Come abbiamo avuto modo di introdurre poche righe fa, i linfociti sono delle cellule specializzate che sono riconducibili al gruppo dei globuli bianchi. La loro importanza per il benessere del nostro organismo è molto elevata, visto e considerato che si tratta di dei garanti del buon funzionamento del sistema immunitario, potendo contrastare gli antigeni che aggrediscono l’organismo, in maniera selettiva.

È possibile parlare di linfociti bassi se il numero delle cellule è inferiore a 1.000 per mm cubo di sangue. Tuttavia, come è possibile ben comprendere confrontando diverse analisi di laboratorio, ogni centro medico utilizza dei valori di riferimento differenti: quelli normali sono mediamente pari a 1.500 – 3.000 per mm cubo di sangue.

Cosa sono i linfociti

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Sinteticamente, quando il numero dei linfociti è basso, la capacità del nostro corpo di poter contrastare le infezioni, e resistere all’attacco di esse, si abbassa in maniera radicale. Dunque, il rischio di ammalarsi cresce rapidamente.

Perchè ne soffriamo

Il novero delle cause dei linfociti bassi è molto ampio, e non sempre individuabile con le sole analisi del sangue. Di fatti, quando vi è un dato di sintesi che necessita di approfondimenti, il medico potrebbe consigliare ulteriori accertamenti che, uniti al primo esame, possano fornire qualche dato maggiore per individuare la causa del problema e, di conseguenza, il suo efficace trattamento.

Didatticamente, spesso le cause dei linfociti bassi vengono distinte in tre categorie: generali, acquisite e ereditarie.

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Per quanto concerne le prime, quelle sinteticamente ricordate come “generali“, possiamo certamente ricordare come a volte le cause dei linfociti bassi possano essere derivanti dall’incapacità del nostro organismo di produrre un adeguato numero di linfociti. Può però darsi che il nostro corpo sia effettivamente in grado di produrre il giusto numero di linfociti, ma che essi vengano distrutti, o intrappolati nella milza o nei linfonodi.

Per quanto concerne invece le cause c.d. “acquisite“, ricordiamo la presenza di malattie di natura infettive o autoimmuni, terapie con steroidi, malattie e tumori del sangue, cicli di radioterapie o di chemioterapie.

Infine, per quanto attiene le cause di natura ereditaria, ricordiamo le sindrome di DiGeorge o quelle di Wiskott-Aldrich, sindromi di immunodeficienza combinata e altro ancora.

Rendersi conto dei linfociti bassi è piuttosto difficile, almeno fino a quando non si procede con l’effettuazione di un’analisi del sangue. La condizione è di fatti frequentemente asintomatica, ma una spia potrebbe essere determinata dalla presenza di infezioni insolite, o dall’incremento del numero di infezioni.

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La cura

Come curare i linfociti bassi

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Come dovrebbe essere noto se avete letto tutti i nostri approfondimenti sulle analisi del sangue, per curare i linfociti bassi non potete fare nient’altro che andare alla ricerca della causa che ha provocato questa situazione. Se ad esempio i linfociti bassi sono determinati da una condizione di natura patologica, è necessario curare il disturbo di base. Di contro, se non vi sono specifiche malattie di fondo, il disturbo non ha bisogno di trattamenti. Se infine la linfopenia, ovvero i linfociti bassi, è determinata da difetti genetici, si può ricorrere al trapianto di cellule staminali del sangue o del midollo osseo.

Dunque, il nostro consiglio non può che essere quello di condividere un periodico esame del sangue con il vostro medico, e una lettura attenta dei risultati con lo stesso dottore curante di riferimento. Nel caso in cui i linfociti siano effettivamente bassi rispetto ai valori che vengono considerati ordinariamente come normali, è probabile che il medico possa consigliarvi la possibilità di rieffettuare il test a breve distanza, e una serie di accertamenti che avranno come obiettivo quello di cercare di individuare tempestivamente e con precisione le cause di questa situazione.

Qualora le cause dovessero essere patologiche o genetiche, il medico – eventualmente coadiuvato da specialista di riferimento – individuerà le migliori terapie per poter ripristinare una condizione di benessere nel proprio paziente. Dunque, per poter disporre di maggiori informazioni vi consigliamo di consultare prontamente il vostro medico generale.

Fonti e bibliografia

  • Malattie del sangue e degli organi ematopoietici. Gianluigi Castoldi, Vincenzo Liso; Ed. McGraw-Hill Education; 2017
  • Rugarli. Medicina interna sistematica. Estratto: Malattie del sistema endocrino e del metabolismo. C. Rugarli; Ed. EDRA; 2018
  • Il Sistema Immunitario. P. Parham; Ed. Edises

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella. Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E’ registrata all’Ordine Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Provincia