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Menometrorragia e emorragie vaginali: da cosa possono dipendere

La menometrorragia è una condizione di perdite inaspettate mestruali, abbinate a mestruazioni particolarmente lunghe. Si tratta di una delle situazioni di alterazione del proprio ciclo, che merita un approfondimento più ampio, al fine di ricomprendere in tale novero anche le altre cause di alterazione del ritmo o altre anomalie.

Quando il ciclo “regolare” e quando… no!

Quando il ciclo “regolare” e quando… no!

Cominciamo con il ricordare che la maggior parte delle donne, in condizioni fisiologiche, mostra una cadenza mestruale ogni 25 – 35 giorni, che costituisce pertanto l’intervallo normale di riferimento nell’ambito del quale i cicli sono normalmente ovulatori. Pertanto, se si ha una mestruazione dopo 30 giorni, poi ogni 25, poi ogni 26, e così via, non vi è assolutamente nulla di strano (nonostante quel che pensano le donne più apprensive!): sono del tutto normali, infatti, alcuni giorni di differenza tra un ciclo e l’altro. Ben diversi sono invece i casi in cui le mestruazioni non compaiono per alcuni mesi o compaiono ma in maniera molto scarsa o eccessivamente abbondanti: le alterazioni possono riguardare il ritmo, la quantità e la durata del ciclo mestruale, o ancora la presentazione della mestruazione. Cerchiamo di riassumere le varie eventualità.

Le alterazioni del ciclo

Quando si parla di alterazioni del ciclo mestruale, ci si può innanzitutto riferire alle anomalie del ritmo dello stesso: in tal caso di può parlare di oligomenorrea (poche mestruazioni e cicli che ritardano), polimenorrea (troppe mestruazioni e cicli che anticipano) e ancora amenorrea (assenza di mestruazioni). Se invece le anomalie riguardano la quantità e la durata, si può parlare di ipomenorrea (mestruazioni scarse), di ipermenorrea (mestruazioni abbondanti) o ancora menorragia (mestruazione troppo lunga).

Arriviamo dunque alle c.d. “anomalie di presentazione”, quali la metrorragia (perdita anomala inaspettata) e le protagoniste del nostro approfondimento, le menometrorragie (perdite inaspettate intermestruali combinate con mestruazioni lunghe).

Metrorragia e menometrorragia

La menometrorragia, così come altre forme di alterazione del ciclo, merita un opportuno approfondimento poiché è molto probabile che possa essere ricollegata a qualche aspetto di natura patologica. Così come l’ipermenorrea, la menorragia e le metrorragie, anche le menometrorragie hanno dei sintomi piuttosto tipici, con possibilità di riconoscere alcuni fattori causali come l’anovulazione, le malattie organiche dell’apparato genitale, la presenza di corpi estranei ad azione irritativa sulla mucosa uterina, o ancora le malattie sistemiche, i farmaci.

Cosa fare in caso di menometrorragia

Nell’ipotesi di menometrorragia, è bene cercare di ispezionare le cause con il proprio medico. Sebbene non sia sempre scontato che possano rappresentare una patologia organica o funzionale dell’apparato genitale, soprattutto se le irregolarità sono nelle ragazze alle prime mestruazioni, è possibile che in realtà siano espressione di qualche sintomo patologico, soprattutto se il fenomeno avviene in donne adulte o in gravidanza.

Bene pertanto rivolgersi sempre al proprio medico curante o al ginecologo, registrando quanti assorbenti si sono cambiati nell’arco della giornata e nell’arco delle ultime 2 ore, e monitorando entità e frequenza delle perdite: in questo modo riuscirete a dare al vostro medico qualche prima indicazione. Si tenga conto, comunque che una menorragia a cadenza mensile può rappresentare un problema frequente e facilmente valutabile, mentre in caso di metrorragia in età fertile sarebbe opportuno sempre considerare la possibilità di una gravidanza, eventualmente interrottasi da sola. Se la perdita di sangue si verifica in una donna che è già in menopausa è sempre bene procedere a indagini più approfondite, sottoponendosi a eventuali esami specifici.

In attesa di saperne di più, in compagnia del proprio medico, è sempre opportuno, inoltre, osservare qualche utile regola di buon comportamento. Al di là dell’origine del sanguinamento, è infatti opportuno osservare il riposo, evitando sforzi fisici, e tenere conto del numero e dell’entità delle perdite.

Le cure

Le cure

Se l’esame con il proprio medico ha escluso che le cause di sanguinamento sono dovute a malattie sistemiche o a terapie in atto, è possibile accompagnare il ritrovamento del benessere a una terapia farmacologia che possa essere utilizzata seguendo le indicazioni del dottore curante o del ginecologo. Di solito, ad esempio, nelle menorragie funzionali di lieve entità è ben possibile ridurre il sanguinamento e il dolore che spesso si accompagna al sanguinamento ricorrendo all’uso di farmaci antinfiammatori.

Nell’ipotesi di metrorragie disfunzionali, il farmaco generalmente prescritto dal medico rimarrà il progestinico, da somministrarsi per 12 – 14 giorni al mese (di solito, dal 14mo al 27mo giorno dall’inizio del flusso mestruale), o in alternativa, la pillola estroprogestinica per 21 giorni al mese con 7 giorni di sospensione. Nella fase menopausale, con la concomitanza della presenza di fibromi uterini, può essere invece molto utile l’inserimento della spirale a base di ormoni, finalizzata a controllare gli squilibri ormonali e le perdite ematiche irregolari che ne derivano.