Marcatori tumorali. Quando, quanti, quali?

157

Le ricerche in questo settore sono particolarmente vivaci e relativamente ai marcatori tumorali i risultati che si ottengono sono sufficientemente importanti, di un certo rilievo. Però i percorsi di validazione e relativi ai collaudi sono estremamente lunghi e laboriosi.

I marcatori tumorali e le ricerche

I marcatori tumorali e le ricerche

Al fine di far meglio comprendere le dimensioni di tale problema si può affermare che ogni circa cento molecole di marcatori tumorali che vengono individuate dagli studiosi come potenzialmente efficaci, solamente due se ne riescono ad utilizzare nelle pratiche cliniche.

E pur essendo assai ben noto questo problema, sovente assistiamo a tipi di comunicazione non orientati alla prudenza, non solo da parte dei media sia televisivi che su carta stampata, ma, ed è ancora più grave, anche da parte di illustri membri della comunità scientifica.

Le comunicazioni che riguardano alcuni risultati di alcune ricerche sono sovente esageratamente ottimistiche, se non, come a volta pure accade, addirittura trionfalistiche e praticamente mai assistite da risultati confermativi da studio.

Nella pratica reale ancora nessun test denominato “salva vita” ha ancora effettivamente apportato i benefici clinici sperati, però si può facilmente immaginare l’impatto da un punto di vista delle emozioni che tali comunicazioni, a nostro avviso scellerate, hanno sia sui pazienti affetti da carcinoma quanto sui loro cari.

I marcatori antitumorali al giorno d’oggi si associano in modo molto stretto alle più moderne terapie anticancro e, per tantissime ragioni, e non sempre di natura scientifica, i trionfalismi comunicativi tendono a prevalere. Oltretutto le grandi aspettative, dovute al fatto che un carcinoma è tutt’ora percepito come una patologia per nulle o, almeno, molto poco curabile, sono la causa di fortissime emozioni relative alle notizie circa i risultati che ottiene la ricerca in merito a questo settore specifico, terapie anticancro e marcatori tumorali.

Per questo motivo è di fondamentale importanza raccomandare sempre e comunque una verifica con il proprio medico di fiducia delle notizie che riguardo ai marcatori tumorali vengono diffuse dai mass media, anche se sembrano provenire da fonti autorevolissime.

Al fine di comprendere quale ruolo rivestano i marcatori tumorali nelle pratiche cliniche può servire avere risposte alle domande che seguono:

  • I marcatori tumorali cosa sono esattamente?
  • Quali sono i marcatori tumorali di cui disponiamo?
  • Qual è la funzione precisa dei marcatori tumorali in oncologia?
  • Qual è il metodo per la misurazione dei marcatori tumorali?

I marcatori tumorali cosa sono esattamente?

La definizione che si è sempre data ai marcatori tumorali ha indotto pazienti ed anche medici ad attribuire a questo esame un valore di natura diagnostica per tantissimo tempo. Ed anche al giorno d’oggi ed in molte situazioni, si misurano i marcatori in soggetti sani al fine di verificare sei siano o meno ammalati di cancro. Questo modo di approcciare ai marcatori tumorali è totalmente errato poiché danno ai marcatori tumorali una specificità di tipo tumorale che nella realtà essi non hanno. Attualmente si può affermare che non esistano marcatori tumorali che siano presenti solamente se è presente anche un carcinoma, ma esistono, invece, solamente dei cosiddetti bio-marcatori che vengono usati in oncologia.

Quando, e stiamo parlando di più di trenta anni or sono, si identificarono e misurarono nel sangue le prime molecole associabili alla esistenza di carcinomi, fu generata la speranza della disponibilità di un segnale misurabile in modo precoce e molto specifico. Attualmente, nella realtà dei fatti, si sa che tali molecole, che prendono il nome di marcatori tumorali, non vengono generate esclusivamente da tessuti di natura tumorale, ma anche da tessuti privi di patologia alcuna o colpiti da una patologia anche di natura benigna. Le differenze si riscontrano solo nella quantità, vale a dire che le cellule di un carcinoma generano ed immettono nel loro ambiente circostante delle quantità molto superiori di marcatori tumorali rispetto alle cellule normali o relative a tessuti colpiti da altre patologie.

Più genericamente una qualsiasi sostanza presente nel sangue (o in qualche altro liquido corporeo), che sia possibile misurare e possa essere associata alla presenza di un carcinoma può essere annoverata tra i marcatori tumorali. La concentrazione sanguigna dei marcatori tumorali può dipendere da parecchi fattori:

I marcatori tumorali cosa sono esattamente?

  • Dalla capacità di metabolizzazione ed eliminazione dei marcatori tumorali del rene e del fegato.
  • Dalla diluizione dei marcatori tumorali nei liquidi corporei;
  • Dalla esistenza nel sangue di qualche sostanza che possa interferire con i sistemi di misurazione;
  • Dalla produzione di marcatori tumorali da parte di tessuti o organi in condizioni fisiologiche o affetti da malattie di natura non maligna;
  • Dalla capacità di generare e rilasciare i marcatori tumorali da parte delle cellule tumorali;

Di conseguenza i cosiddetti marcatori tumorali possono rilasciare informazioni che, in realtà, costituiscono l’interagire di parecchie variabili e, si può affermare, che un tumore maligno sia soltanto una possibile variabile tra queste.

Questa realtà che i marcatori tumorali possano essere generati anche da tessuti non cancerosi fa si che i valori di marcatori tumorali nel sangue “oltre la norma” possano essere generati anche per cause diverse da un tumore maligno. Nel dettaglio le situazioni “non cancerose” che possono comunque essere la causa di un aumento dei marcatori tumorali nel sangue, si possono raggruppare in e distinte categorie:

  • Intervento diagnostico e terapeutico.
  • Malattia benigna;
  • Abitudini di vita e condizioni di normalità: eventi cosiddetti fisiologici;

Non è assolutamente infrequente rilevare una di queste situazioni, per cui coloro che si sottopongono a dosaggi di marcatori tumorali dovrebbero sapere che a volte livelli elevati di questi marcatori non necessariamente sono un segnale certo della presenza di un carcinoma. Resta evidente come un valore che possiamo definire “falsamente positivo” sia una causa di ansia e preoccupazioni ma non solo, sovente anche di un inutile sottoporsi ad altre metodiche di diagnostica, completamente inutili (e a volte anche dannosi). Vediamo, adesso, qualche esempio di condizioni fisiologiche o, comunque, non maligne, che possono provocare un aumento dei livelli di marcatori tumorali:

  • Ciclo mestruale: il ciclo può generare aumenti dei marcatori tumorali usati per la diagnosi del carcinoma dell’ovaio (CA125), anche senza la presenza di alcuna patologia. Nel caso si richieda questo esame, la paziente dovrà eseguirlo quanto più lontano possibile dal ciclo mestruale.
  • Attività sessuale: l’attività sessuale dell’individuo di sesso maschile può ingenerare innalzamenti nei livelli dei marcatori tumorali utilizzati per la diagnosi del carcinoma della prostata (PSA). Se un individuo di sesso maschile deve sottoporsi al dosaggio di PSA è necessaria di conseguenza una astensione dalle attività sessuali per almeno due giorni interi prima del prelievo ematico per l’analisi.
  • Malattie di natura benigna: generalmente, le patologie di natura benigna degli organi provocano aumenti dei medesimi marcatori tumorali che vengono generati anche quando sono presenti carcinomi a carico di quello stesso organo:
    – il livello di PSA ematico  è elevato in caso di ipertrofia della prostata, di infiammazione prostatica (prostatite), o anche in caso di ristagni di urine nella vescica.
    – l’endometriosi, una patologia di natura ginecologica ma benigna, provoca aumenti dei CA125 (marcatori tumorali usati per la diagnosi del carcinoma dell’ovaio).
    – le patologie benigne a carico delle vie biliari o del pancreas ingenerano aumenti dei marcatori tumorali che si riscontrano come elevati anche in caso di tumore maligno a carico del pancreas (CA19.9). Occorre ricordare a tal proposito che, se vi è di ittero di qualsivoglia natura, anche l’ittero causato dai calcoli biliari, il CA19.9 nel sangue può giungere a valori estremamente elevati, simili con quelli che si potrebbero rilevare in pazienti con carcinoma pancreatico avanzato.
  • Medicinali ed interventi: moltissimi interventi di diagnosi o di natura terapeutica possono ingenerare aumenti dei marcatori tumorali; ad esempio:
    – un’operazione chirurgica addominale, potrebbe provocare significativi incrementi del livello di CA125 ematico, che potrebbe protrarsi per oltre trenta giorni dall’operazione stessa. Il dosaggio del CA125 in tali circostanze risulterebbe molto alto, come se ci si trovasse in presenza di un carcinoma all’ovaio. L’utilizzo di un medicinale per la stimolazione dei globuli bianchi in caso di chemioterapia (G-CSF) può ingenerare, nelle donne che hanno subito un intervento per carcinomi delle mammelle, un incremento della CA15.3 che niente avrebbe a che vedere con possibili progressioni del carcinoma.