Liquido interstiziale: piccola guida alle sue funzioni!

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Il tessuto cellulare non ha diretto contatto con i capillari sanguigni e gli scambi avvengono tramite il liquido interstiziale, che permette inoltre il passaggio delle sostanze, sia nutritive, per l’organismo, che di scarto, ovvero agli elettroliti.

Il sistema linfatico corporeo permette di drenare il liquido interstiziale in eccesso ed, una volta penetrato, prende il nome di linfa e si dirige verso i linfonodi per ripulirli dalla presenza dei batteri.

Mentre avviene questo passaggio, i linfociti e gli anticorpi si inoltrano nella linfa dando origine ad un liquido dalla consistenza molto densa che si rimetterà nel circolo sanguigno mediante la vena cava superiore.

Quando il liquido interstiziale è presente in maggiore quantità, a causa di patologie, è possibile la formazione di un edema. È quindi un fattore da tenere sotto controllo per evitare complicazioni che descriveremo in seguito in questo articolo, in modo da comprenderne gli effetti.

Molto spesso si confonde il liquido interstiziale con la matrice extracellulare, ma queste hanno due funzionalità nel nostro apparato completamente differenti, e vanno dunque differenziati per comprendere bene la composizione delle nostre cellule.

Matrice extracellulare

La matrice extracellulare è tutto l’apparato che si trova tra una cellula ed un’altra, e svolge una funzione ben precisa, ovvero quella di servire da collegamento interagendo con il citoscheletro. È costituita da glicoproteine e può essere anche la componetene fondamentale del tessuto connettivale, mentre il liquido interstiziale ha un contatto diretto con il sistema linfatico ed i vasi sanguigni.

Come sappiamo, ogni cellula deve interagire con l’ambiente in maniera tale da poter vivere, e nel nostro corpo pluricellulare, le stesse cellule devono compiere movimenti ed interagire come avviene in una comunità. In questo caso specifico, le molecole si servono di altre molecole extracellulari come le proteine, gli steroidi, i derivati degli acidi grassi, i nucleotidi ed i peptidi amminoacidi, per comunicare tra loro.

Nel nostro organismo ogni singola cellula è completamente esposta verso centinaia molecole tutte diverse, che si trovano sia esternamente che internamente e sono legate in superficie oppure libere o legate tramite la Matrice Extracellulare.

Mediante la membrana plasmatica, le cellule interagiscono con l’ambiente esterno, attraverso diverse aree specializzate. Ogni membrana possiede dei recettori che servono a captare i segnali interni, oppure esterni, della matrice extracellulare, e durante l’arco della vita delle cellule, queste possono cambiare con frequenza. Anche in superficie sono presente i recettori che servono al riconoscimento delle molecole come un neurotrasmettitore oppure un ormone peptidico, facendo in modo di attivare delle reazioni internamente alla cellula, come la secrezione, o la divisone di essa, oppure innescando le reazioni immunitarie.

All’interno della cellula è presente il segnale che proviene da un recettore superficiale mediante una serie di movimenti intracellulari che sono in grado di produrre l’effetto a cascata controllata e che possono variare in base alla natura della cellula.

Scambio di diffusione e di filtrazione

Ora faremo una descrizione dettagliata degli scambi che avvengono dai capillari verso le cellule:

  • Diffusione: questo è lo scambio dei gas che riflette il movimento preciso delle molecole dal punto con maggiore concentrazione fino a quello con minore concentrazione.

Questo movimento detto anche flusso, prosegue fino a quando tutte le molecole non si sono ben distribuite tra loro nello spazio disponibile, in maniera uniforme.

Tramite la diffusione avviene lo scambio tra il plasma ed il liquido interstiziale e sono coinvolte sostanze come gli ioni e le molecole, gli amminoacidi, il glucosio, i gas ed i metaboliti. La diffusione non filtra molecole con peso superiore ai 60kD e questi possono essere le grandi proteine, gli elementi sanguigni ovvero globuli rossi o globuli bianchi. Mediante la membrana plasmatica filtrano le sostanze liposolubili e lo scambio viene limitato dal flusso del sangue, mentre attraverso pori molto piccoli passano tutte le sostanze idrosolubili ed il flusso viene regolato mediante l’ampiezza di tali pori ed anche dalla grandezza della molecola stessa.

Quando si riscontra la presenza di un edema, la funzione di diffusione viene alterata, perché il liquido interstiziale ha un quantitativo elevato, e fa aumentare la distanza che si trova tra il tessuto ed i capillari.

  • Filtrazione e riassorbimento: questo scambio è conosciuto anche come flusso di massa e serve a regolare il passaggio dei fluidi.

Quando la direzione del flusso si muove verso la parte esterna dei capillari avviene la filtrazione, mentre quando si muove verso la parte interna, avviene il riassorbimento.