con le gambe storte”.

Ovviamente il danno resta relegato ad una implicazione esclusivamente estetica quando il disallineamento delle due ossa del ginocchio valgo è di modesta entità. Quando, al contrario, l’angolazione formata da tibia e femore si fa più sensibile, poiché il peso della persona viene redistribuito in modo sbilanciato e anche movimenti naturali, come la deambulazione, comportano sovraccarichi di zone che normalmente non dovrebbero esserne interessate, allora il ginocchio valgo può divenire la causa di affezioni dolorose con patologie sia alle articolazioni che alle ossa. Uno di questi disturbi, tipicamente il più frequente, è una meniscopatia.

Possibili terapie o rimedi e eventuale intervento chirurgico

Non è che si possa parlare di una vera e propria terapia o cura, e neanche di un vero e proprio rimedio contro il ginocchio valgo. Quando la patologia si manifesta in una forma più modesta, più lieve (che poi, grazie a Dio, è anche il caso più frequente), l’unica terapia possibile è quella di accettare la lieve malformazione ed imparare a conviverci serenamente. Quindi niente terapie né a carattere correttivo né, soprattutto, di tipo chirurgico.

Quando, invece, purtroppo, il disallineamento tra tibia e femore si presenta pronunciata in modo sensibile e, quindi, anche le afflizioni di carattere doloroso iniziano a farsi sentire (la qual cosa non è altro che l’anticamera di una serie di altri disturbi e patologie che il ginocchio valgo, se più grave, si porta appresso), allora si deve iniziare a pensare a sottoporsi ad un vero e proprio intervento chirurgico.

Il medico quindi in questi casi consiglierà una visita presso uno specialista, un chirurgo ortopedico tipicamente, il quale molto probabilmente indicherà quale soluzione al problema del ginocchio valgo un intervento di osteotomia che si rivelerà ideale per ripristinare l’allineamento fisiologico tra tibia e femore, ridando, quindi all’articolazione tra queste due ossa la sua conformazione naturale.

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella. Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E’ registrata all’Ordine Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Provincia