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Gramigna: erbaccia o erba terapeutica? Scopriamolo

Se pensiamo alla gramigna la prima cosa che pensiamo è che è una delle piante più infestanti al mondo, invece non tutti sanno che è un’erba dalle proprietà benefiche innumerevoli. Ecco quali e come si può utilizzare la gramigna.

La gramigna: buona o cattiva?

La gramigna è nota per essere una delle piante più infestanti al mondo, essa infatti possiede un sistema complesso di radici che le permette di attecchire con facilità su qualunque terreno e di contro ha che sottrae di norma sostanze nutritive e ossigeno alle altre piante. Non è un caso che il detto popolare per indicare il diffondersi rapidamente e ovunque dica “essere come la gramigna”. Non tutti però sanno che questa “erbaccia” ha anche effetti benefici sulla salute.

La Agropyrum repens, questo è il nome scientifico della gramigna, è un’erba che è presente specialmente in Africa, Asia, Europa. Data la sua capacità di crescere velocemente, è una delle piante maggiormente diffuse nei prati e nei sottoboschi con crescita naturale. Essa è detta anche dente canino, perché è apprezzata dai cani che ne masticano le foglie per agevolare la digestione. La pianta di gramigna predilige i terreni umidi ed argillosi. Di solito la troviamo nei luoghi incolti, come strade e fosse. Viene anche denominata “grano selvatico” perché le sue spighe assomigliano a quelle del grano. Le foglie sono strette e ricoperti di peluria; i fiori sono verdi e raccolti su spighe. I frutti assomigliano ai chicchi di grano.

Proprietà

Della gramigna, a scopo terapeutico, vengono utilizzati i rizomi, ovvero la parte che si estende orizzontalmente e che spesso si adagia sul terreno. Alla vista sembra una specie di estensione della radice. All’interno dei rizomi vi sono gli oli essenziali, le saponine, i polifenoli, le mucillagini, la tricitina e l’agropirene. Questi ultimi due in particolare danno alla gramigna peculiarità diuretiche e antisettiche. La gramigna, proprio per queste sue doti è spesso impiegata per la depurazione e la diuresi, ma anche al fine di trattare i piccoli inestetismi della pelle. La gramigna quindi ha queste preziose proprietà:

  • diuretica
  • antinfiammatoria
  • antisettica
  • depurativa
  • disintossicante

Utilizzi

Come infuso oppure decotto la gramigna si consuma in questi casi:

Cistite: come detto ha proprietà diuretiche ed antisettiche contemporaneamente, per questo è un eccellente disinfettante delle vie urinarie. Questa erba infatti stimola la minzione e l’attività dei reni, di conseguenza favorisce l’espulsione delle tossine con l’urina. Le sostanze della gramigna nel sangue e nell’urina permettono di combattere le infezioni che sono le responsabili della cistite, favorendo la rapidità di guarigione e riducendo quella che è la sensazione di minzione imminente costante.

Ipertensione: la gramigna assunta per i suoi poteri diuretici, aiuta far scendere la pressione del sangue, sia nelle massime che nelle minime.

Depurazione: la somministrazione di questa erba aiuta l’eliminazione di eventuali tossine che sono presenti nel corpo, magari a causa di eccessi alimentari o che sono legati all’assunzione di alcol. Tutto questo sempre alle sue potenzialità diuretiche.

Apparato digerente sano: il potere antisettico e delle mucillagini, fa della gramigna un valido aiuto per combattere i piccoli disturbi a carico dell’apparato digerente. Essa può anche disinfiammare per esempio l’esofago irritato e a ridurre gli spiacevoli effetti di una gastrite. Oltre a queste problematiche favorisce la motilità intestinale, sbloccando anche stati gravi di stipsi.

Estetica: gli impacchi topici fatti con la gramigna sembra siano molto utili per controllare problematiche legate alla pelle, come le orticarie e i pruriti di differente natura, ma anche per ridurre l’antiestetico problema della buccia d’arancia determinato dalla cellulite.

Effetti collaterali e controindicazioni

La gramigna come qualunque altro prodotto di erboristeria può presentare delle controindicazioni, quindi prima di assumere regolarmente un prodotto di questo tipo, di auto-medicazione, è bene sapere bene di cosa si sta parlando. La gramigna non è di certo un’erba tossica, infatti non è solitamente una droga cui le persone sono allergiche, ma gran parte della gente la tollera bene. Nel soggetti allergici o che sono comunque sensibili alla stessa, sconsigliamo la somministrazione: al fine di evitare problemi intestinali, rash cutanei, dermatiti da contatto, edemi e sindromi di intolleranza poco simpatici. Data inoltre la potente carica diuretica dell’erba, meglio che evitino di assumerla coloro che hanno patologie come insufficienza renale e cardiaca, nefriti, calcoli o qualunque malattia che gravi sui reni.  Si sconsiglia l’assunzione costante di gramigna in gravidanza e in allattamento a scopo preventivo.

È possibile che vi siano interazioni con i farmaci, sia che siano altri diuretici, sia che si tratti di medicinali per il controllo della pressione, e questo perché questa erba officinale aumenta gli effetti di questi, causando talvolta anche gravi scompensi idroelettrolitici nel soggetto. Per questi motivi, la gramigna non può essere assunta senza consapevolezza. Prima di iniziare un’assunzione frutto della sperimentazione domestica, chiedete al vostro medico di fiducia, specialmente se assumete altri farmaci o sostanze con regolarità.

Effetti collaterali e controindicazioni

Somministrazione

Per trattare i disturbi suddetti, la gramigna può essere assunta in diversi formati per uso orale. Per esempio se si tratta di estratto liquido (1:1) l’assunzione corretta è di 4-8 ml di estratto preso 3 volte al giorno massimo. Se si usa in tintura (1:5) la dose varia tra 5 e 10 ml, sempre per 3 volte.

Se viene assunta come infuso, il consiglio è quello di preparare la bevanda facendo ribollire 3-5 gr di sostanza in una tazza bollente. Al giorno la dose giusta di infuso è di circa 2-3 cucchiaini in 150 ml di acqua calda. Dopo aver messo in infusione la gramigna, la si lascia coperta per 10 minuti circa. A questo punto filtrare l’acqua e berne al massimo 2-3 tazze al giorno.

Il decotto di gramigna si ottiene versando 3 cucchiaini di radice essiccata in 150 ml di acqua e far bollire per 1 minuti circa. La prima acqua va gettata e si ripete la medesima operazione sempre con la stessa radice. A questo punto lasciare a riposare per 10 minuti circa e filtrare il tutto prima di bere.

È chiaro che infusi e decotti non permettono facilmente di stabilire la quantità precisa assunta, quindi a scopo terapeutico è una forma di assunzione a rischio. Quando acquistate preparati già pronti fate attenzione alla quantità di principio attivo presente che deve essere riportata sulla confezione. La gramigna si può anche trovare in granuli.