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Ipotermia, che rischio quando la temperatura corporea scende sotto i 35 gradi

Ipotermia è un abbassamento della temperatura del corpo che va al di sotto della soglia dei 35 gradi centigradi. Insorge in modo particolare nel corpo umano quando la perdita di calore non è controbilanciata da un uguale produzione. Quando la temperatura del corpo è eccessivamente bassa, allora va a comportare anche delle alterazioni sul cervello e impedisce al soggetto di pensare in maniera lucida oppure di effettuare alcuni movimenti. Ciò rende l’ipotermia una condizione davvero molto rischiosa, dal momento che chi ne soffre potrebbe anche non capire tutto quello che sta avvenendo e non avere una reazione adeguata alla gravità della situazione. L’ipotermia insorge soprattutto quando le temperature dell’ambiente in cui si trova una persona sono notevolmente basse: in alcuni casi, però, può manifestarsi anche nel momento in cui le temperature sono al di sopra dello zero, soprattutto nei casi in cui il soggetto rimanga esposto per parecchia tempo alla pioggia, così come al sudore o si immerga in acqua particolarmente fredda.

Ipotermia e le sue principali cause

Ipotermia e le sue principali cause

L’ipotermia si può considerare come una conseguenza diretta dell’esposizione a delle temperature eccessivamente basse. L’organismo, quindi, deve fare i conti con una perdita di calore eccessiva rispetto a quella prodotta. Ci sono diverse tipologie di ipotermia, che si differenziano in base alla rapidità con cui l’organismo perde il calore.

Si tratta dell’ipotermia acuta (che viene chiamata anche da immersione), che si verifica nel momento in cui un soggetto perde calore molto in fretta, per colpa ad esempio di una caduta in acque gelide. Il secondo tipo è l’ipotermia da esaurimento, in cui il corpo è talmente stressato e provato che non è più in grado di produrre calore; infine, la terza tipologia è quella cronica, in cui la perdita di calore si verifica in maniera graduale, ma costante. Quest’ultima forma è particolarmente diffusa nelle persone di una certa età, che abitano in case che non sono riscaldate alla perfezione, oppure in tutti quei soggetti che trascorrono la notte in condizioni ambientali particolarmente complicate.

L’ipotermia può comparire chiaramente più spesso nei luoghi in cui fa molto freddo: di conseguenza, è fondamentale avere vestiti caldi e coprirsi la testa (visto che è il punto che dissipa il maggior quantitativo di calore). L’ipotermia si può verificare, però, anche in zone che hanno un clima temperato. Ad esempio quando una persona non ha l’ombrello e subisce un violento e prolungato acquazzone e non poi non si asciuga in tempo utile, in modo specifico quando imperversa anche vento freddo, allora l’acqua può evaporare dalla pelle e ridurre notevolmente la temperatura dell’organismo.

Quali sono i soggetti maggiormente a rischio

Ci sono delle persone che hanno un rischio un maggiore di sviluppare l’ipotermia, dal momento che hanno una particolare vulnerabilità nei confronti degli ambienti particolarmente freddi o, in ogni caso, non sono in grado di scaldarsi in modo adeguato. Si tratta, ad esempio, dei lattanti, che sono più soggetti alle perdite di calore repentine quando vengono lasciati in ambienti notevolmente freddi. Infatti, i neonati non hanno la capacità di gestire la temperatura del corpo allo stesso modo degli adulti o anche solo dei bambini più grandi. Il rischio più grande è quello che intercorre nel corso delle prime 12 ore di vita.

Le persone anziane, in modo particolare quelle che non fanno molta attività fisica, oppure che soffrono di malattie o sono in cura con dei farmaci che possono alterare la capacità di regolazione della temperatura del proprio corpo. Inoltre, sono a rischio anche i senzatetto, quando non sono in grado di scovare un riparo che possa ripararli dal forte freddo, così come gli alcolisti e i tossicodipendenti, dal momento che sfruttano abitualmente delle sostanze che vanno a ostruire o rendere più difficile la capacità dell’organismo di conservare il calore, dal momento che provocano una dilatazione dei vasi sanguigni e, di conseguenza, vanno a dissipare il calore. Anche le persone che soffrono di malattie che provocano alterazioni della memoria sono a rischio, così come chi è colpito da disturbi al cuore, artriti particolarmente gravi o degli ictus, senza dimenticare tutti coloro che sono in cura con dei sedativi.

Chi cade in acqua fredda può andare incontro ad un repentino abbassamento della temperatura dell’organismo, ma anche persone che vivono spesso in luoghi molto freddi, come sciatori o alpinisti, senza dimenticare chi ha subito traumi particolarmente gravi, come i traumi cranici.

Le altre forme di ipotermia

Le altre forme di ipotermia

L’ipotermia, in questi casi, può insorgere anche in seguito ad un ricovero in ospedale, nello specifico, prima, nel corso e in seguito ad un intervento chirurgico. Si tratta di un’ipotermia che viene chiamata per l’appunto perioperatoria. Così, il personale dell’ospedale dovrà preoccuparsi di mantenere il paziente al caldo, utilizzando delle specifiche coperte termiche, in cui avviene l’insufflazione di aria calda che fa da contrasto al processo di raffreddamento subito dal paziente. L’ipotermia terapeutica, invece, avviene in tutti quei casi in cui è il medico a stabilire l’induzione di tale condizione in un paziente. In alcuni casi ben circostanziati, infatti, può essere che un paziente indotto in stato di ipotermia abbia più probabilità di guarire: si tratta, ad esempio, di soggetti che sono stati colpiti da un arresto cardiaco fuori dall’ospedale e si trovano in unità intensiva.

Quali sono i principali sintomi dell’ipotermia

Quando si parla di ipotermia lieve, allora i sintomi maggiormente diffusi sono i brividi, l’avere fame, nausea, vertigini, stanchezza, problemi di coordinazione, un respiro troppo veloce, notevoli difficoltà nel parlare, uno stato lieve di confusione mentale, ma anche un incremento del battito del cuore.

Nei casi, invece, in cui l’ipotermia è moderata oppure grave, allora i principali segnali o sintomi corrispondono alla mancanza di coordinazione anche in movimenti piuttosto semplici, parlare in modo strano o strascicando le parole, avere spesso sonno o pochissima energia, non avere alcun tipo di preoccupazione per le proprie condizioni di salute, visto che non ci si rende effettivamente conto di quello che sta succedendo, confusione e notevole difficoltà ad assumere delle decisioni, una perdita di coscienza lenta, ma continua, un respiro che diventa estremamente lento e superficiale e polso molto debole.

Nei casi più gravi, spesso il paziente può provare anche a togliersi gli indumenti più caldi, evidentemente in stato di notevole confusione mentale, che può far insorgere comportamenti ancora più rischiosi.