Maternità surrogata: come funziona l’utero in affitto

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Maternità surrogata

Questa pratica prevede lo sviluppo del feto in un utero di una donna esterna alla coppia. Questa maternità può avvenire su compenso o meno. Alcuni paesi la vietano, altri invece l’hanno liberalizzata.

Nel 2017 una delle pratiche più in voga per avere figli è la maternità surrogata, detta anche utero in affitto. Questa pratica prevede lo sviluppo del feto in un utero di una donna esterna alla coppia. Questa maternità può avvenire su compenso o meno. Alcuni paesi la vietano, altri invece l’hanno liberalizzata.

Che cos’è la maternità surrogata

La maternità surrogata, detta anche “utero in affitto”, è uno dei metodi di fecondazione assistita ad oggi più controverso. Questo tipo di maternità interessa di solito coppie eterosessuali con problemi di procreazione, omosessuali o single. In sostanza si parla di maternità surrogata quando ci si serve di una donna per avere un figlio. Questo tipo di pratica, si divide in due tipologie:

  • surrogazione tradizionale: l’ovulo della donna viene in questo caso fecondato in provetta dal seme dell’uomo della coppia e poi messo nell’utero. La donna quindi in tal caso è la madre biologica del bambino.
  • surrogazione gestazionale: in questo caso, nella madre surrogata viene impiantato un embrione fecondato in provetta dai genitori che affittano l’utero.

In tutti e due i casi, la madre surrogata dovrebbe ospitare il feto fino al parto, rinunciando poi al nascituro. Di solito tutto questo avviene dietro al pagamento di una somma di denaro, ma in alcuni casi si tratta di un gesto di volontariato.

Dove la maternità è concessa e dove proibita

Questa pratica è permessa solamente in alcuni paesi. Negli USA ci sono agenzie specializzate specifiche, mentre in Giappone, Canada, Olanda, Belgio è consentita solamente se è volontaria e gratuita. In Russia, India, Ucraina, Thailandia è una pratica del tutto libera e si concede il pagamento. In Grecia è concessa solo a chi non può avere figli. In Italia, Francia, Germania, Spagna questa pratica è vietata. I cittadini di questi paesi possono comunque recarsi all’estero per avere un figlio in questo modo, il rientro però può essere complicato, quindi bisogna informarsi bene.

Come funziona la maternità surrogata

La maternità surrogata permette anche a chi non riesce ad avere figli e alle coppie gay di diventare genitori. Tutto questo è possibile grazie ad una persona, una donna, all’esterno della coppia. Essa accetta di affrontare la gestazione e il parto quindi per altri. Questo processo è piuttosto complesso e può variare in base ai bisogni dei singoli casi. Di solito il percorso per l’utero in affitto avviene facendo riferimento a cliniche specializzate nella pratica.

Per affrontare una maternità surrogata il processo non è sempre semplice. Innanzitutto si prendono contatti con la persona destinata a fare la madre surrogata e con le figure coinvolte. Segue la fecondazione in vitro dell’ovulo, l’impianto e in prossimità del parto, iniziano le procedure legali al fine del riconoscimento da parte dei genitori adottanti, il futuro neonato.

Procedure mediche

Dal punto di vista medico le prime fasi della maternità surrogata sono:

  • controlli medico sanitari, compresi quelli di natura psichica, di tutte le persone che sono coinvolte nella surrogazione: quindi il genitore che poi adotterà il bambino, la donna che “affitta” il suo utero ed eventuali donatori;
  • fecondazione in provetta, identificata anche dalla sigla IVF o FIVET. Questa fase prevede la fecondazione dell’ovulo della donna, del richiedente o del donatore (necessario in coppie gay). Se è necessario si fa in questa fase una diagnosi pre-impianto, in modo da scongiurare con sicurezza la trasmissione di malattie genetiche.
  • Trattamento ormonale pre-impianto degli embrioni nella madre surrogata. Il periodo di gravidanza è seguito in ogni fase dal medico, con controlli, visite, ecografie. In questo modo si monitora e ci si assicura della buona salute del neonato e della madre surrogata.

Bisogna prendere in considerazione che cosa copre l’assicurazione sanitaria della surrogata e cosa no, dal momento che dal punto di vista genetico il neonato non è suo. Meglio anche informarsi sui controlli che la stessa non intende sostenere. Molte donne per esempio, in USA, non vogliono sottoporsi all’amniocentesi. Va anche stabilito chi decide eventualmente di interrompere la gravidanza. Sostanzialmente vanno valutate tutte le possibilità, in modo da affrontare ogni fase con coscienza e tranquillità.

Questioni legali della maternità surrogata

Anche se ormai questa pratica è attuata da decenni, dal punto di vista legale questa pratica è ancora calda. Il principio alla base di questa pratica, è che i genitori sono coloro che trasmettono al neonato il patrimonio genetico. La donna quindi che vive la gestazione non sarà la madre legale del piccolo. Tale principio deve essere consentito dalla legge, per questo la prima cosa è essere in un Paese che riconosca la genitorialità genetica.

Si tratta di un contratto preciso e ricco di dettagli, in modo che ognuno abbia ruolo preciso e conosca alla perfezione i suoi doveri ed i suoi diritti. Se tale contratto è fatto bene, il contratto garantisce ai donatori di essere genitori del neonato. É importante in tutti i casi avere rapporti diretto con la mamma surrogata, per essere certi che si tratti di una scelta libera e consapevole. In modo che i diritti della stessa e dell’embrione siano rispettati. I costi della maternità surrogata possono essere diversi, dipende dai costi dell’agenzia, delle assicurazioni e del rimborso alla madre in affitto.