Leishmaniosi umana: cause, sintomi, prevenzione e cura

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Leishmaniosi umana

La leishmaniosi viene trasmessa dal Leishmania Infantum, un protozoo. La trasmissione di questa patologia avviene per il tramite delle punture di un insetto: il flebotomo. Questo insetto (nome scientifico Phlebotomus perniciosus) è noto anche come pappatacio.

E’, in definitiva, un insetto dalle piccole dimensioni, è un insetto ematofago (si nutre di angue) ed è abbastanza simile ad una zanzara, solo che ha dimensioni ancora inferiori ed è silenzioso. Da queste sue caratteristiche gli deriva il nome di pappa – tacio.

Il Flebotomo o, volgarmente, pappatacio, è un insetto dal colorito giallastro chiaro che può raggiungere le tonalità “sabbia” e le cui dimensioni non superano i due / quattro millimetri. Il corpo di questi insetti è tutto coperto da una peluria molto fitta che arriva a ricoprire anche le grandi ali. Il flebotomo o pappatacio è un insetto molto dannoso tanto per l’animale che per l’uomo, e si trova in tante regioni a carattere rurale e con clima mediterraneo, subtropicale o tropicale.

Il pappatacio ha una attività di tipo stagionale, tipicamente dalla fine del mese di maggio e fino all’inizio, massimo alla metà di ottobre, E’ attivo più specificatamente nelle ore notturne, ma anche quelle serali lo vedono operare abbastanza attivamente.

Il pappatacio, quando si nutre del sangue ad esempio di un cane, gli veicola anche il protozoo Leishmania Infantum.

Il flebotomo, il protozoo che veicola la Leishmaniosi

le zone a rischio per la Leishmaniosi umana

Geograficamente la localizzazione dei pappataci, globalmente, è ascrivibile a quelle aree geografiche caratterizzate da un clima più caldo. Nel Vecchio Continente è abbondante, per esempio nell’intero bacino del Mediterraneo (nella Francia del Sud, in portogallo, nella Spagna, nel Nord Africa, in Grecia ed in Italia), mentre nell’Europa del nord la presenza è assai inferiore (nella Francia del nord, in Belgio ed in Germania).

Nel nostro Paese la diffusione della leishmaniosi è in proporzione alla diffusione dell’insetto che veicola il protozoo, vale a dire il flebotomo. In Liguria, ad esempio, questa malattia è considerata come endemica, così come anche in alcune regioni dell’Italia del Sud, dell’Italia Centrale e nelle nostre isole. Alcuni recenti studi sull’epidemiologia di questa malattia hanno messo in risalto la presenza di qualche focolaio anche nell’Italia del Nord, in aree che fino ad oggi erano considerate indenni da questo problema. Ad esempio alcune aree dell’Emilia Romagna, del Veneto, della Lombardia e del Piemonte). Se dovesse interessarvi avere delle informazioni più precise su quali siano le aree più a rischio e quali meno a rischio ma comunque non indenni, sicuramente il vostro veterinario saprà esservi preciso al riguardo.

In quale modo la leishmaniosi si manifesta nel cane?

Nei cani la leishmaniosi si caratterizza soprattutto per la sua forma di tipo generalizzato, cioè quella che comunemente viene definita “viscerocutanea”, e che presenta un decorso, generalmente, di tipo cronico o subacuto. La sintomatologia più tipica e più diffusa di questa malattia è costituita da:

  1. Un evidente aumento di dimensioni dei linfonodi (linfoadenomegalia);
  2. Le tipiche lesioni alla cute (dermatite di tipo esfoliativo, ulcerazioni a carico della pelle, onicogrifosi e alopecia periorbitale);
  3. Pallore delle mucose;
  4. Dimagrimento anche abbastanza evidente;
  5. Letargia e febbre;
  6. Inappetenza, in vari gradi;
  7. Epistassi;
  8. Lesioni al bulbo oculare.

Ogni cane che viene colpito da questa brutta malattia sviluppa anche la glomerulonefrite, che è un processo di infiammazione a carico dei reni che si determina a causa del fatto che nei glomeruli renali si depositano degli immunocomplessi.

Il progressivo ed anche gravissimo danno che questa situazione comporta, causa nel periodo medio – lungo, purtroppo il manifestarsi di una insufficienza renale che si cronicizza e che, non di rado, porta alla morte il cane che si ammala di leishmaniosi.

Brevi cenni sulle terapie possibili

La cura più indicata per curare i cani dalla leishmaniosi consta dell’assunzione di medicinali ad azione leishmanicida, al fine di controllare il processo di infezione di tipo protozoario (e si tratta di una terapia di tipo specifico), ed è bene unirle una terapia, invece, di tipo sintomatico per controllare e curare tutti i sintomi generati alla leishmania. Di particolare utilità, visto quanto appena specificato sulla glomerulonefrite, è la terapia volta a curare gli effetti negativi della malattia sui reni, proprio per curare questo grave disturbo e prevenire, di conseguenza, la insufficienza renale. Resta chiaro che, a parte questi nostri utili consigli, per la terapia, anzi, le terapie da far seguire al nostro amico a quattro zampe, è assolutamente insostituibile il consulto con il medico veterinario.

Come posso proteggere il mio cane?

Se il vostro cane risiede in una zona geografica in cui la leishmaniosi è una malattia a carattere endemico, oppure vi soggiorna durante il periodo in cui i pappataci sono attivi (da maggio fino alla metà – fine di ottobre), i veterinari raccomandano di assicurare al vostro animale la protezione attiva di quei prodotti che, oltre alle pulci ed alle zecche, difende anche dai flebotomi.

Il tipo di azione contro questo pericolosissimo insetto deve essere di quelle che provocano la repellenza, cioè quella azione per la quale i flebotomi, quando entrino in contatto con il vostro amico a quattro zampe, non vada a succhiarne il sangue. Naturalmente se questo ipo di prodotto a questa azione aggiunge anche la proprietà insetticida, il pericolo è ancora di più allontanato in quanto il pappatacio va incontro alla sua fine rapidamente, non potendo, coì, più nuocere né al vostro cane né agli altri cani.

Da ricordare ed annotare attentamente: tutte le sostanze attive contro il pappatacio contengono un elemento chiamato permetrina, e per tale motivo possono essere utilizzati solo sui cani, evitando accuratamente di utilizzarle con i gatti.

Dove lo proteggo? E quando?

Occorre tenere bene a mente che l’attività dei flebotomi è di tipo stagionale e, oltretutto, essi risiedono solo in alcune aree geografiche, contrariamente alle zecche ed alle pulci la cui attività non conosce soste e non hanno zone in cui non sono presenti. Per la protezione del cane dal pappatacio occorre dunque tenede presente queste due indicazioni:

  1. Quando? Da maggio a tutto ottobre;
  2. Dove? Soprattutto nell’Italia Centrale e del Sud, ma anche le zone meno temperate “potrebbero”, anche se molto meno, presentare il rischio di contrarre la leishmaniosi.

La leishmaniosi (nell’uomo)

Viene trasmessa ad opera di un parassita del genere leishmania che vengono veicolati attraverso il morso di alcuni insetti, i pappataci (flebotomi) che siano stati infettati. I pappataci sono degli insetti volanti, di dimensioni molto piccole, più piccole di quelle della zanzara.  Esistono diverse varietà di leishmaniosi, la prima grande suddivisione è tra quella animale (ne sono affetti soprattutto i cani) e quella umana. Anche di quelle umana ve ne sono più di una varietà, e, precisamente;

  • La leishmaniosi cutanea, che provoca lesioni sulla pelle,
  • La leishmaniosi viscerale, che affligge svariati organi interni (tipicamente il midollo osseo, il fegato e la milza).

La diffusione della leishmaniosi

Ogni anno si registrano circa un milione e mezzo di nuovi casi di leishmaniosi cutanea e mezzo milione di leishmaniosi viscerale.

In occidente la leishmaniosi è diffusa principalmente nel Sud America, in America Centrale e nel Messico, invece, nel resto del mondo, è particolarmente presente in alcune aree asiatiche, nella nostra Europa del Sud, in Africa ed in Medio Oriente. Pare non sia mai arrivata né nelle isole dell’Oceano Pacifico né in Australia.

Nel dettaglio possiamo dire che la leishmaniosi si è concentrata in zone ben circoscritte di circa ottentotto paesi. In pochi di questi paesi si concentra il maggior numero di casi di leishmaniosi, e, nel dettaglio:

  • Più del novanta percento dei casi di leishmaniosi cutanea si registra in alcune zone dell’Afghanistan, dell’Iran, dell’Algeria, dell’Arabia Saudita, dell’Iraq, del Brasile, della Siria e del Perù.
  • Più del novanta percento dei casi di leishmaniosi viscerale si registra in alcune zone del Bangladesh, dell’India, del Sudan, del Nepal e del Brasile.

I casi di leishmaniosi che si sono registrati negli Stati Uniti affliggono soprattutto gli immigrati e, più in generale, i viaggiatori, sia quelli che viaggiano per lavoro che quelli che viaggiano per piacere. Si noti che i casi di leishmaniosi che affligge chi ha effettuato viaggi per vacanza sono in genere delle forme cutanee, che sono stare contratte per lo più nelle mete del turismo dell’America Latina. Al contrario il personale militare, per lo più si trova a contrarre la leishmaniosi nelle missioni militari svolte nei paesi del’ Afghanistan e dell’Iraq

La cause di leishmaniosi

dettagli della Leishmaniosi umana

I modi con cui questa malattia viene trasmessa si riducono, in realtà, ad uno solo: il morso delle femmine di pappataci (flebotomi) infetti. Il pappatacio contrae il parassita pungendo e succhiando il sangue di esseri umani o animali infetti. Prevenire un morso di questi insetti è molto difficile perché molto difficile è accorgersi della loro presenza, infatti il loro volo è assolutamente silenzioso e le loro dimensioni sono veramente molto esigue, infatti essi sono grandi meno di un terzo di una zanzara. Oltretutto il morso di un pappatacio può anche non essere immediatamente ravvisato in quanto può accadere che non provochi dolore e/o prurito. Questi insetti, in genere, manifestano il massimo della loro attività verso il tramonto, ed anche la sera e la notte (un po’ come le zanzare “non tigre”). Quando la giornata è più calda essi preferiscono riposare, ma non è impossibile che mordano comunque, ad esempio se vengono disturbati anche involontariamente, per esempio appoggiandosi con le mani su un tronco dove si trovino a riposare.

Alcune specie di leishmania possono anche essere veicolate per il tramite di trasfusioni ematiche o per l’utilizzo di aghi infetti. Qualche raro caso di trasmissione di tipo congenito, cioè di contagio al bambino da parte della madre infetta, pure è stato riportato.

I fattori di rischio per la leishmaniosi

Il primo fattore di rischio è certamente il recarsi in una di quelle zone, che già prima abbiamo elencato, nelle quali è presente la leishmania. Sia che le si visiti per motivi turistici, che ci si rechi per motivi di lavoro, il rischio di essere morsi da un pappatacio infetto esiste sempre. E’ vero che il pappatacio è più presente nelle zone rurali piuttosto che in quelle urbane, ma non è escluso che si possa essere morsi anche nel bel mezzo di una grande città.

La trasmissione della malattia probabilmente è più probabile che avvenga di sera o di notte, perché quelli sono gli orari in cui i pappataci manifestano più vitalità. Ma quali sono le persone che corrono più rischi? Sicuramente, tra i turisti, quelli che non si affidano ai tour operator che propongono viaggi organizzati, poi i campeggiatori. Tra le altre categorie, i missionari, i militari, gli ornitologi e tutti coloro che eseguono ricerche oppure esplicano attività lavorative dopo il tramonto.

Sintomi della leishmaniosi

Sintomi della leishmaniosi cutanea

I primi sintomi che affliggono le persone affette da leishmaniosi sono le lesioni cutanee che subiscono anche modificazioni man mano che passa il tempo. Per esempio inizialmente le lesioni possono apparire come delle lievi escrescenze o noduletti, per poi ulcerarsi (la lesione presenta un cratere al centro ed i suoi bordi, anche detti “margini” appaiono ben rialzati). Alcune ulcerette potrebbero anche ricoprirsi con una crosticina e anche dolere (non poco). Taluni pazienti di leishmaniosi lamentano rigonfiamenti linfonodali nella area colpita (linfonodi ascellari se le lesioni insistono sul braccio o sulla mano). Queste ulcere cutanee sorte a causa della leishmaniosi, solitamente hanno si sviluppano entro qualche settimana o qualche mese a partire dal momento che l’insetto ha morso il paziente.

Sintomi della leishmaniosi viscerale

La sintomatologia di questa particolare leishmaniosi pare dagli stati febbrili. Si accuseranno poi un evidente dimagrimento e dei gonfiori alla milza ed al fegato. Anche i valori dell’esame del sangue saranno molto alterati. E’ plausibile che presenti una anemia (minor numero di globuli rossi), così come delle piastrine e dei globuli bianchi. Il momento della comparsa dei sintomi può anche essere posteriore di alcuni mesi (addirittura alcune volte di qualche anno) rispetto al momento in cui si è stati morsi dal pappatacio.

Quando chiamare il medico

Sa si pensi di aver contratto questa malattia occorre recarsi immediatamente al più vicino ospedale dotato di pronto soccorso e comunicate il vostro sospetto oltre ai dettagli dei viaggi effettuati.

Diagnosi di leishmaniosi

Il medico cui vi siete rivolti innanzitutto vorrà sapere da voi se siete stato in visita in uno di quei paesi dove è possibile contrarre questa malattia, per poi controllare la presenza o meno di tutta o di parte della sintomatologia della leishmaniosi.

Per riuscire a isolare il parassita occorrerà esaminare i campioni di tessuto (per esempio quelli ricavati dal tessuto ulceroso della pelle laddove esistono le lesioni cutanee) al microscopio, mediante colture o con altri metodi.

Se, invece, si è alla ricerca del parassita responsabile della leishmaniosi viscerale, allora occorreranno gli esami del sangue alla ricerca degli anticorpi che l’organismo umano sviluppa in presenza di quel tipo di parassita, è cioè la risposta immunitaria relativa alla leishmania. Con gli esami si può individuare anche direttamente il parassita stesso.

Esiste un Centro per la Prevenzione ed il Controllo per le Malattie Infettive che potrà essere d’aiuto per il vostro specialista e potrà anche eseguire gli esami di routine per questo tipo di infezioni. La diagnosi per la leishmaniosi, difatti, potrebbe essere anche molto complicata e i test di laboratorio a volte restituiscono risultati negativi anche se il paziente è, invece, affetto dalla malattia.

Terapie e cure

Il medico, dunque, può sempre entrare in contatto con il Centro per la Prevenzione ed il Controllo per le Malattie Infettive per meglio comprendere se il caso che vi riguarda ha da essere trattato e, eventualmente, con quali terapie.

Le lesioni che si creano quando si contrae leishmaniosi cutanea in genere possono scomparire spontaneamente anche in assenza di terapie, però in questo modo possono richiedere anche molti mesi o, addirittura, degli anni, e, così facendo, solitamente lasciano delle antiestetiche cicatrici. Altre preoccupazioni sono date da alcune tipologie di parassiti che sono d’istanza nelle Americhe Centrale e Meridionale: talune volte questi parassiti passano dalla cute alla bocca o al naso e provocano anche qui delle brutte lesioni (leishmaniosi di tipo mucocutaneo).Questa ultima leishmaniosi potrebbe anche non essere rilevata per alcuni anni, prima della guarigione delle originali lesioni cutanee. Per la prevenzione di questo tipo di leishmaniosi è di fondamentale importanza curare a dovere queste lesioni della pelle.

Prevenzione della leishmaniosi

Al giorno d’oggi non si trovano in commercio né farmaci né tantomeno vaccini che siano in grado di venirci in aiuto per la prevenzione della leishmaniosi (è disponibile, ed anche da molto poco, un vaccino per la prevenzione della leishmaniosi animale, per i nostri cani). Per coloro che viaggiano frequentemente il modo più appropriato per prevenire questa malattia è quella di fornire al proprio corpo una adeguata protezione dai morsi dei pappataci. Ecco come rendere meno probabile il morso di uno di questi insetti:

  1. Evitare, per quanto possibile, di stare all’aperto, a maggior ragione dopo il tramonto, cioè quando questi insetti sono più attivi;
  2. Se vi trovate all’aperto e non avete protezioni provate a rendere meno estese, per quanto possibile, le zone di cute esposta. Quindi, per quanto il clima possa concederlo, indossate magliette a maniche lunghe, pantaloni lunghi ed indossate i calzini. Infilate le magliette dentro il pantalone.
  3. Utilizzate un repellente per insetti (se ne vendono in confezione spray, crema o stick) su tutte le aree di cute esposte ed inoltre sulla pelle dei polsi anche se coperti dai polsini e sulle caviglie, anche se coperte da calzini e parte terminale dei pantaloni. Seguite i consigli riportati sul bugiardino. I repellenti con la maggiore efficacia sono quelli con il principio attivo N-N-dietilmetatoluamide (DEET).
  4. Se vi trovate al chiuso trovatevi sempre una zona protetta o, in ogni caso, con un climatizzatore acceso.
  5. Sempre al chiuso, non dimenticate che i pappataci sono di dimensioni assai più ridotte delle zanzare per cui possono passare anche attraverso aperture più strette.
  6. Ancora per gli ambienti chiusi: utilizzate l’insetticida spray in tutti quegli ambienti dovete svolgete la vostra vita di giorno ed in quelli dove andrete a dormire la notte.
  7. Se non è possibile una delle soluzioni per gli ambienti chiusi sopra esposta, utilizzate una zanzariera, rimboccandovela anche sotto le coperte la notte. Magari dopo avervi spruzzato un insetticida a base di deltametrina o di permetrina (piretroidi). Questo stesso prodotto dovrete spruzzarlo anche sui vestiti, sulle lenzuola, sulle tende e paraventi, ricordando sempre di riapplicarlo dopo non più di cinque lavaggi. Questi prodotti vanno acquistati prima della partenza, generalmente li si trova in tutti i supermercati o, in alternativa, nelle ferramenta o, meglio nei negozi che vendono specificamente articoli per campeggiatori.

Recidive

Spesso ci si domanda se è possibile contrarre più di una volta una leishmaniosi: ebbene, la risposta, purtroppo, è “SI”. E’ capitato che alcuni pazienti di leishmaniosi l’abbiano contratta anche diverse volte nell’arco della propria vita. Di conseguenza se ci si reca dove è più possibile contrarre la malattia, occorre utilizzare le precauzioni appena esposte anche se già in passato si era contratta la malattia e la si era debellata.