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Healing garden, come curare l’Alzheimer in giardino

Che cosa è l’Healing garden e in che modo la cura delle piante può fornire importanti valori aggiunti nel trattamento dell’Alzheimer.

Curare il proprio giardino è un’attività in grado di conferire il giusto relax a tutti i pollici verdi (e, anche, a chi prova ad esserlo). Tuttavia, per le persone che sono affette da Alzheimer, i benefici sono anche di più, visto e considerato che secondo la Mati 1909 tale attività di giardinaggio può aiutare a stimolare la memoria e i sensi, diminuendo la necessità di trattamenti farmacologici.

Con un simile spunto, Mati 1909 ha dunque creato il suo “Healing garden”, una sorta di “giardino della guarigione”, che è stato studiato appositamente per poter rispondere in maniera più efficace ai bisogni fisici, psicologici e sociali di tutte quelle persone che sono affette da Alzheimer e da altre patologie neurologiche.

Per poter mostrare e condividere con gli interessi la propria esperienza, l’azienda vivaistica toscana ha sviluppato – in collaborazione con Generale Arredamenti – uno spazio dimostrativo a Pistoia, dove chiunque può toccare con mano (e usare gli altri sensi!) le possibilità di cura e di relax. Il percorso esplorativo porterà pertanto chi fosse interessato a entrare in un ambiente nel quale abbondano piante profumate, aromatiche e dalla fioritura prolungata, rappresentanti importanti elementi in grado di garantire un effetto terapeutico sul paziente.

Contemporaneamente, negli spazi espositivi sono previsti, percorsi, sostegni e punti di riferimento che possono determinare la creazione di uno spazio ideale per i bisogni fisici – e non solo psicologici – delle persone che soffrono di Alzheimer. Tra le varie possibilità, quella di fruire di una zona di sosta munita di sedute ergonomiche, che può favorire il raggiungimento di uno stato di calma, e può favorire la presenza di assistenti, o di amici e parenti.

Guai, infatti, a pensare che la fruizione dell’Healing garden debba essere intesa come un percorso individuale e da compiere in “solitaria”. Lo spazio, accessibile e sicuro, favorisce infatti anche la socialità, e può dunque rappresentare un’ottima base di supporto per aiutare familiari, caregiver e operatori assistenziali a trascorrere il tempo con il paziente affetto da Alzheimer.

In tal senso, non è certamente un caso che sempre più strutture ospedaliere abbiano scelto di ricorrere ai giardini terapeutici per poter stimolare la memoria e i sensi delle persone malate, trovando così un’utile sponda per poter diminuire il ricorso ai farmaci.

Naturalmente soddisfatto è Andrea Mati, dell’azienda Mati 1909, secondo cui per la propria attività si tratta di “una nuova frontiera nel cammino di ricerca e specializzazione sui giardini. La sensibilità? che in questi anni abbiamo sviluppato e messo a disposizione verso persone con disagi e marginalita?, in esperienze come San Patrignano o Comunita? Incontro, ci ha rafforzato nella sperimentazione di tecniche di utilizzo delle piante e del verde a livello terapeutico. La natura, sapientemente utilizzata, offre tutti gli strumenti per la cura delle persone”. Altrettanto naturalmente, bene rammentare che difficilmente il ricorso all’Healing garden può essere inteso come “sostitutivo” dei farmaci, o in grado di attenuare il loro uso: ogni paziente risponde infatti in maniera notevolmente diversa, ed è dunque sempre opportuno rammentare la necessità di ricorrere a un’attenta consulenza medica.