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Griffonia, una pianta per gli integratori naturali

Non utilizzate estratti alcolici durante la gravidanza e nel periodo dell’allattamento al seno.

La Griffonia è una pianta che rientra far parte del gruppo delle leguminose della famiglia delle Fabacee. Essa cresce in maniera spontanea nelle zone calde ed umide, perlopiù con il clima tropicale dell’Africa.

Quando la pianta è adulta questa si mostra esteticamente rampicante ed è in grado di raggiungere anche i tre metri di altezza grazie ai suoi rami legnosi.

In Gana e nella Costa D’Avorio questa pianta è conosciuta per le sue proprietà fitoterapiche.

Infatti con il suo estratto secco dei semi vi su può realizzare un trattamento particolarmente indicato per curare disturbi dell’umore, dell’appetito e del sonno.

Recentemente gli studiosi si sono avvicinati alla Griffonia per valutarne la sua efficacia ed approfondire tutte le caratteristiche terapeutiche della pianta.

Secondo recenti ricerche scientifiche, tutte le proprietà terapeuti sono dovute alla presenza di un importante principio attivo, ovvero un derivato dell’amminoacido triptofano.

Questa è una molecola presente nel nostro organismo in grado di sintetizzare i livelli di serotonina.

Quest’ultima è un fondamentale neurotrasmettitore che viene sintetizzato nel nostro sistema nervoso centrale, ed è principalmente coinvolto nella regolazione del tono dell’umore, del sonno ristoratore, della termoregolazione e dell’appetito.

L’impiego dell’estratto di Griffonia ha evidenziato come è in grado di aumentare i quantitativi di serotonina nel circolo. Questa sua caratteristica è il fondamento delle attività terapeutiche della pianta.

Indicazioni terapeutiche della Griffonia

Indicazioni terapeutiche della Griffonia

È possibile trovare in commercio l’estratto secco dei semi di Griffonia sotto forma di integratore alimentare, sia da solo che associato alla valeriana oppure alla melatonina.

Si tratta comunque di preparazioni libere che non necessitano della prescrizione medica.

Nel nostro paese l’utilizzo di questa pianta è stato ammesso dal Ministero della Salute come estratto vegetale impiegato per la realizzazione di integratori alimentari.

La Griffonia è indicata principalmente per trattare i seguenti disturbi:

  1. Regolare i tono dell’umore nelle persone che soffrono di stress associato ad ansia e tristezza
  2. Miglioramento della qualità del sonno ristoratore
  3. Trattamento coadiuvante in caso di dieta, o in presenza di fame nervosa per regolare l’appetito

Per quanto riguarda la fame nervosa è importante sapere che bassi livelli di serotonina possono indurre il nostro organismo ad una reazione che avvertiamo come forte bisogno di ingerire zuccheri.

L’assunzione di Griffonia dunque è in grado di placare i morsi di fame.

Controindicazioni ed effetti indesiderati

La Griffonia pur essendo una pianta vegetale contiene e libera sostanze attive, che come tali devono essere assunte con moderazione.

Nello specifico il suo consumo è sconsigliato per coloro che soffrono di convulsioni, depressione maggiore, disturbi di ansia o altre patologie di natura psichiatrica che interferiscono con il tono dell’umore.

Tendenzialmente l’estratto di Griffonia è molto tollerato e gli effetti indesiderati evidenziati sono stati sempre in forma lieve. Tra i disturbi dovuti alla somministrazione ricordiamo vomito, nausea ed irritazione cutanea.

È importante che i pazienti in terapia con Erba di San Giovanni o Iperico per il trattamento della depressione lieve, evitassero l’assunzione di qualsiasi integratore dove è presente nella composizione la Griffonia, da sola oppure in associazione con altre sostanze.

L’Iperico è un’altra sostanza in grado di aumentare i livelli di serotonina nel cervello.

La somma di entrambe gli estratti vegetali potrebbe determinare la sindrome serotoninergica, una condizione molto grave che si manifesta con forte agitazione, disorientamento, confusione, eccessiva sudorazione, iperventilazione, tachicardia ed instabilità della pressione arteriosa.

Proprio per questi motivi andrebbe evitata la somministrazione in concomitanza della Griffonia con i Triptofani, ovvero una classe di medicinali che sono indicati per trattare alcune forme d emicrania.

Gravidanza ed allattamento

Attualmente non sono disponibili dati certi sull’utilizzo della Griffonia a scopo precauzionale in caso di gravidanza ed allattamento al seno.

Per questo l’impiego di tale sostanza deve essere evitato durante la gestazione e nel periodo dell’allattamento al seno.

Prima di utilizzare qualsiasi sostanza vegetale è importante chiedere consigli al proprio medico di base o al farmacista di fiducia.

Cosa sono gli estratti vegetali

Cosa sono gli estratti vegetali

Per estratti vegetali si vuole indicare tutte le preparazioni farmaceutiche in forma liquida, oppure solida (estratti secchi) o di consistenza intermedia come gli estratti molli.

Essi si ottengono a partire da droghe vegetali fresche o da elementi precedentemente essiccati attraverso metodi adeguati di estrazione della sostanza.

Sono inclusi in tali processi gli impieghi di solventi appropriati e il ricorso alla percolazione o alla macerazione, utili ad estrarre la parte vegetale interessata.

In base al grado di solvente eliminato si otterrà così un estratto secco, liquido oppure molle.

Indipendentemente dal solvente utilizzato gli estratti si possono suddividere a sua volta in estratti acquosi, alcolici, idroalcolici ed eterei.

Una volta deciso il solvente da utilizzare, la sua eliminazione fino alla concentrazione che si vuole realizzare deve sempre preservare il principio attivo della pianta.

Terminata l’estrazione, se necessario, tutte le sostanze indesiderate vengono tolte dall’estratto vegetale. Alcune invece le droghe estratte devono essere sottoposte ad un ulteriore trattamento preliminare, ovvero la sgrassatura o l’inattivazione di alcuni enzimi.

Altre valutazioni

La produzione di qualsiasi estratto vegetale, qualunque sia la tecnica di estrazione impiegata, la produzione inizia sempre a partire dalla selezione della droga, ovvero dalla parte del vegetale che verrà poi utilizzata per scopi terapeutici.

Vi sono piante che pur possedendo sostanze benefiche sono indesiderate oppure scarsamente attive, mentre altre posseggono proprietà farmaceutiche molto ricercate.

Oggi tutti gli estratti vegetali che troviamo in commercio sono sempre più standardizzate, in maniera tale da garantire un effetto terapeutico il più uniforme possibile.

Inizialmente il contenuto in principi attivi della droga varia moltissimo in base al metodo di coltivazione, oppure di raccolta e conservazione della pianta da lavorare.

Per garantire una estrazione buona delle sostanze presenti nella pianta, le droghe di partenze devono essere ridotte e successivamente suddivise, mentre per quanto riguarda la scelta del solvente essa varia in base al tipo di principio attivo che si vuole estrarre.

A regolamentare gli estratti che possono essere messi in commercio ci pensa il Ministero della Salute. È possibile consultare la lista degli estratti vegetali ammessi e di quelli vietati semplicemente visitando la pagina che troverete si internet.

Estratti in forma fluida

Gli estratti in forma liquida sono delle preparazioni dalla consistenza molto densa nelle quali tendenzialmente una parte del peso dell’estratto corrisponde ad una parte del peso in materia prima essiccata. In altre parole un millilitro di estratto fluidi deve contenere al suo interno un grammo di principio attivo della droga secca.

Tutti gli estratti fluidi possono essere realizzati attraverso la macerazione o la percolazione, oppure mediante la dissoluzione di un estratto secco oppure molle in alcol di titolo appropriato.

Una volta che l’estratto fluido viene messo a riposo si può formare nel fondo un leggero deposito.

Tutti gli estratti di tipo alcolico sono molto ricchi di principi attivi, perché l’alcol, a differenza dell’acqua è in gradi di estrarre dalla pianta una maggiore quantità di sostanze della droga vegetale utilizzata in partenza.

L’alcol infatti non ha solo un enorme potere solvente di molto superiore all’acqua, ma è anche un eccellente conservante.

Indipendentemente dal metodo di estrazione che avete scelto, il prodotto ricavato deve avere una composizione comparabile.

Spesso preparati che possono essere impiegati come gocce vengono utilizzati per la realizzazione di sciroppi, pozioni oppure forme differenti di prodotti.

Prima di somministrare un qualsiasi prodotto vegetale realizzato attraverso l’estrazione della sostanza è importante consultare il proprio medico oppure l’erborista di fiducia.

Non utilizzate estratti alcolici durante la gravidanza e nel periodo dell’allattamento al seno.