La malattia di Lyme è data dall’esposizione a dei parassiti comuni come le zecche, anche se non ha un incidenza profonda sulla popolazione.

Questa malattia è una delle più frequenti tra le patologie che vengono trasmesse dalle zecche e la prima volta che venne descritta nel nostro paese fu intorno agli anni 70, mentre i sintomi erano già conosciuti in Scandinavia. Tale malattia si sviluppò precocemente nel 1975, anno in cui si riscontrarono moltissimi casi di artrite a causa di questa patologia.

In questo periodo specifico, la malattia di Lyme colpì la cittadina di Old Lyme, un piccolo centro dello Stato del Connecticut, dalla quale prese il nome.

Con il passare del tempo, attraverso l’aggiornamento delle statistiche mediche, si sono riscontrati oltre 14.000 casi di malattia di Lyme.

La prima nazione ad essere colpita da questa patologia fu l’America, ma oggi sono presenti sintomi di tale patologia in gran parte del mondo, dal Giappone, fino all’Europa.

Ogni anno negli Stati Uniti vengono diagnosticati ben 18.000 casi di malattia di Lyme.

Nel nostro paese, la prima volta che questa malattia fece la sua comparsa, fu a Genova nel 1983 mentre l’isolamento verso il germe portatore di tale patologia venne fatto nel 1978 a Trieste.

In Italia, le regioni dove si riscontrano maggiori di casi di malattia di Lyme sono il Friuli Venezia Giulia, la Liguria, il Veneto, il Trentino Alto Adige ed l’Emilia Roma, mentre nella zona centro-sud, isole comprese, i casi avvengono sporadicamente.

Contagio della malattia

Il batterio non infetta direttamente l’essere umano, ma passa prima attraverso la zecca, che a sua volta, tramite il morso, contagia l’uomo oppure altri animali.

La zecca di genere Ixodes è il mezzo utilizzato dalla patologia per la propagazione, che viene incamerata quando l’insetto succhia il sangue di animali infetti.

Attraverso studi medici e scientifici, è stato possibile osservare come questa malattia abbia colpito nel corso del tempo, altre specie di animali che non vengono morsi da zecche, quindi è possibile che la malattia di Lyme si possa essere diffusa anche tra altri insetti ematofagi.

Quando una zecca si deposita per oltre 24 ore sull’uomo, avviene il contagio, causato dal susseguirsi di diversi morsi che non provocano nessun dolore.

La malattia ha un periodo di incubazione che va da un minimo di 4 giorni fino ad un massimo di 25, oppure da 7 giorni fino a 14 giorni, ed i sintomi possono presentarsi velocemente oppure in maniera tardiva.

Gli stadi di questa malattia tendenzialmente sono tre, ma può capitare che nel processo di avanzamento della patologia, queste si sovrappongano e si manifestino in contemporanea.

Stadi della malattia

La malattia di Lyme compare con la formazione di macchie di coloro rosso, che con il passare del tempo possono espandersi fino a diventare di grandi dimensioni dalla forma triangolare, oppure circolare-ovale, prendendo il nome di “eritema cronico migrante”.

Il diametro di questa macchia potrebbe superare anche i 5 centimetri, con la presenza di una macchia bianca leggermente più chiara situata al centro.

Ad accompagnare questo eritema molto spesso ci sono i dolori muscolari con la stanchezza fisica, febbre alta, rigidità muscolare e del collo, e mal di testa.

Quando la malattia è molto grave, tra i sintomi ci potrebbero essere anche il dolore al cuore, dolori articolari e dolori neurologici.

In questa fase specifica, il malato può avvertire anche la mancanza di respiro, infiammazione oculare e giramenti di testa.

Nel caso in cui la malattia di Lyme non viene curata tempestivamente o con medicinali specifici, potrebbe generare seri danni permanenti o a lungo termine, oppure lesionare il sistema nervoso e gli strati della pelle.

Nella malattia di Lyme possono comparire anche dei sintomi che tendenzialmente non sono comuni a chi ha questa patologia come la perdita della memoria, gli sbalzi di umore, l’irritabilità e la difficoltà nella concentrazione.

Come abbiamo visto i sintomi di tale malattia sono diversi e spesso eterogenei, infatti un malato può manifestare determinati sintomi di media entità, a differenza di altri che possono presentare disturbi molto gravi. Proprio per questo non è semplice stabilire la giusta diagnosi di fronte a sintomi differenti tra loro. La puntura di una zecca dovrebbe comunque essere un riferimento importante da comunicare al medico, nel caso si riscontrino i sintomi tipici della malattia.