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Infiammazione intestinale: cos’è e come si cura

Cos’è l’infiammazione intestinale, da cosa deriva, quali sono i sintomi più diffusi e qual è la terapia.

L’infiammazione intestinale è uno di quei disturbi estremamente fastidiosi, che possono provocare l’insorgere di dolore addominale, ma anche crampi. Tante volte, questo fastidio può essere lenito impiegando dei farmaci e adottando anche una particolare dieta alimentare. L’infiammazione intestinale può arrivare a provocare numerosi disturbi nella vita di tutti i giorni anche piuttosto importanti. Per capire quale possa essere il trattamento migliore è fondamentale arrivare ad una diagnosi il più corretta e precisa possibile. Non esiste un solo esame che permette di arrivare immediatamente ad una diagnosi, ma l’esame delle feci e un esame del sangue completo possono essere estremamente utili. L’infiammazione intestinale può sfociare in due malattie principalmente, ovvero il morbo di Crohn e la colite ulcerosa, che si caratterizzano per avere una cronicità fatta di picchi che si alternano tra di loro, con una successione continua di remissioni e ricadute.

Infiammazione intestinale cause

Le cause possono essere legate ovviamente ad un gran numero di fattori, tra cui anche quello di predisposizione genetica. Infatti, diverse ricerche hanno permesso di individuare quattro mutazioni cromosomiche, tra cui anche una legata pure al morbo di Crohn. Queste mutazioni genetiche possono avere come effetto negativo principale quello di causare dei danni all’interno del sistema immunitario, portandolo a individuare come da contrastare le mucose all’interno dell’intestino, provocando l’infiammazione intestinale. Tali mutazioni genetiche, però, non sono sufficienti a provocare l’infiammazione da sole e quindi ci sono altri fattori scatenanti. Tra gli altri troviamo le infezioni di natura batterica, le infezioni virali, dei cambiamenti legati alla flora batterica intestinale (in questo caso c’è un’importante associazione sia con l’origine delle popolazioni che con lo stile di vita e con l’alimentazione quotidiana), le condizioni ambientali, tra cui il fumo, lo stress e una dieta errata. Sul fumo, però, ci sono delle informazioni piuttosto confusionarie: infatti, sembra che provochi un incremento nelle possibilità di essere colpiti dal morbo di Crohn, mentre chi smette di fumare potrebbe essere più soggetto alla colite ulcerosa.

Infiammazione intestinale sintomi

I sintomi sono simili sia per la colite ulcerosa che per il morbo di Crohn, specialmente nella fase primaria di tali patologie. I sintomi che si possono verificare con maggiore frequenza sono la diarrea, il sangue nelle feci, dei dolori che colpiscono l’addome, come ad esempio dei crampi addominali, febbricole.  Ci sono comunque delle differenze tra queste due malattie. Nei soggetti che soffrono del morbo di Crohn l’infiammazione va a colpire tutta la parete dell’intestino e, in tante occasioni, può estendersi anche ad organi vicini, provocando lesioni e ulcerazioni. Nei soggetti che soffrono di colite ulcerosa, invece, lo stato infiammatorio va a colpire unicamente la mucosa intestinale, ma non coinvolge tutta la parete. In questo secondo caso, la parte colpita corrisponde solamente al colon e al retto.

Infiammazione intestinale diagnosi

Capita piuttosto di frequente che arrivare ad una diagnosi, in questi casi, risulta davvero molto complicato. Nella maggior parte dei casi, per la diagnosi si sfruttano i sintomi avvertiti dal paziente e degli esami strumentali ben definiti. Tra gli esami che vengono eseguiti con la maggiore frequenza troviamo sicuramente quelli endoscopici, come ad esempio la colonscopia, che vengono impiegati soprattutto in tutti quei casi in cui il soggetto soffre di colite, dal momento che quest’ultima è localizzata nel retto oppure nel colon. Per arrivare ad una diagnosi corretta spesso si fa ricorso anche a delle radiografie con contrasto, che sono decisamente utili soprattutto per il morbo di Crohn. La risonanza magnetica nucleare rappresenta una buona alternativa alle radiografie con contrasto, oppure c’è anche la scintografia, che si esegue sfruttando dei leucociti marcati con una sostanza radioattiva come il tecnezio.

Infiammazione intestinale terapia

Non c’è un vero e proprio trattamento legato alla vera e propria infiammazione intestinale. Lo scopo di ogni terapia è quello di gestire nel migliore dei modi lo stato infiammatorio. Per questa ragione vengono impiegate diverse tipologie di farmaci, come ad esempio i cortisonici, gli amminosalicilati e gli immunosoppressori. In particolar modo questi ultimi si caratterizzano proprio per svolgere un’azione benefica alla radica dell’infiammazione, operando direttamente sul sistema immunitario, anche se hanno lo svantaggio di comportare diversi effetti collaterali e controindicazioni. Nel caso in cui la patologia sia degenerata in modo particolarmente grave, bisogna per forza di cose optare per un trattamento chirurgico, che vada a rimuovere la porzione di intestino che è ormai definitivamente compromessa.