La laparoscopia è una tecnica diagnostica e chirurgica poco invasiva. A differenza della tradizionale chirurgia infatti, l’addome non viene aperto ma occorrono poche incisioni che vanno da 0,5 a 1 centimetro circa. Incisioni che servono per far passare i trocar, dei tubi necessari per effettuare l’operazione. Prima però viene introdotto del gas, solitamente anidride carbonica, che consente di avere lo spazio necessario per muoversi con gli appositi strumenti.

Necessario anche il laparoscopio, strumento dotato di fibre ottiche che permette di vedere lo spazio dove si deve operare. Le immagini sono trasferite in un monitor.

Per quali operazioni viene usata la laparoscopia? A cosa serve?

La laparoscopia viene utilizzata come esame diagnostico o chirurgico. E’ frequente per le operazioni alla colecisti, ma anche all’appendicite, il colon, il retto, l’intestino, la prostata, il fegato, la via biliare, al pancreas, le ghiandole surrenali, all’esofago, la milza, l’intestino tenue, la parete addominale, il duodeno, l’apparato urinario e quello riproduttivo femminile. In quest’ultimo caso si parla di laparoscopia ginecologica, frequente nei casi di endometriosi, gravidanze extrauterine, cisti ovariche e altri problemi alle ovaie. Usata anche per l’ernia (iatale, addominale e ombelicale).

I vantaggi della laparoscopia

I vantaggi della laparoscopia sono diversi. Prima di tutto si tratta di una tecnica poco invasiva, ciò significa che il trauma dell’operazione è ridotto. La ferita stessa, la cicatrice, è molto più piccola. Questo perché non si tratta di un’operazione a cielo aperto. Le fessure sono piccole e questi buchi servono unicamente a far passare le strumentazioni necessarie all’operazione. Inoltre è più semplice anche il recupero post operatorio.

Si riduce in modo significativo anche il rischio di laparocele, problema che si manifesta circa nel 2% delle operazioni e consiste proprio nel fatto che una parte dei visceri fuoriesce creando così una specie di ernia. Accade quando è il momento di chiudere la ferita.

Oltre a ridurre il rischio di laparocele, la laparoscopia è meglio anche dal punto di vista estetico. Una ferita più ridotta infatti, è migliore anche sotto il profilo estetico. Tra gli altri vantaggi troviamo:

  • Un dolore più controllato nella fase post-operatoria. Maggiore è la ferita più forte è anche il dolore.
  • Traumi minori per gli organi addominali, con la conseguenza di un dolore nuovamente ridotto. Le funzionalità intestinali si riprendono più in fretta.
  • Minor perdita di sangue non solo perché la ferita è più piccola, ma anche grazie all’emostasi durante l’intervento. Se ci fosse un grande sanguinamento sarebbe impossibile operare correttamente, il sangue impedirebbe di vedere correttamente con la telecamera.
  • Minor rischio di aderenze viscerali post-operatorie.
  • Si riduce il rischio di infezioni post operatorie (meno dello 0,5%).

Quanto dura la laparoscopia?

Se utilizzata per la diagnosi la laparoscopia dura all’incirca 15-20 minuti. Se invece viene usata per effettuare un’operazione, può durare da un’ora in su in base a quanto complesso è l’intervento.

Controindicazioni della laparoscopia

Abbiamo visto cos’è la laparoscopia, come viene eseguita e quali sono i vantaggi. Parliamo adesso delle controindicazioni. Prima di tutto, trattandosi di un intervento da svolgere sotto anestesia generale, se è controindicata lo è altrettanto anche l’intervento.

E’ controindicata anche, in base a quanto dura l’operazione, se il paziente soffre di insufficienza cardiaca a quella respiratoria, se ha problemi di coagulazione (cosa che potrebbe esporre a emorragie gravi) o soffre di ernia diaframmatica.

E’ discrezione dell’anestesia e del chirurgo, in base al singolo caso, operare sotto laparoscopia una donna incinta (gravidanza), chi soffre di glaucoma a causa dell’alta pressione intraddominale, di ileo meccanico oppure paralitico, in quanto vi è un maggior rischio di perforazione. Lo stesso vale se sono in corso peritoniti o infezioni addominali.