Ipercalcemia: da cosa è causata, come diagnosticarla e trattarla

L'ipercalcemia è una condizione in cui il livello di calcio nel sangue è superiore alla norma. Una situazione potenzialmente nociva, considerato che troppo calcio nel sangue può indebolire le ossa, creare calcoli renali e interferire con il funzionamento del cuore e del cervello.

Ipercalcemia
credit: stock.adobe.com

Generalmente, come vedremo nei prossimi paragrafi, l’ipercalcemia è solitamente il risultato di ghiandole paratiroidee iperattive. Tuttavia, non è possibile escludere che la condizione di ipercalcemia sia determinata da altre determinanti come il cancro, alcuni altri disturbi medici, farmaci e assunzione di troppi integratori di calcio e vitamina D.

Sintomi

Il paziente potrebbe non avere segni o sintomi se la condizione di ipercalcemia è lieve. Casi più gravi producono invece sintomi ben più evidenti, relativi alle parti del corpo colpite dagli alti livelli di calcio nel sangue. Gli esempi più ricorrenti includono:

  • reni. L’eccesso di calcio nel sangue equivale al fatto che i reni devono lavorare di più per filtrarlo. Una simile condizione può determinare sete eccessiva e minzione frequente;
  • apparato digestivo. L’ipercalcemia può causare mal di stomaco, nausea, vomito e costipazione;
  • ossa e muscoli. Nella maggior parte dei casi, il calcio in eccesso nel sangue genera un indebolimento delle ossa, causando dolori, debolezza muscolare e depressione;
  • cervello. L’ipercalcemia può interferire con il funzionamento del cervello, causando confusione, letargia e affaticamento. Può anche causare depressione;
  • cuore. Raramente, una grave ipercalcemia può interferire con la funzione cardiaca, causando palpitazioni e svenimenti, indicazioni di aritmia cardiaca e altri problemi cardiaci.

Cause

Oltre a contribuire alla generazione di ossa e denti forti, il calcio aiuta i muscoli a contrarsi e i nervi a trasmettere correttamente i propri segnali. Normalmente, se non c’è abbastanza calcio nel sangue, le ghiandole paratiroidi secernono un ormone che si attiva per poter assolvere a diverse funzioni, cercando di conservare un equilibrio.

Tuttavia, quando il paziente è affetto da ipercalcemia, significa generalmente che qualcosa turba l’equilibrio tra calcio troppo basso e troppo alto nell’organismo.

Alcune delle più ricorrenti determinanti potrebbero essere ricondotte a:

  • ghiandole paratiroidi iperattive. La causa più comune di ipercalcemia sono le ghiandole paratiroidee iperattive (iperparatiroidismo), le quali possono a loro volta derivare da un piccolo tumore non cancerogeno (benigno) o dall’ingrandimento di una o più delle quattro ghiandole paratiroidee;
  • cancro. Il cancro al polmone e al seno, così come alcuni tumori del sangue, possono aumentare il rischio di ipercalcemia;
  • altre malattie. Alcune malattie, come la tubercolosi e la sarcoidosi, possono aumentare i livelli ematici di vitamina D, che stimola il tratto digestivo ad assorbire più calcio;
  • fattori ereditari. Un raro disturbo genetico noto come ipercalcemia ipocalciurica familiare provoca un aumento di calcio nel sangue a causa di recettori di calcio difettosi nel corpo. Questa condizione non causa sintomi o complicazioni dell’ipercalcemia;
  • immobilità. Le persone che hanno una condizione che li induce a trascorrere molto tempo seduti o sdraiati possono sviluppare ipercalcemia;
  • grave disidratazione. Una causa comune di lieve o transitoria ipercalcemia è la disidratazione. Avere meno liquidi nel sangue causa infatti un aumento delle concentrazioni di calcio;
  • farmaci. Alcuni farmaci – come il litio, che viene utilizzato per il trattamento del disturbo bipolare – potrebbero aumentare il rilascio di ormone paratiroideo;
  • integratori. L’assunzione di quantità eccessive di integratori di calcio o vitamina D nel tempo può aumentare i livelli di calcio nel sangue al di sopra del normale.

Fattori di rischio

Le donne di età superiore ai 50 anni sono le pazienti a più alto rischio di ghiandole paratiroidi iperattive.

Complicazioni

Cause dell’ipercalcemia
credit: stock.adobe.com

Le principali complicazioni dell’ipercalcemia possono includere:

  • osteoporosi. Se le ossa continuano a rilasciare calcio nel sangue, è possibile che l’organismo finisca in una condizione di osteoporosi, favorendo fratture ossee, curvatura della colonna vertebrale e perdita di altezza;
  • calcoli renali. Se l’urina contiene troppo calcio, possono formarsi cristalli nei reni. Nel corso del tempo, i cristalli possono combinarsi per formare calcoli renali;
  • insufficienza renale. Una grave ipercalcemia può danneggiare i reni, limitando la loro capacità di purificare il sangue ed eliminare i liquidi;
  • problemi al sistema nervoso. Una grave ipercalcemia può portare a confusione, demenza e coma;
  • ritmo cardiaco anomalo (aritmia). L’ipercalcemia può influenzare gli impulsi elettrici che regolano il battito cardiaco, causando un battito cardiaco irregolare.

Diagnosi

Poiché l’ipercalcemia può causare pochi o nessun sintomo, in realtà il paziente potrebbe non sapere di soffrire di tale disturbo fino a quando le analisi del sangue di routine non manifestano un alto livello di calcio nel sangue.

Per determinare se l’ipercalcemia è causata da un problema di fondo, come il cancro o la sarcoidosi, il medico potrebbe consigliare esami di imaging delle ossa o dei polmoni.

Trattamento

Se la condizione di ipercalcemia è lieve, il medico potrebbe scegliere di rimanere in attesa, monitorando le ossa e i reni nel tempo per essere sicuri che rimangano sani.

In alcuni casi, il medico potrebbe consigliare una terapia farmacologica a base di Calcitonina, Calcimimetici, Bifosfonati, Denosumab, Prednisone.

Si tenga comunque conto che in pochi casi i livelli di calcio estremamente elevati possono diventare un’emergenza medica. Potrebbe in queste ipotesi essere necessario il ricovero in ospedale per il trattamento con liquidi per via endovenosa e diuretici per abbassare prontamente il livello di calcio e prevenire così i problemi di ritmo cardiaco o i danni al sistema nervoso.

Fonti e bibliografie

  • Malattie del sistema endocrino e del metabolismo. Giovanni Faglia, Paolo Beck-Peccoz, Anna Spada ; Ed. McGraw-Hill Education; 2013
  • Rugarli. Medicina interna sistematica. Estratto: Malattie del sistema endocrino e del metabolismo. C. Rugarli; Ed. EDRA; 2018
  • Manuale di endocrinologia. F. Lombardo, A. Lenzi; Ed. Edises; 2017

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella. Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E’ registrata all’Ordine Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Provincia