Granseola: un crostaceo decapode simile al granchio, ma dalle zampe più lunghe

La granseola, anche detta granceola o grancevola ha come nome scientifico “Maja squinado”. Si tratta di un tipo di crostaceo simile a un grosso granchio e può raggiungere dimensioni fino a 20 cm. Vive nell’Oceano Atlantico e nel Mar Mediterraneo.

Granseola
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In Italia lo si trova in abbondanza nelle acque settentrionali del Mar Adriatico e nelle zone lagunari; non a caso “granseola” deriva dall’unione dei termini di lingua veneta “granso” e “seola”, “granchio cipolla”. Questi però sono solo alcuni dei nomi con cui è chiamata la granseola, infatti è possibile trovarne altri a seconda della regione in cui ci si trova. In Liguria ad esempio è il faolo (o grittun), in Toscana è la margherita, in Friuli Venezia Giulia è il granzo (o musciarola), suenne in Puglia, tarantula in Sicilia e marmottam pilargiu in Sardegna.

Caratteristiche fisiche

Come già detto nel paragrafo precedente, questo crostaceo ha zampe lunghe ed è simile a un granchio. Ma quali sono le sue vere caratteristiche fisiche? A primo impatto possiamo dire che la granseola sia a forma di un cuore, già, proprio così. Solo che si tratta di un cuore ricoperto da tubercoli. Le zampe che tanto fanno spavento sono 4 e si presentano lunghe e sottili; seguono poi 2 chele della stessa grandezza delle zampe, usate principalmente per afferrare le prede e difendersi dagli attacchi dei predatori e 2 denti cuneiformi di colore chiaro.

Le differenze tra una granseola maschio e femmina si notano soprattutto nella dimensione e nella coda. Il maschio è tendenzialmente più grosso e ha una coda più lunga e sottile. La femmina invece ha una coda corta e piatta, utile durante la deposizione delle uova.

I colori di entrambi i crostacei sono uguali e vanno dal marroncino al rosso, passando per varie sfumature dai toni caldi. Un’altra delle loro caratteristiche è rappresentata da peli molto duri che si rafforzano soprattutto nei periodi d’accoppiamento.

Stagionalità

La granseola si trova facilmente in commercio sia come prodotto d’allevamento che da pesca. Tuttavia, i periodi migliori per acquistarla vanno da dicembre a maggio ed è consigliabile comprarla da viva, in modo da assicurarsi che sia fresca. Per essere sicuri della sua freschezza bisogna verificare che non abbia un odore di ammoniaca. In questo caso, vorrebbe dire che il crostaceo sta iniziando il suo naturale processo di decomposizione. Se si dovessero avere dubbi su questo aspetto è meglio prenderla come prodotto surgelato.

Proprietà nutrizionali

Una porzione di 100 g di granseola contiene all’incirca 80 calorie ed è costituita da:

  • 80 g di acqua;
  • 5,10 g di proteine;
  • 1,80 g di carboidrati;
  • 0,90 g di lipidi;
  • 320 mg di fosforo;
  • potassio e sodio.

Benefici dati dal consumo

Granseola
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La granseola è un crostaceo nutriente e povero di grassi; il suo consumo permette di rifornire l’organismo di proteine di buona qualità. Inoltre aiuta a soddisfare il fabbisogno giornaliero di fosforo, il secondo minerale più presente nell’organismo (importante per la salute di ossa e denti). Anche il potassio è presente nella granicola, con ottime proprietà di controllo della frequenza cardiaca e pressione del sangue. Utile poi a ridurre il rischio di malattie cardiovascolari.

Controindicazioni

La granseola è un alimento dal sapore particolare e ricco di benefici. Nonostante ciò, va ricordato che i crostacei sono fonti di colesterolo e che la granseola, in particolar modo, contiene quantità elevate di sodio. Nutrienti questi, che devono essere assunti senza esagerare per non mettere a rischio la salute di cuore e arterie: di fatto il colesterolo, accumulandosi nella parete delle arterie, aumenta la possibilità di arterosclerosi e di tutte le sue conseguenze.

Un alto consumo di sodio può aumentare la ritenzione idrica, favorendo edemi e ipertensione.

In cucina

La granseola è un crostaceo molto prelibato, dai costi non proprio economici. In cucina quindi è meglio seguire ricette semplici in modo da non comprometterne le proprietà nutritive e il gusto. In linea generale meno si cuoce la sua carne meglio è, un po’ il consiglio che vale per tutti i tipi di crostacei.

I passi introduttivi alle preparazioni di piatti a base di granseola presumono la raschiatura del carapace per eliminarne i peli e le alghe e la bollitura del crostaceo per intero evitando di romperlo. Una volta bollita è possibile anche servirla intera.

Altre ricette prevedono la cottura della granseola in sughi o zuppe utilizzando la polpa sbollentata e sfumata con del vino bianco e aromi, oppure cucinata con pomodoro. Attenzione però a non esagerare con le spezie, si corre il rischio di coprire il suo gradevole sapore.

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella. Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E’ registrata all’Ordine Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Provincia