Mesotelioma pleurico, il caricnoma mortale di cui l’amianto è il maggiore responsabile

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Mesotelioma pleurico

Il mesotelioma pleurico è una forma tumorale che interessa il mesotelioma ovvero la membrana che protegge e riveste i polmoni. Il mesotelio è composto da due strati, il primo circonda i polmoni e prende il nome di pleura viscerale, e l’altro forma un rivestimento a sacco intorno ad esso e prende il nome di pleura parietale e si trova all’interno della gabbia toracica.

Tra questi due strati, si raccoglie un piccolissima quantità di liquido che funge da lubrificante come un’intercapedine che consente in questa maniera ai polmoni di espandersi nella gabbia toracica quando si respira. Oltre al mesotelioma pleurico ci sono anche altre forme di mesotelioma molto rare che insorgono nelle membrane di rivestimento di altre strutture del nostro corpo come ad esempio il mesotelioma pericardico ovvero che si genera dai foglietti che rivestono il cuore, o il mesotelioma peritoneale che si genera dai mesoteli che rivestono tutti gli organi dell’addome.

Tra tutte queste forme di mesotelioma, di certo quello pleurico è quello con maggiore incidenza perché da solo rappresenta l’80% circa di tutti i mesoteliomi.

Sintomi

Uno dei principali fattori che scaturiscono il mesotelioma pleurico è l’esposizione all’amianto. Fino a pochi anni fa l’amianto era un materiale molto utilizzato, perché ha un levato potere isolante ed anche coibentante. Per questo, tra le categorie lavorative considerate più a rischio, rientrano a far parte gli operai delle piastre metalliche, ma anche i costruttori di veicoli e di imbarcazioni navali, gli idraulici, gli installatori di impianti a gas, gli elettricisti e gran parte degli operai che fanno parte del settore edile in generale. Sono considerate potenzialmente a rischio anche tutte le persone che sono a contatto diretto con i lavoratori esposti di cui sopra.

Mesotelioma pleurico: sintomi

Dal 2005 in tutta Europa, ed anche nelle nazioni in via di sviluppo, è stato proibito l’utilizzo dell’amianto anche se ancora oggi alcuni paesi come la Russia, la Cina, il Kazakhstan, il Brasile ed il Canada sono produttori importanti di tale materiale altamente tossico e pericoloso. È stato previsto che il mesotelioma pleurico nell’Europa occidentale avrà la sua maggiore incidenza tra il 2010 ed il 2020, perché il tempo di latenza, ovvero il tempo che trascorre tra l’esposizione e lo sviluppo della patologia, è molto lungo, anche di 20 o 40 anni. Dobbiamo comunque chiarire che l’esposizione a tale sostanza non significa necessariamente sviluppare il mesotelioma pleurico, e d’altro canto, la mancata esposizione, non comporta l’immunità verso la patologia.

Nel 80% dei casi di mesotelioma, la causa principale è l’esposizione all’asbesto, mentre solo il 5% delle persone esposte si ammalano di mesotelioma. Questo fa pensare che le cause possono essere da ricercare anche altrove. Una tra le cause più studiate è il virus SV 40, che sembra essere in grado di provocare il mesotelioma nei ratti, e tale virus sembra essere stato ritrovato anche negli uomini. È possibile che a scatenare tale patologia ci possa essere una predisposizione, legate ad una mutazione genetica che potrebbe essere trasmessa nel corso del tempo da generazione a generazione.

Mesotelioma: sintomi

Mesotelioma: sintomi

I primi sintomi che si manifestano in presenza di mesotelioma pleurico non sono di natura specifica, ovvero possono essere molto simili ad altre sintomatologie provocate da malattie diverse, come ad esempio quelle che colpiscono l’apparato cardio-respiratorio. Proprio per questo, molto spesso la diagnosi esatta viene fatta a distanza di tempo.

Generalmente la patologia provoca nel paziente fiato corto, dolore all’addome al petto e al dorso, tosse persistente e perdita di peso ingiustificata. I sintomi respiratori sono causati tendenzialmente di un accumulo eccessivo di liquido nello spazio che si trova tra i due foglietti pleurici causando un versamento, ed anche dall’ispessimento dei foglietti stessi che provoca a sua volta compressione polmonare, perché non riescono ad espandersi nella maniera adeguata mediante la respirazione.

Altri pazienti invece, non mostrano alcun sintomo, pur avendo la malattia accertata, che è stata scoperta occasionalmente tramite esami radiologici svolti per altre patologie. Lo screening per tale patologia ce consente di svolgere una diagnosi precoce in soggetti asintomatici purtroppo non esiste, pertanto la sola ed unica reale prevenzione alla quale si può ricorrere attualmente è evitare l’esposizione all’amianto.