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Gotta: cos’è? Come si manifesta? Breve guida su sintomi, terapie e dieta

Può capitare di svegliarsi nel bel mezzo della notte e avvertire una sensazione come se un alluce stia andando a fuoco. Lo si vede molto gonfio, molto caldo, e la sua sensibilità pare abbia raggiunto livelli così elevati che anche il solo “peso” del lenzuolo appare come quasi non sopportabile. Beh, se questo evento vi è capitato almeno una volta nella vita è probabile che abbiate sofferto di un acuto attacco di gotta. La gotta è assimilabile ad una specie di artrite che si caratterizza per attacchi così improvvisi come acuti di estremo dolore, evidentissimo arrossamento e grande gonfiore a carico di qualche articolazione.

L’acido urico è uno di quei prodotti cosiddetti “di rifiuto”, creati dai processi metabolici nella loro fase finale. Solitamente esso viene escreto verso l’esterno grazie alle funzioni dei reni. Però può accadere, per una serie di diverse ragioni, che la quantità di acido urico prodotta da questi processi sia poi superiore a quella che le ghiandole renali riescono a smaltire. I questo caso l’acido urico si accumula e va a formare delle formazioni di tipo cristallino. Il depositarsi di queste formazioni di cristalli (le quali prendono poi una forma di ago) nelle articolazioni, nei reni e nella pelle, porta all’ingenerarsi di sensazioni di dolore molto, ma molto acuto.

La gotta si può presentare in diverse forme

La gotta si può presentare in diverse forme:

  • Insufficienze renali, conseguentemente al blocco generato dai calcoli;
  • Calcoli renali, agglomerati di cristalli di acido urico
  • Formazioni di “tofi” (urati che si aggregano sotto la cute) di preferenza nel padiglione dell’orecchio
  • Artrite gottosa

La gotta è una patologia che si conosce almeno un paio di migliaia di anni, di conseguenza può essere considerata come una delle patologie a carico dell’uomo da più tempo conosciute. Nei tempi antichi la gotta veniva spesso definita come “la malattia dei re” poiché veniva associata sovente ad individui ricchi che spesso si abbandonavano a stili di vita “perduti” conditi da troppi cibi e beveraggi ricchi. Al giorno d’oggi la gotta è una patologia di tipo complesso che può attaccare chiunque. E’ ben noto che il sesso maschile è ben più esposto al rischio di contrarre la gotta rispetto a quello femminile. Se, però, consideriamo anche le donne in età da menopausa, allora la situazione tra i due sessi viene ribaltata. In assoluto (e per fortuna), la gotta è una malattia che si può curare e, oltretutto, esistono diversi sistemi per evitare di imbattersi in ricadute di questo fastidioso disturbo.

I sintomi

La sintomatologia di questa complessa malattia è composta da segni quasi tutti sensibilmente acuti e che, subdolamente, possono manifestarsi senza preavvisi, anche improvvisamente, sovente nelle ore notturne.

Tra i sintomi della gotta ricordiamo:

  • Un dolore forte che colpisce le articolazioni. In genere la gotta attacca preferibilmente le articolazioni del primo dito del piede (alluce), ma può estendersi anche ad altre parti del piede, alle articolazioni che si trovano nei fianchi, nei polsi, nelle mani ed anche nelle ginocchia. La sensazione di dolenzia intensa può perdurare di solito per non meno di cinque giorni e per non più di dieci giorni, per poi cessare. Quella sensazione di fastidio, invece, sparisce in modi graduale nel giro di una o al massimo un paio di settimane, per poi lasciare le articolazioni apparentemente normali e non più dolenti;
  • Uno stato infiammatorio accompagnato dai tipici rossori. Le articolazioni che ne soffrono si gonfiano anche in modo sensibile, ed appaiono rosse e morbide.

Le principali cause

Le principali cause della gotta

Da un punto di vista clinico ciò che dà origine ad una gotta è un aumento anomalo dell’acido urico nel circolo sanguigno. Questo prodotto, che normalmente è un prodotto cosiddetto di scarto, si forma per un processo di scissione a carico delle purine.

Le purine sono elementi che si trovano fisiologicamente nel corpo umano, oltre che in alcune classi di alimenti, soprattutto le carni e, nel dettaglio, soprattutto dalle carni estratte da organi di animali, come potrebbero essere le reni, le cervella ed il fegato. Ma anche nello sgombro, nelle aringhe e nelle alici.

Qualche ridotta quantità di purine è riscontrabile anche nelle carni bianche, quelle del pollo, per esempio, oltre che nel pesce.

In situazione fisiologica l’acido urico viene disciolto normalmente nel circolo sanguigno per poi essere espulso, attraverso le ghiandole renali, con la minzione, quindi insieme all’urina. Può capitare, però, in situazioni patologiche, che il corpo umano produca troppo acido urico o non riesca ad espellerlo o, comunque, non ne riesca ad espellere la giusta quantità. Quando si verifica una di queste due situazioni, accade che l’acido urico si accumula, forma dei cristalli a forma di ago andandosi a depositare nelle articolazioni e nei tessuti circostanti, dando origine alle situazioni dolorose, ai gonfiori ed ai rossori tipici della gotta.

Questi depositi di cristalli a forma di ago potrebbero, però, dare origine ad un’altra situazione patologica conosciuta con il nome di “falsa gotta” (anche denominata “pseudogotta”) nella quale, però i cristalli, invece di essere costituiti da acido urico, sono formati da calcio pirofosfato diidrato.

La gotta ed i fattori di rischio

La gotta ed i fattori di rischio

Esistono alcune circostanze e/o condizioni che potrebbero far incrementare la possibilità di avere livelli di acido urico nel sangue troppo elevati, ecco alcune di queste situazioni che tipicamente possono provocare la gotta:

  • Situazioni legate allo stile di vita
    Consumi eccessivi ed abusi di alcol, e in particolar modo la birra, costituiscono uno di quegli stili di vita che aumentano in modo elevato i rischi di essere attaccati dalla gotta. Un consumo eccessivo di alcol significa, in generale, il consumo di più di un paio di bevande alcoliche al giorno per il sesso maschile; anche una sola per il sesso femminile. Un ulteriore fattore di rischio, collegato anche a questo primo, potrebbe essere il sovrappeso di una decina di chili.
  • Patologie ed assunzione di medicinali
    Talune malattie e/o terapie farmacologiche potrebbero costituire un fattore di rischio di essere attaccati dalla gotta. Tra le situazioni patologiche ricordiamo, ad esempio, una pressione sanguigna toppo elevata (e non curata), anche detta ipertensione, o situazioni patologiche croniche come il diabete, livelli elevati di grassi e/o di colesterolo ematico (iperlipidemia) e fenomeni di restringimento a carico della arterie, come, ad esempio, l’aterosclerosi). Anche alcuni tipi di intervento chirurgico, qualche danno o malattia improvvisi e/o una lunga degenza a letto possono costituire fattori di rischio per la gotta, in quanto sono tutte situazioni che possono generare un incremento dei livelli nel sangue dell’acido urico. Così come anche l’assunzione di farmaci ad azione diuretica che contengano il tiazide (sono farmaci che vengono spesso utilizzati per combattere gli stati ipertensivi) possono contribuire ad un incremento del tasso ematico di acido urico, e quindi costituire un ulteriore fattore di rischio relativo alla gotta. Oltre a questi medicinali a base del diuretico tiazide, anche i farmaci utilizzati contro il rigetto per quei pazienti che abbiamo subito un intervento chirurgico di trapianto e la normale aspirina rientrano tra i medicinali “a rischio”. Così come anche i farmaci ad azione chemioterapica, utilizzati nella terapia contro il cancro, potrebbero causare aumenti di livelli delle purine nel sangue.
  • Fattori di natura genetica
    Circa il 25% dei pazienti che soffrono di gotta hanno avuto o hanno storie familiari relative a questa patologia.
  • Sesso ed età
    Questa patologia è tipicamente più presente nell’ambito dei maschi piuttosto che in quello delle femmine. Le donne, difatti, hanno normalmente livelli dell’acido responsabile di questa malattia, l’acido urico, più bassi di quelli degli uomini. Poiché, però, nelle donne che siano già andate incontro alla menopausa, i livelli di acido urico si avvicinano a quelli degli uomini, esse vanno incontro alle stesse percentuali di rischio di ammalarsi di gotta dell’altro sesso. Di conseguenza, possiamo dire che mentre gli uomini tipicamente sviluppano questa patologia tra i trenta ed i cinquanta anni, le donne, invece, iniziano a svilupparne i sintomi dopo i cinquanta anni.

Purtroppo questa stima circa la diffusione della gotta potrebbe essere sbagliata per difetto e, comunque, sono dati che aumentano continuamente.

Breve descrizione

Coloro che soffrono di gotta manifestano dolori e gonfiori anche intensi a livello articolare. Se non si pone rimedio ad ogni singolo attacco di gotta gli eventi possono intensificarsi divenendo via via sempre più dolorosi.

Le cause vanno ricercate in un deposito di cristalli composti di acido urico nelle articolazioni, e questo può avvenire per:

  1. Alcune cause di non facile individuazione;
  2. Assunzione di medicinali;
  3. Un errato stile di vita.

Esistono, comunque, alcuni medicinali specifici per la gotta, assumendo i quali si possono prevenire con efficacia gli attacchi. Anche semplicemente migliorare il proprio stile di vita è un’ottima cura contro gli attacchi di gotta. Seguendo queste due semplici regole è possibile combattere le frustrazioni ed i disagi degli individui colpiti dalla gotta.

Cause della gotta

La gotta viene causata da una maggior concentrazione di acido urico in circolazione. Questa presenza più abbondante del normale può avvenire a causa di:

  1. Diete;
  2. Effetto indesiderato di taluni medicinali;
  3. Capacità ridotte dei reni di smaltirlo;

Per una migliore comprensione del processo, però, è indispensabile fornire una spiegazione più dettagliata delle attività che competono all’acido urico in un organismo umano.

La causa della gotta è un’eccessiva presenza di acido urico in circolo, che in genere si accumula per

Gotta e acido urico

Gotta e acido urico

L’acido urico è una molecola la cui formazione avviene partendo dalle purine. Le purine sono un composto che fisiologicamente risiede in ciascuna delle cellule umane ed è anche ingerita attraverso molti degli alimenti che mangiamo quotidianamente.

Quando queste purine sono presenti in una quantità eccessiva, il corpo umano è capace di smaltirle con una trasformazione in acido urico. Quest’ultimo è un liquido di rifiuto che viene smaltito con l’urina, attraverso la minzione.

Questo processo appena spiegato deve essere comunque inteso come un continuo mantenimento di equilibri piuttosto che come un processo che viene attivato o disattivato quando necessiti. L’acido urico viene costantemente prodotto ed anche costantemente eliminato.

E’ possibile una stima della quantità di acido urico che si trova nel corpo umano grazie ad una analisi del sangue (l’uricemia). E’ possibile perché se vi è una produzione sovrabbondante di acido urico è anche probabile che i meccanismi che lo smaltiscono possano avere delle ripercussioni negative con il conseguente aumento della sua quantità in circolo.

Gotta e mancato smaltimento dell’acido urico

L’acido urico presente oltre la soglia definita fisiologica avrà la tendenza alla formazione di cristalli, esattamente come accade quando si versi sale in abbondanza in un recipiente contenente acqua. Inizialmente il sale tende a sciogliersi (passando in “soluzione”), ma se se ne aggiungono quantità sempre superiori si noterà la formazione di cristalli che precipiteranno sul fondo del recipiente.

Alla visione microscopica i cristalli formatisi con l’acido urico presentano punte, assomigliando a degli aghi molto piccoli. Può capitare, in taluni individui, che questi cristalli si depositino all’interno di alcune articolazioni. In altri il deposito può avvenire sottocute con la formazione di masse che talvolta possono avvertirsi anche all’esterno e che prendono il nome di tofi.

Gotta: l’intervento del sistema immunitario

Il sistema immunitario, deputato alla difesa del corpo umano dalle malattie, avverte che sono presenti “corpi” anomali (i cristalli di acido urico) ed incomincia il suo processo di difesa dell’organismo, con l’attacco ai cristalli. A questo punto compaiono i primi sintomi del processo infiammatorio tipico della gotta.

Occorre specificare che diete troppo ricche di purina possono indurre il corpo dell’uomo ad una maggiore produzione di acido urico. Tra i cibi che presentano questa caratteristica sono da ricordare la carne rossa, alcuni organi di natura animale (cervello, reni e fegato), ed i crostacei. I piselli, i fagioli secchi e le acciughe contengono notevoli quantità di purina, ed anche l’alcool produce una riduzione delle capacità di smaltire l’acido urico dal corpo umano.

Fattori di rischio della gotta

  1. Condizione caratterizzata da elevati ricambi cellulare (alcuni tumori, anemia emolitica, psoriasi…).
  2. Determinati problemi di salute:
    Ipertensione,
    b. Ipotiroidismo,
  3. Essere in sovrappeso.
  4. Eccessivi consumi di alcool, perché l’alcol inibisce la capacità del corpo umano di eliminare l’acido urico e, di conseguenza, il livello ematico aumenta.
  5. I ragazzi ed i bambini sono meno a rischio degli adulti.
  6. I maschi sono un po’ più a rischio delle femmine.
  7. Familiarità (cioè l’avere parenti stretti che abbiano sofferto di gotta e iperuricemia).

Esporsi prolungatamente al piombo provoca generalmente l’aumento dei livelli ematici di acido urico.

Determinati medicinali, per concludere aumentano i rischi di andare incontro ad iperuricemia: i medicinali ad azione diuretica sono quelli che espongono maggiormente a tale rischio in quanto riducono le capacità del nostro corpo di smaltire l’acido urico, provocandone un sicuro accumulo.

Anche alcuni altri medicinali aumentano i rischi di gotta, quale, ad esempio, la levodopa che si somministra ai soggetti colpiti dal morbo di Parkinson.

Farmaci contenenti salicilato (ad esempio l’aspirina) possono indurre un aumento dei livelli ematici di acido urico.

I soggetti che si trovino in cura con le ciclosporine (immunosoppressori) sono maggiormente a rischio di contrarre la gotta.

Conviene sempre curare la gotta

Se gli attacchi di gotta non vengono trattati i problemi possono presentarsi anche una seconda volta e poi ancora in futuro. Certo i sintomi potrebbero anche essere di intensità inferiore, ma gli eventi potrebbero ripresentarsi con frequenze maggiori.

In ogni caso ad oggi non risulta possibile la previsione sia del ripresentarsi dell’attacco, sia del momento in cui ciò avverrà. Una predizione più o meno precisa la si può fare solo con l’analisi uricemica, valutando la concentrazione ematica dell’acido urico.

Come progredisce la gotta?

Il progredire dei un episodio di gotta consta di 4 fasi:

  1. In una prima fase si ha una iperuricemia senza sintomi, e cioè si rilevano livelli ematici di acido urico più elevati del normale ma ancora non sono presenti sintomi evidenti. A questo stadio non si rende necessario alcun trattamento di natura farmacologica. Potrebbe essere utile, però, iniziare a pensare di rimodulare lo stile di vita e l’alimentazione.
  2. Attacco acuto con tutti i sintomi della gotta. Vuol dire che l’iperuricemia è conclamata (anche se può essere diversa in tempi diversi o in soggetti diversi) e le articolazioni iniziano a ricevere il deposito di cristalli di acido urico. Iniziano ad evidenziarsi i tipici sintomi delle infiammazioni articolari, con rossori, gonfiori, calori locali e dolori.
  3. Fase detta di “gotta intervallare”. E’ quella fase asintomatica che si instaura tra un episodio acuto ed il successivo;
  4. Fase detta di gotta tofacea, vale a dire la fase che debilità di più e che avviene dopo che per circa una decina di anni non si è effettuato alcun trattamento. Si possono avere danneggiamenti renali permanenti. Così come anche le articolazioni possono subire danni irreversibili.

La permanenza di elevati livelli di acido urico nel sangue per tempi elevati può generare il proliferare di tofi, e cioè forme di deposito, dure e dolorose di cristalli di acido urico. L’entità di questo fenomeno e direttamente proporzionale ai livelli di iperuricemia ed alla sua durata. A sua volta ciò è in dipendenza dalle proporzioni dell’interessamento dei reni in questa situazione.

Dove si localizzano i depositi di cristalli di acido urico?

Dove si localizzano i depositi di cristalli di acido urico?

Normalmente i depositi di cristalli di acido urico si posizionano nelle porzioni di natura cartilaginea delle articolazioni che la gotta ha colpito. A volte anche in corrispondenza dei padiglioni auricolari.

Gli eccessi di acido urico potrebbero anche andare a localizzarsi sotto forma di depositi nei reni, andando a generare dei calcoli renali.

Diagnosi di gotta

La prima fase per la diagnosi di gotta è sicuramente l’anamnesi, seguita poi da una accurata visita medica. Il medico molto probabilmente poi richiederà una analisi del sangue per il controllo del livello di acido urico. Naturalmente ancora tutto ciò non è sufficiente per diagnosticare la gotta con sicurezza. Questo accade perché:

  1. Durante gli episodi acuti i valori potrebbero rientrare nella norma;
  2. Non abbiamo un valore che potremmo definire la soglia oltre la quale si manifesta la sintomatologia. Taluni individui non vengono colpiti dalla gotta anche in casi di severe iperuricemie, ed ad oggi ancora non se ne sa il perché.

Se l’articolazione è sottoposta ad un processo infiammatorio lo specialista potrebbe anche optare per il prelievo di campioni di liquido sinoviale (dalle articolazioni interessate). Naturalmente opererà precedentemente l’anestesia locale. Il liquido sinoviale verrà poi analizzato al microscopio. Anche l’assenza di cristalli di acido urico nel liquido che bagna l’articolazione ancora non escluderebbe al cento percento la diagnosi di gotta ma sicuramente essa sarebbe meno probabile.

La radiografia ed altre indagini per immagini per diagnosticare la gotta

Una radiografia in talune situazioni può evidenziare depositi di cristalli di acido urico e qualche eventuale danno di natura ossea causato da ricorrenti processi infiammatori. Però una radiografia è più utile nel gestire le gotte croniche e meno in caso di fasi acute.

Risonanze magnetiche ed ecografie potrebbero dimostrare una certa utilità per gestire le artropatie gottose in quanto consentono di analizzare la vascolarizzazione e la composizione dei tofi.

Terapie e cure per la gotta

Le terapie per la gotta devono porsi i seguenti obbiettivi:

  1. Alleviare i dolori tipici degli attacchi di gotta;
  2. Provocare una riduzione dei processi infiammatori alle articolazioni;
  3. Evitare che si possano ripresentare attacchi successivi, grazie alla diminuzione dei livelli ematici di acido urico.

Attacco di gotta acuto

Mentre è in essere un attacco acuto di gotta si dovrebbe:

  1. Effettuare la giusta terapia farmacologica;
  2. Stare a riposo e mantenere in alto le articolazioni colpite;
  3. Effettuare impacchi ghiacciati sulle articolazioni colpite;
  4. Praticare una efficiente idratazione.

Tra i rimedi di natura farmacologica che più frequentemente vengono utilizzati si trovano i normali antiinfiammatori (la molecola d’elezione è la indometacina, ma anche il diclofenac trova un utilizzo efficace nella terapia della gotta) ed il paracetamolo. La Tachipirina, per esempio, è un buon farmaco per combattere la gotta. Si eviti, invece, l’aspirina perché l’acetilsalicilato potrebbe diminuire le capacità renali di espulsione dell’acido urico.

Anche il cortisone è efficace contro la gotta, o per le vie intra-articolari o per la normale via orale.

Altri medicinali per gli attacchi di gotta acuti

La colchicina è un altro dei medicinali efficaci nel combattere alcuni sintomi della gotta, tra i quali dolore e gonfiore. Utile nel far cessare gli attacchi, ha la maggiore efficacia se lo si assume entro le prime 12 ore dai primi sintomi dell’attacco acuto.

Per la cura della gotta ci si può far prescrivere anche taluni medicinali che hanno la proprietà di far diminuire i livelli ematici di acido urico, e tra questi si ricordi l’allpourinolo (nome commerciale Zyloric). I medici però sono divisi sull’opportunità di prescrivere tale farmaco durante le fasi acute. Normalmente non si deve prescriverlo durante gli attacchi acuti poiché si mobilizzano i depositi nei tessuti dell’acido urico i quali, migrando nel circolo, in teoria si potrebbero nuovamente depositare nelle aree infiammate con la conseguenza della riattivazione del processo infiammatorio a cascata.