chirofol 500

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Intorno a un testicolo può formarsi un sacco contenente del liquido. La zona appare gonfia ma normalmente non è dolorosa. Si parla di idrocele. Chiaramente deve essere il medico, dopo la dovuta visita, a fornire la diagnosi. Questo perché l’idrocele divide la sintomatologia con altre patologie anche più gravi.

Chi è a rischio e quali sono i fattori scatenanti?

L’idrocele è comune nei neonati e tende a scomparire senza bisogno di trattamenti prima che hanno compiuto l’anno di vita. In questo caso non vi è un vero fattore scatenante, perché essendo presente dalla nascita è congenita. I bambini più a rischio sembrano essere quelli nati prematuri.

Anche gli uomini adulti e i ragazzi possono sviluppare l’idrocele, spesso i fattori scatenanti sono le lesioni scrotali o le infezioni, anche quelle trasmissibili sessualmente.

Sintomi dell’idrocele

L’idrocele non da in realtà molti sintomi. Di solito è un semplice gonfiore su uno o tutti e due i testicoli ed è indolore. Più che altro può provocare fastidio per via della pesantezza causata appunto dal gonfiore, il quale tra l’altro può aumentare con il passare della giornata.

Se invece l’idrocele è collegato all’ernia inguinale (cosa possibile), i sintomi possono essere quelli legati al secondo problema. Cioè dolore localizzato, bruciore, formicolio e senso generale di debolezza. Il discorso è diverso nel caso delle ernie strozzate.

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Possono esserci complicazioni?

Davanti a un problema di salute, piccolo o grande, subito ci chiediamo se possono esserci complicazioni. Visto che l’idrocele riguarda i testicoli, è normale chiedersi se ad esempio possono presentarsi ripercussioni sulla fertilità del bambino o dell’uomo colpito.

Prima di parlare delle complicazioni vere e proprie dell’idrocele è bene ricordare che deve essere il medico a fornire la diagnosi. Lui infatti valuta se il gonfiore è fine a se stesso oppure se alla base ci sono problemi come la già citata ernia inguinale, infezioni o tumori. Quest’ultimi due possono infatti ridurre la fertilità, oltre che avere altre gravi complicazioni. L’ernia inguinale poi, se non curata e se strozzata, può diventare pericolosa per la vita stessa.

La visita medica permette di capire se ci sono altre cause dietro il gonfiore. Lo stesso vale per il bambino che deve essere visto dal medico. Se è solo un idrocele, tende a scomparire da solo. In questo caso di complicazioni vere e proprie di norma non ce ne sono.

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Cause pià comuni e diagnosi

Il problema quando riguarda il neonato, può svilupparsi già nel grembo materno. Si risolve solitamente nel giro di un anno. Negli adulti può essere una conseguenza d’infiammazioni o lesioni dello scroto.

La diagnosi viene effettuata dal medico, grazie a un esame fisico. Attraverso la transilluminazione può controllare quale sia il colore del fluido all’interno dell’idrocele, che di solito è chiaro. Se invece pensa che vi sia dietro un’infiammazione, allora può procedere con gli esami del sangue e quelle delle urine, in modo da capire se c’è un’infezione, come ad esempio l’epididimite.

Quando il fluido impedisce di analizzare bene il testicolo, può procedere con l’ecografia per analizzare meglio la situazione.

Come viene trattatato l’idrocele?

Spesso l’idrocele non ha bisogno di alcun trattamento. Nel neonato il problema dovrebbe risolversi da solo nel giro del primo anno di vita. Nell’adulto, entro sei mesi. Se il testicolo del bambino non torna alla normalità dopo questo tempo e magari l’idrocele continua ad allargarsi, il dottore può optare per l’intervento chirurgico. Nell’adulto invece viene trattato qualora diventi molto grande causando così disagio.

Sono due le possibili modalità di trattamento, in ogni caso non garantiscono che l’idrocele non si ripresenti nuovamente in futuro. Ma possono comunque essere anche risolutivi.

L’idrocele può essere asportato chirurgicamente, si parla quindi di idrocelectomia. Può essere eseguita in ambulatorio sia sotto anestesia generale o spinale. L’idrocele viene rimosso attraverso un’incisione nello scroto o nel basso addome. Dopo l’operazione il paziente può dover portare un tubo di drenaggio e indossare un sostegno scrotale per un periodo di tempo. Per ridurre il gonfiore post-intervento possono servire impacchi di ghiaccio. I principali rischi chirurgici sono le lesioni, le infezioni (infatti viene di solito prescritto un antibiotico per prevenirle) o coaguli di sangue.

C’è infine l’opzione dellago aspirato. Il liquido dell’idrocele viene rimosso con l’ago. E’ indolore ed è consigliata agli uomini che è sconsigliata la chirurgia. Il periodo post-operatorio invece può essere doloroso ed essere soggetto a infezioni.