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Ketoftil, un collirio contro le allergie

Il Ketoftil è un farmaco antiallergico ed antistaminico, che viene impiegato per via locale in presenza di congiuntivite allergica. Grazie alla sua attività prevalentemente antianafilattica, non steroidea, si somministra mediante una inibizione del release dei mediatori chimici verso l’allergia, o la flogosi dai mastociti, che attraverso l’inibizione dell’attivazione degli eosinofili da parte degli antigeni oppure del fattore attivante delle piastrine, ovvero mediante il PAF. L’effetto antistaminico del Ketoftil si manifesta grazie all’inibizione degli effetti della istamina verso i ricettori H1 periferici.

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Ketoftil: precauzioni d’uso ed interazioni

Il ketofil, essendo un collirio, potrebbe scaturire al momento dell’applicazione una sensazione momentanea di bruciore, che tende a svanire in pochi secondi. Il formato di prodotto in collirio multidose, contiene al suo interno banzalconio cloruro, che funge da conservante, e che potrebbe depositarsi ad esempio sulle lenti a contatto morbide, per questo è sconsigliato l’utilizzo di questo medicinale a tutti coloro che utilizzano lenti di questo tipo. Prima dell’applicazione oculare di Ketoftil, le lenti vanno rimosse, ed inoltre bisogna attendere 15 minuti circa prima di indossarle nuovamente.

Tutte le tipologie di collirio che adoperano come conservante il benzalconio, potrebbero colorare le lenti a contatto morbide, ed inoltre tale prodotto, potrebbe provocare in soggetti predisposti, irritazione oculare a lungo andare. Come abbiamo accennato all’inizio, il paziente che utilizza il Ketoftil, potrebbe manifestare con il passare del tempo una irritazione oculare o un bruciore momentaneo che svanisce molto in fretta. Prima di tale impiego, il paziente deve informare il proprio medi o curante, se di recente oppure attualmente sta assumendo qualsiasi altro medicinale, anche quello da banco, che non necessita della prescrizione medica. Se oltre al Ketoftil il paziente somministra un altro farmaco oculare, è bene che tra le due applicazioni intercorra almeno 5 minuti di tempo.

La somministrazione orale accidentale di questo farmaco, potrebbe potenziare gli affetti di eventuali farmaci depressivi sul Sistema Nervoso Centrale, oppure degli antistaminici e dell’alcool. Tali fenomeni non sono stati osservati nella somministrazione di tale prodotto farmaceutico, ma la possibilità che si manifestino non deve essere esclusa. La somministrazioni in dosaggi sostenuti di Ketoftil in concomitanza con farmaci tranquillanti, alcool oppure ipnotici, rendono improbabili il potenziamento degli effetti.

Ketoftil: avvertenze gravidanza e allattamento

Attualmente non sono disponibili dati sui presunti effetti indesiderati di questo farmaco somministrato in gestazione, per questo vi consigliamo di rivolgervi dal vostro medico prima di iniziare una qualsiasi cura farmacologica. Tramite recenti stufi effettuati sugli animali, è stato possibile evidenziare casi di morte prenatale e postnatale dopo dosaggi elevati di Ketoftil, ma senza mostrare evidenze su eventuali effetti teratogeni. Inoltre i livelli sistemici una volta applicato per via oculare, si sono presentati molto inferiori rispetto a quelli che si evidenziano per somministrazione orale.

Come abbiamo accennato, al momento non vi sono disponibili informazioni sugli effetti in gravidanza, ed anche dopo la somministrazione si animali, non si è evidenziato alcun effetto negativo sul feto e sulla gestazione, ma vi ricordiamo che la somministrazione in gravidanza deve essere limitata in casi necessari. Sempre sugli animali, la somministrazione di Ketoftil ha mostrato la secrezione del principio attivo nel latte materno, ma è improbabile che la somministrazione per via topica nella donna, possa essere in grado di produrre un quantitativo di principio attivo riscontrabile anche nel latte materno, per questo il suo impiego in questo periodo è consentito dai medici.

Per quanto riguarda la fertilità dell’uomo e della donna, non vi sono attualmente dati relativi che mostrano eventuali disfunzioni a causa della somministrazione di Ketoftil. In persone particolarmente sensibili al farmaco oppure al principio attivo, nel primo periodo ella somministrazione, potrebbe provocare effetti sulla capacità di reazione. Se dopo la somministrazione oftalmica, il paziente mostra sonnolenza e visione offuscata, vi consigliamo di non utilizzare macchinari e di non guidare veicoli. Il Ketoftil collirio multidose, contiene al suo interno benzalconio cloruro, che a lungo andare potrebbe provocare nel paziente irritazione agli occhi, ed inoltre è severamente vietata l’impiego di lenti a contatto morbide in caso di tali manifestazioni.

Ketoftil: avvertenze gravidanza e allattamento

Ketoftil: dosaggio e sovradosaggio

Prima della somministrazione oculare del collirio, il paziente deve togliere le lenti a contatto nel caso di utilizzo, ed attendere almeno 15 minuti prima di rimetterle. Il medicinale va tenuto lontano dalla vista e dalla portata dei bambini, per evitare che somministrano il prodotto accidentalmente. Il dosaggio prevede la somministrazione di 1 goccia nel sacco congiuntivale 2 o 3 volte al giorno secondo la prescrizione del medico. Per aprire il contenitore, bisogne premere energicamente sul tappo di chiusura e nello stesso tempo svitarlo, dopo una volta utilizzato, richiuderlo avvitandolo fino in fondo.

Per quanto riguarda il sovradosaggio, attualmente non sono stati riportati casi di sovradosaggio con l’eventuale sintomatologia. La dose giornaliera del dosaggio orale del flacone multisode per i bambini al di sopra di anni è di 2 mg al giorno, ed i risultati medici, hanno evidenziato sintomi gravi dopo l’ingestione di un dosaggio pari a 20 mg di Ketoftil.