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Leucoplachia: che malattia è? Si può curare? E come?

La leucoplachia consiste, materialmente, in un ispessirsi, assumendo un colore che può variare dal bianco/biancastro al grigio/biancastro delle suddette mucose, a livello della guancia, oppure del palato, delle gengive, ma anche della lingua, della faringe e, a volte, anche della laringe. La leucoplachia a volte si può presentare in forma di rilievo delle mucose, a volte con una superficie scabrosa o anche sotto forma di verruche.

Un’origine precisa a questo disturbo non è ancora possibile darla, però c’è da dire che la frequenza con la quale la si rileva negli individui che fumano orienta la ricerca a pensare che le proprietà irritanti esercitate localmente dalle sostanze presenti nel fumo assumano ruoli non trascurabili nella sua comparsa. Una leucoplachia si sviluppa anche se favorita da bordi taglienti di un dente cariato o fratturato o anche da parti di protesi dentarie non perfettamente fissate, ecc.

Quali sono gli individui più frequentemente colpiti dalla leucoplachia?

La leucoplachia è riscontrabile con maggior frequenza nel sesso maschile, in un’età compresa tra i venti ed i sessanta anni in modo particolare. Da notare che i casi di leucoplachia in ambito femminile stanno rapidamente crescendo di numero a partire dall’epoca in cui il vizio del fumo si è esteso in modo rilevante anche nell’ambito del “sesso debole”.

Quali sono i sintomi?

Normalmente la leucoplachia non induce alcun altro disturbo e le alterazioni patologiche che genera all’interno del cavo orale possono essere scoperte anche in modo casuale dallo stesso individuo affetto, oppure durante una visita odontoiatrica o medica generica. Può capitare a volte, però, che un focolaio di leucoplachia provochi una sensazione di bruciore o anche dei formicolii e, magari, tenda anche a formare delle vescichette.

La leucoplachia ha una rilevanza sensibile per la salute degli individui?

La rilevanza di una leucoplachia per la salute di un individuo è legata al fatto che potrebbe essere una “porta aperta” per un tumore maligno per impiantarsi in quell’area. E’, come la medicina definisce in modo chiaro, una lesione di natura benigna che può degenerare in una lesione di natura maligna: si parlerebbe, in questo malaugurato caso, di precancerosi.

Esistono cure?

Le azioni terapeutiche che si possono intraprendere consistono in:

  1. Abolire innanzitutto alcol e fumo;
  2. Eliminare tutti quegli elementi che potrebbero indurre un’irritazione delle aree delle mucose orali, una protesi non perfettamente fissata, un dente cariato o fratturato con bordi taglienti, ecc.;
  3. Eliminare la lesione intervenendo o elettrochirurgicamente o con un intervento di chirurgia classica.

Le placche si possono eliminare solo in strutture ospedaliere?

La rimozione della leucoplachia non richiede necessariamente un ricovero ospedaliero: grazie alla diatermocoagulazione il chirurgo può effettuare l’intervento anche presso uno studio privato. Solo nel caso in cui l’escissione della leucoplachia debba avvenire in laringe o in faringe, allora sarebbe più indicato che l’intervento si svolga presso una struttura sanitaria più attrezzata di uno studio medico privato.

La prevenzione o, almeno, una diagnosi precoce possono sicuramente aiutare in questo senso: gli individui affetti da leucoplachia dovrebbero sottoporsi periodicamente a visite mediche in modo tale da poter diagnosticare nel modo più immediato possibile una eventuale degenerazione.