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Ipocondria, un vero e proprio terrore di contrarre gravi malattie

Che cos’è l’ipocondria, quali sono le cause, i sintomi e il suo inquadramento clinico.

ipocondria

Ipocondria non è altro che una vera e propria paura o terrore nei confronti delle malattie. Più semplicemente è un disturbo correlato al fatto di avere timore di aver contratto una patologia grave o, in alcuni casi, anche mortale. I pazienti sono particolarmente attenti a qualsiasi sintomo e verificano il proprio fisico in maniera ossessiva e continua. Infatti, sono sempre alla ricerca di qualche segnale legato a delle possibili malattie. Per questo motivo chi soffre di ipocondria ha bisogno di essere tranquillizzato effettuando di continuo degli esami e visite mediche. In poche parole, frequentano più ospedali e ambulatori che la propria abitazione. Il timore e la paura connessi a tale patologia non diminuiscono dopo aver conosciuto l’esito positivo dei vari test diagnostici effettuati. Infatti, chi soffre di tale malattia ha la convinzione che qualsiasi medico non possa comprendere la vera ragione dei loro fastidi. Di conseguenza, nessuno è in grado di suggerire una risposta adeguata al problema.

Ipocondria e l’inquadramento dal punto di vista clinico

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In base all’ultima versione dell’APA, l’ipocondria viene considerata all’interno dei disturbi somatici. Quindi, viene classificata con la denominazione di disturbo da ansia di malattia. Ci sono diversi criteri che sono collegati a tale patologia. Prima di tutto il paziente deve essere continuamente preoccupato di avere a che fare con una grave patologia. I sintomi somatici devono essere particolarmente lievi o non devono essere presenti. Il soggetto si allarma troppo di frequente in relazione alla propria salute per colpa di un’ansia cronica. Inoltre, il paziente svolge tutta una serie di azioni ossessive in riferimento alla propria salute, oppure attua un comportamento disadattivo. La preoccupazione per una certa patologia deve esserci da quantomeno sei mesi. In alcuni casi, però, la malattia verso cui si nutre timore può modificarsi con il passare del tempo. La preoccupazione per lo sviluppo di tale patologia non si può spiegare altrimenti con gli altri disturbi d’ansia e ossessivo-compulsivi.

La differenza con il disturbo delirante di tipo somatico

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Spesso si fa confusione tra il disturbo d’ansia di malattia e il disturbo delirante di tipologia somatica. Per questa ragione, è meglio mettere in evidenza come coloro che soffrono di problematiche psicotiche non accettano che la patologia manchi. Nel primo caso, invece, gli ipocondriaci spesso ammettono tale eventualità. Non dobbiamo dimenticare anche come i pensieri di chi soffre di ipocondria non sono così intensi e rigidi come avviene invece nei deliri somatici. Tra questi ultimi troviamo sicuramente la schizofrenia, disturbi deliranti e così via.

Quali sono le principali cure

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Senza ombra di dubbio, il rimedio maggiormente usato è legato alla psicoterapia. È bene evidenziare come ci siano davvero tante forme di psicoterapia a disposizione del paziente. Si tratta della psicoterapia famigliare, individuale, ma anche di gruppo e persino di coppia. Per la cura di tale patologia, sembra che la forma di psicoterapia più adeguata ed efficace corrisponda a quella di tipo “cognitivo-comportamentale” Sono numerose le ricerche in ambito scientifico che hanno dimostrato tale tesi. La psicoterapia è spesso breve, con una cadenza che nella maggior parte dei casi è settimanale. In questi casi, il paziente presenta un ruolo decisamente attivo per riuscire a guarire. Questi trattamenti hanno come obiettivo quello di apprendere un pensiero e dei comportamenti decisamente più funzionali e vicini alla realtà. La difficoltà nel curare questa patologia sta nel fatto che i pazienti non sono così convinti che il loro problema sia esclusivamente a livello psicologico. Spesso, la guarigione è possibile in quei soggetti che sono di continuo preoccupati di avere delle patologie in corso. È fondamentale, che almeno in parte riescano ad ammettere che tali paure e timori siano eccessivi o immotivati.

Il trattamento farmacologico

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Una terapia a base di farmaci, a patto che la persona accetti tale cura, è legata essenzialmente all’assunzione di antidepressivi. Vengono usati spesso sia degli antidepressivi triciclici che SSRI. In modo particolare, questi ultimi presentano un tasso di maneggevolezza superiore in confronto a quelli triciclici. Non dobbiamo dimenticare anche come comportino il minor numero di effetti collaterali. Piuttosto di frequente l’ipocondria viene associata al disturbo ossessivo-compulsivo. Ecco perché la terapia a base di farmaci dovrà essere chiaramente correlata. Infatti, spesso i vari trattamenti prescritti al paziente sono legati più che altro a quest’ultimo disturbo. In questi casi, le dosi di antidepressivi ad attività serotoninergica devono essere molto alte e l’assunzione dura per diversi mesi. Nelle forme più lievi di tali problematiche, spesso può bastare anche solamente una cura a base di benzodiazepine. Nella maggior parte dei casi, però, quest’ultima opzione non rappresenta un vero e proprio trattamento per l’ipocondria. Infatti, ha esclusivamente lo scopo di lenire l’ansia nel breve periodo.