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Maternità facoltativa: cos’è e come si ottiene

Cos’è la maternità facoltativa, quando spetta, qual è la retribuzione e può richiederla anche il papà?

La maternità facoltativa è, come dice il termine stesso, facoltativa. Recentemente c’è stata un’importante riforma in materia, a favore dei genitori. Attraverso il Job Act è stato attuato il decreto per conciliare la vita e il lavoro.

La maternità facoltativa altro non è che il congedo parentale. Si tratta di un periodo in cui la madre può astenersi dal lavoro, ed è successivo al periodo obbligatorio di maternità. Questo periodo è di sei mesi e la mamma può scegliere di usufruirne quando più ritiene opportuno, durante i primi 12 anni di vita del figlio. La durata è una novità perché prima della riforma, era per i primi 8 anni di vita del figlio.

Ancora una volta è la mamma che può scegliere quando e come usufruirne. Può decidere quindi di fare un uso dei sei mesi in modo continuativo oppure, può scegliere di frazionarlo.

Cosa si intende per maternità facoltativa continuativa o frazionata?

La maternità facoltativa continuativa consiste in un periodo non superiore ai sei mesi, in cui la mamma può astenersi dal lavoro. Per sei mesi continuativi quindi, smettere di andare a lavoro per occuparsi del figlio.

Molte mamme però preferiscono razionare questa maternità e, possono scegliere loro se farlo in mesi, giorni o ore. Si, in pratica è possibile accedere a questo “fondo di libere uscite dal lavoro” anche a suon di 4 ore alla volta. Molte donne scelgono di usare così la maternità facoltativa, in modo tale da non doversi mettere in festa o chiedere permessi quando hanno bisogno di accompagnare il figlio da qualche parte o semplicemente necessitano di passare del tempo con lui.

Come si ottiene la maternità facoltativa?

Come si ottiene la maternità facoltativa

Per ottenere la maternità facoltativa si deve far richiesta all’INPS, in via telematica. Potete usare quindi i servizi accessibili online, attraverso il portale dell’INPS, oppure contattando il contact center o ancora recandosi ai patronati e usufruendo dei loro servizi telematici.

Come si ottiene la retribuzione?

Ci sono tre differenti livelli e la mamma ci rientra in base all’età del figlio. Durante i primi sei anni, spetta un importo uguale al 30% della retribuzione giornaliera. Dai sei agli otto anni, viene retribuito nella stessa percentuale solo quando il reddito del genitore è inferiore di 2,5 volte l’importo annuale del trattamento minimo della pensione, quindi solo qualora vi sia un forte problema economico. Altrimenti non viene retribuito. La retribuzione non è infine prevista neanche dagli 8 ai 12 anni, semplicemente la mamma può scegliere di sfruttare questi giorni in caso di bisogno.

Quando il baratto è concesso

rinunciare alla maternità facoltativa

La donna può scegliere di rinunciare alla maternità facoltativa. Perché dovrebbe farlo? Perché può chiedere in cambio un part-time. In questo modo il datore di lavoro non si vede privare di una dipendente per troppo tempo, la donna può continuare a seguire la sua carriera (come ad esempio nei lavori in continua crescita) e allo stesso tempo passare mezza giornata con il figlio. Per molte questa è un’ottima soluzione.

Anche il papà può richiederlo

Il congedo parentale è un diritto anche del papà. Se entrambi decidono di usufruirne, il tempo complessivo non può essere superiore agli 11 mesi. Il papà può astenersi da solo sia in modo continuativo che frazionato, per non più di sette mesi. Quando un genitore è solo, può richiedere un periodo di 10 mesi.

Tutte queste agevolazioni si estendono non solo ai dipendenti, ma anche in alcuni casi ai lavoratori autonomi ed i professionisti. Altro aspetto positivo infine, è che il diritto alla maternità facoltativa lo hanno anche quelle lavoratrici i cui datori di lavoro non hanno versato i contributi.