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Ipocromia, cosa è e che terapia è consigliata

L’ipocromia è una condizione di anemia nella quale gli eritrociti (cioè, i globuli rossi) appaiono più chiari del normale. In condizioni ordinarie, infatti, il globulo rosso ha un’area più chiara al centro, e i bordi più scuri: nella condizione di anemia ipocromica, o di ipocromia, la zona di chiarore centrale può essere maggiorata in misura più o meno ampia, a seconda del livello di ipocromia. Ma perchè si può soffrire di ipocromia? Quali sono le cause? E come si effettua una diagnosi? E, ancora, come poter arrivare all’individuazione della migliore terapia curante?

Perchè si soffre di ipocromia

L’ipocromia, come abbiamo visto, è contraddistinta dalla diminuzione del colore rosso dei globuli rossi. Ebbene, tale diminuzione è figlia della riduzione di emoglobina, che è il pigmento che conferisce il tradizionale colore rosso: in caso di anemia ipocromica, i globuli rossi saranno altresì più piccoli del normale. Generalmente conosciuta come malattia verde (perchè spesso la pelle è portata ad assumere questa particolare tonalità) o clorosi, è riconoscibile per una serie di sintomi come la mancanza di energia, di respiro, mal di testa, amenorrea.

Cause dell’anemia ipocromica

L’anemia ipocromica può essere determinata da una lunga serie di cause. Tra le principali, vi è sicuramente il deficit di vitamina B6 per un apporto di ferro basso, il diminuito assorbimento di tale minerale, la perdita di ferro eccessiva a causa di emorragie, e così via. Inoltre, l’anemia ipocromica può essere causata anche da infezioni o da malattie di varia natura, droghe terapeutiche, avvelenamento da piombo. Può altresì capitare che l’anemia ipocromica sia figlia di disturbi dello sviluppo congeniti, o da talassemia.

Come riconscere l’ipocromia

Per poter riconoscere l’anemia ipocromica e formulare in tal modo una diagnosi corretta, è sufficiente effettuare il riscontro – nell’emocromo – di un basso contenuto e di una bassa concentrazione di emoglobina nel globulo rosso. Naturalmente, trattandosi di varie tipologie di anemia, per poter individuare la corretta terapia sarà necessario cercare di riconoscere la tipologia di anemia ipocromica di cui si è affetti.

Quale terapia scegliere

Il trattamento dell’anemia ipocromica, se quanto sopra è sufficientemente chiaro, dovrebbe essere differente a seconda della tipologia anemica. Alcune volte può capitare che le anemie ipocromiche, come le talassemie e diversi tipi di anemia sideroblastica, siano di natura congenita e, pertanto, non siano curabili.

Le origini della malattia

Di anemia ipocromica si parla da oramai quasi 500 anni. Già a metà del ‘500, il medico tedesco Johannes Lange ne aveva individuato alcune caratteristiche ma… sbagliando evidentemente diagnosi e natura del problema (il medico descrisse tale condizione come peculiare delle vergini, consigliando alle fanciulle affette dal problema di “vivere con uomini e copulare”. Si parla invece di anemia ipocromica in termini di “clorosi” solamente nel ‘600, quando il medico Jean Varandal di Montpellier utilizza tale termine per contraddistinguere il colorito pallido e giallo-verdastro della pelle delle persone affette. Oltre al termine di malattia verde, pertanto, la condizione fu inizialmente denominata come malattia delle vergini e febbre degli amanti.