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Linfoma di Hodgkin: cosa è e come si cura

Il linfoma è un tumore che trae origine nel sistema linfatico, cioè nelle cellule e nei tessuti che avrebbero il compito di difendere l’organismo dagli agenti esterni e dalle malattie, e di assicurare una corretta circolazione dei fluidi all’interno del nostro organismo. A sua volta, il sistema linfatico è definibile come quell’insieme di vasi che trasportano la linfa, il fluido che contiene materiale di scarto e liquidi in eccesso che provengono dai vari tessuti e che trasporta i linfociti e le altre cellule del sistema immunitario.

Sempre a titolo di sintesi di definizione, i linfonodi sono invece dei gruppi di linfociti e altre cellule immunitarie, che si ingrossano in presenza di un’infezione da contrastare. Sulla base di quanto già affermato, dal momento che il tessuto linfatico si trova in tutto l’organismo, il linfoma di Hodkgin si può sviluppare in diversi organi, anche se tendenzialmente inizia nei linfonodi che si trovano nella parte alta del corpo, come il collo, il torace e le braccia.

Chi è colpito dal linfoma di Hodgkin

Chi è colpito dal linfoma di Hodgkin

Il linfoma di Hodgkin è, fortunatamente, un tumore abbastanza raro, in grado di interessare circa lo 0,5 per cento di tutti i casi di tumore diagnosticati. La sua incidenza è tuttavia in aumento: di contro, fortunatamente la mortalità è diminuita. Due sembrano inoltre essere le fasce anagrafiche maggiormente a rischio: i giovani con età tra i 20 e i 30 anni, e gli anziani che hanno un’età anagrafica superiore ai 70 anni.

Per quanto concerne i fattori di rischio, quelli noti per questa malattia sono lunghi, ma è altresì noto che non sono tutti integralmente conosciuti. Tra i più conosciuti c’è l’età e il sesso, con il linfoma che è di fatto più comune tra i giovani adulti, con un picco intorno ai 20 anni, e tra gli over 70. Gli uomini sono inoltre più a rischio delle donne. È inoltre noto che il linfoma incrementa in presenza di una storia familiare di malattia e, soprattutto, nei gemelli identici di persone affette da linfoma.

Le cause del linfoma di Hodgkin

Quali sono quindi, le cause del linfoma di Hodgkin? Il suo sviluppo avviene quando vi è un’anomalia del linfocita T, il quale appartiene al sistema immunitario. La cellula anomala è stata chiamata Reed-Stenberg. Essa si divide e si replica. Le cellule che si formano vanno a produrre ancora cellule anomale e a differenze di quelle sane, non vanno incontro alla morte. Si accumulano e creano la massa di tessuto malato, il tumore.

Non è ancora chiaro perché alcune persone ne sono colpite. Ci sono però alcuni fattori di rischio come abbiamo visto prima. Ai quali si aggiungono alcuni virus come l’Epstein-Barr e l’HIV. Non si tratta però di una malattia contagiosa, cioè non viene trasmessa.

Questo tumore può formarsi quando la persona ha un sistema immunitario indebolito, a causa di disturbi o farmaci (come quelli usati dopo i trapianti).

I fattori di rischio, anche quando ne esistono più di uno insieme, non sono affatto sinonimo di malattia. La maggioranza delle persone infatti, non lo avrà mai.

Tipologie di linfoma di Hodkgin

Il linfoma di Hodkgin è generalmente suddiviso in due diversi gruppi: il primo è quello classico, che rappresenta il 95 per cento di tutti i casi di linfoma di Hodkgin, mentre il secondo è quello a predominanza linfocitaria nodulare, che interessa il restante 5 per cento.

A sua volta, il linfoma classico è contraddistinto dalla presenza delle cellule di Reed-Stenberg (sono linfociti B che hanno subito una trasformazione tumorale, e che assumono un aspetto tipico che consente ai medici di distinguerli dalle altre cellule malate e da quelle sane), ed è di norma suddiviso in quattro sotto-tipi: a sclerosi nodulare (il più frequente, per circa il 60 per cento dei casi, soprattutto nei giovani adulti), quello ricco in linfociti, o a predominanza linfocitaria (meno frequente, tra il 5 e il 10 per cento dei casi), a cellularità mista (tra il 15 e il 30 per cento dei casi, soprattutto anziani) e a deprelezione linfocitaria (meno dell’1 per cento, nelle persone anziane).

Sintomi del linfoma di Hodgkin

Sintomi del linfoma di Hodgkin

I principali sintomi del linfoma di Hodgkin sono rappresentati dagli ingrossamenti dei linfonodi, e principalmente di quelli della regione cervicale. Naturalmente, l’ingrossamento dei linfonodi non è direttamente ricollegato alla presenza di un linfoma, ma ad un’infezione più comune che può essere contrastata dal sistema immunitario.

Altri sintomi più generici del linfoma comprendono la febbre (che si presenta a più riprese, per settimane o mesi), sudorazioni notturne, perdita di peso, prurito. Possono inoltre costituire sintomi secondari, ma non per questo trascurabili, la stanchezza e la mancanza di appetito.

Diagnosi del linfoma di Hodgkin

Per poter procedere alla diagnosi del linfoma di Hodgkin è necessario rivolgersi al proprio medico, che dopo una visita accurata per poter verificare i segni tipici della malattia, e dopo aver consultato il paziente sulla propria storia clinica, prescriverà gli opportuni esami di approfondimento. Tra i principali spiccano naturalmente la biopsia dei linfonodi, con prelievo di tessuto da analizzare al microscopio.

Per poter analizzare l’estensione della malattia e per poter seguire nel tempo la sua evoluzione e l’efficacia della terapia, si suole riferirsi a esami di diagnostica per immagini come le radiografie, la TAC, le risonanze magnetiche, l’ecografia, e così via. Anche l’esame del sangue può essere utile per poter completare la diagnosi, dal momento che in caso di linfoma possono riscontrarsi anche livelli alterati di globuli bianchi e globuli rossi, oltre che problemi nella VES.

Cura del linfoma di Hodgkin

Il linfoma di Hodgkin può essere curato in diversi modi, e la scelta del trattamento più adatto per poter ottenere i migliori risultati dipende principalmente da alcuni fattori come lo stadio della malattia, la tipologia della stessa, l’età del paziente, le sue condizioni generali di salute. Di norma, comunque, la terapia è multidisciplinare, e per la sua complessità si avvale della presenza di diversi specialisti, con un mix di trattamenti.

Contrariamente a quanto ritengono molte persone, la chirurgia non è molto utilizzata in caso di linfoma di Hodgkin, se non a livello di biopsia. Sono più comuni gli interventi di chemioterapia (in genere, su mix di farmaci), e la radioterapia, da usarsi da sole o in contemporanea, a seconda dei casi. Se la malattia non risponde al trattamento, o se la malattia si ripresenta dopo la terapia iniziale, si può provare con il trapianto di cellule staminali autologo o allogenico. Prima del trapianto, comunque, si prova a risolvere il problema mediante dosi elevate di chemioterapia, a distruzione delle cellule del linfoma, ma anche di quelle sane del midollo, da sostituire poi con quelle trapiantate.

Di più recente introduzione sono inoltre diversi farmaci intelligenti, come gli anticorpi monoclonali, il cui utilizzo è ancora in fase di studio per il linfoma di Hodgkin, ma è già realtà per altre forme tumorali.

Per poterne sapere di più vi consigliamo naturalmente di parlarne con il vostro medico di riferimento e scoprire insieme a lui quali possano essere i migliori passi da compiere per poter giungere a una puntuale diagnosi della malattia, e una corretta terapia per poterla affrontare.

Linfoma di Hodgkin e guarigione

Sia per quanto riguarda il linfoma di Hodgkin e molti altri tumori del sangue si sono registrati negli ultimi anni incredibili progressi. Oggi, questo linfoma è considerabile guaribile in oltre l’80% dei casi. Una volta guarita la persona, può riprendere più o meno la propria vita di sempre, tenendo di conto comunque che è bene seguire uno stile di vita sano e che servono controlli periodici.

Una donna che è guarita da linfoma di Hodgkin può tranquillamente pensare alla gravidanza, anche se di solito il medico consiglia di aspettare due o tre anni dopo la fine delle cure. Visto che le terapie contro i tumori spesso causano problemi di fertilità o anche menopausa precoce, è bene valutare attentamente la questione con il medico.

Qual è il rischio di recidive?

Come tutti i tumori, anche il linfoma di Hodgkin può avere delle recidive. Di solito vale la regola che, tanto più tempo passa, minore è il rischio di ricadervi. Per prevenire la ricaduta non ci sono consigli specifici, se non quelli di astenersi dal fumo, mangiare bene e fare la giusta attività fisica.

Anche in caso di ricaduta, le possibilità di guarire sono sempre ottime.

Follow-up

Follow-up

Quando il trattamento è concluso e la persona è guarita, deve ugualmente sottoporsi a dei controlli periodici. Per i primi due anni ogni 3 o 4 mesi. Per i primi cinque anni ogni 6 mesi. Per 10 anni, una volta all’anno.

Ogni controllo prevede uno step specifico di analisi. C’è la TAC del torace e dell’addome. Gli esami ematochimici completi. Quando la TAC lascia alcuni dubbi viene fatta la PET, permette di individuare con chiarezza eventuali recidive. Superati i 10 anni i pazienti continuano a essere monitorati con esami riguardanti la funzionalità tiroidea, quella cardiaca e i controlli cutanei e quelli mammari.

La differenza tra il linfoma di Hodgkin e quello non di Hodgkin

Il linfoma di Hodgkin ha la cellula di Reed-Sternberg. Quello non Hodgkin invece non la ha. E’ importantissimo distinguerli analizzando le cellule al microscopio. Perché da qui parte la scelta del piano terapeutico.