Gli ultimi risultati di uno studio sul rischio di aterosclerosi indicano che le persone che soffrono di infiammazione cronica durante la mezza età possono sperimentare un maggiore declino della funzione cognitiva man mano che invecchiano.

Lo studio ricorda che quando l’organismo subisce una lesione, suscita una risposta infiammatoria acuta per combattere le infezioni e favorire la guarigione. Questa risposta infiammatoria è localizzata e di breve durata, e fa ovviamente parte di un sistema immunitario sano.

Tuttavia, se l’infiammazione è cronica, si traduce di un’infiammazione nociva, di basso grado, che persiste per mesi o addirittura anni, in numerosi punti del corpo. Questa risposta infiammatoria di lunga durata può essere causata da una serie di fattori, tra cui lo stress psicologico, l’inquinamento e i disturbi autoimmuni come l’artrite reumatoide. Può inoltre causare dolori o rigidità articolari, problemi digestivi e affaticamento.

L’infiammazione cronica può anche danneggiare le articolazioni, gli organi interni, i tessuti e le cellule. Può altresì condurre a malattie cardiache, ictus e cancro. E non solo: mentre altri studi hanno esaminato l’infiammazione cronica e i suoi effetti sul cervello nelle persone anziane, lo studio condotto da Keenan Walker e pubblicato su neurology.org sostiene che l’infiammazione cronica in età adulta può contribuire al declino cognitivo nei decenni che portano alla vecchiaia.

Nello studio coordinato da Walker, i ricercatori hanno valutato i cambiamenti nelle capacità di pensiero e di memoria nell’arco di 20 anni in più di 12.000 persone. All’inizio dello studio, i partecipanti avevano un’età media di 57 anni e hanno subito la misurazione dei livelli ematici di quattro biomarcatori di infiammazione (fibrinogeno, conta dei globuli bianchi, fattore von Willebrand e fattore VIII).

Tre anni dopo è stato misurato il livello di proteina C-reattiva, un altro biomarcatore ematico dell’infiammazione. I partecipanti sono quindi stati assegnati a uno dei quattro gruppi in base al livello di biomarcatori dell’infiammazione nel sangue.

La funzione cognitiva è stata valutata utilizzando test standardizzati di memoria, velocità di elaborazione e fluidità verbale all’inizio dello studio, da 6 a 9 anni dopo, e circa 20 anni dopo. I dati sono stati adattati per altri fattori che potrebbero influenzare le capacità di pensiero e di memoria, come l’educazione, le malattie cardiache e l’alta pressione sanguigna.

I risultati hanno mostrato che livelli più elevati di marcatori infiammatori sono stati associati ad un declino più ripido della capacità cognitiva. A sua volta, l’infiammazione cronica è stata fortemente associata al declino della memoria.

In particolare, il gruppo con i più alti livelli di proteina C-reattiva aveva un declino del 12% più ripido nelle capacità di pensiero e di memoria rispetto al gruppo con i livelli più bassi. La differenza tra i gruppi con i livelli più alti e più bassi di biomarcatori di infiammazione è stata dell’8%.

Anche se i cambiamenti nelle capacità di pensiero e di memoria associati all’infiammazione cronica sono stati modesti, sono altresì stati maggiori di quelli associati all’alta pressione sanguigna nella mezza età.

Walker, primo autore dello studio, sostiene che molti dei processi che possono portare a un declino del pensiero e delle capacità di memoria inizino proprio nella mezza età, ed è nella mezza età che possono anche essere più reattivi a interventi in tal senso. Insomma, lo studio mostra che i livelli di infiammazione nella mezza età sono fattori importanti nel determinare il rischio di demenza. Ridurre l’infiammazione cronica, ad esempio con un regolare esercizio fisico e una dieta sana, può dunque aiutare a ridurre il declino cognitivo.

Fonte

Walker KA, et al. 2019. Systemic inflammation during midlife and cognitive change over 20 years – neurology.org

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella. Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E’ registrata all’Ordine Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Provincia