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Metronidazolo: cos’è e per cosa si usa

Che cos’è

Che cos'è

Commercializzato in Italia come Flagyl (c), il metronidazolo può essere fatto rientrare nella classe di antibiotici a struttura nitroimidazolica. Più nello specifico, si tratta di un antimicrobico e antisettico con azione efficace contro i batteri anaerobici, soprattutto i cosiddetti batteri Gram positivi e Gram negativi. Per questa ragione,il metronidazolo viene comunemente utilizzato per il trattamento di diverse infezioni causate da simili batteri. Infezioni che possono essere di tipologia, natura e eziologia completamente diverse e che non sono quasi mai a carico di un solo sistema.
Tra le più comuni ci sono, infatti,

  • infezioni a carico dell’apparato digerente come le peritoniti, gli ascessi intra-addominali e quelli del fegato;
  • le meningiti;
  • le endocarditi;
  • le infezioni vaginali, gli ascessi ovarici e l’endometrite;
  • le infezioni della pelle.

In qualche caso il metrodinazolo può essere utilizzato anche nel trattamento delle infezioni che insorgono nel decorso post-operatorio.

Il metrodinazolo nel trattamento delle malattie veneree

Uno degli usi più tradizionali del metrodinazolo è quello per la cura di alcune malattie veneree sia maschili che femminili come la tricomoniasi. A rendere particolarmente efficiente il farmaco in questi casi, soprattutto nella popolazione femminile, è una delle sue proprietà: il metrodinazolo, infatti, viene espulso in buona percentuale (circa il 15%) attraverso le secrezioni vaginali. Se a questo si aggiunge che la restante parte del principio attivo viene espulso, ancora non metabolizzato, tramite le urine, è facile capire perché il metrodinazolo ha un largo impiego più in generale nel trattamento delle infezioni della vie urinarie.

Anche in caso di simili infezioni, però, prima di somministrare il metrodinazolo è importante accertarsi della vera natura dei batteri che hanno causato l’infezione. Basta una semplice coltura in vitro e un antibiogramma per rendersi conto se i microrganismi coinvolti sono sensibili al metrodinazolo. In caso contrario, infatti, si rischierebbe soltanto di creare un ceppo antibiotico-resistente, con possibili effetti deleteri sulla stessa infezione.

Come assumere il metrodinazolo

Una terapia a base di metrodinazolo è sempre da concordare rigorosamente con il proprio medico curante. Tanto più che dosi e posologia cambiano a seconda dell’infezione da trattare, delle condizioni generali del paziente e dell’eventuale altra terapia antibiotica a cui è associato. In via del tutto generale, però, le dosi di metrodinazolo assunto non dovrebbero mai eccedere i 1000-1500mg al giorno in una persona adulta. La durata del trattamento, poi, può variare dai pochi giorni alle numerose settimane, ancora una volta in considerazione del tipo di infezione e della risposta del singolo paziente.

Quando fare attenzione all’assunzione di metrodinazolo

Ci sono alcuni casi in cui serve fare particolare attenzione all’assunzione di metrodinazolo.

  • Se si stanno assumendo farmaci anticoagulanti (Warfarin, etc.) si deve considerare, per esempio, che il metrodinazolo potrebbe alterarne gli effetti, in questo caso è opportuno perciò tenere sotto controllo l’emocromo;
  • anche la Cimetidina, un farmaco normalmente utilizzato per la cura delle patologie ulcerose, ha potenti interazioni con il metrodinazolo: ne riduce l’efficacia, motivo per cui se è necessario seguire contemporaneamente le due cure è bene rivedere i rispettivi dosaggi;
  • i pazienti in cura col litio dovrebbero tenere in considerazione, poi, che il metrodinazolo ne aumenta la concentrazione, qualche volta fino alla soglia di tossicità;
  • anche alcuni farmaci normalmente utilizzati per il trattamento dell’alcolismo, come il Disulfiram, possono interagire con il metrodinazolo, causando nei casi più gravi psicosi e confusione mentale: se ne dovrebbe evitare per questo l’assunzione in concomitanza.
  • Anche il consumo di alcol durante il trattamento con metrodinazolo può causare effetti collaterali come nausea, vomito, mal di testa, aumento inconsueto della sudorazione.

Quanto all’uso di metrodinazolo durante la gravidanza, non esistono particolari evidenze che lo rendano sconsigliabile. Vale comunque il principio generale del limitarsi ad assumere il farmaco solo in caso di effettiva necessità e se i benefici per la madre sono maggiori dei danni prevedibili per il feto. Andrebbe evitato, invece, l’uso di metrodinazolo durante l’allattamento: numerosi studi, infatti, lo legano a una maggiore probabilità per il bambino di essere soggetto a infezioni da candida e diarrea.

Effetti collaterali e controindicazioni

Effetti collaterali e controindicazioni

Anche quando non esista una condizione di ipersensibilità o allergia al metrodinazolo, il farmaco può avere effetti collaterali. Tra i più comuni ci sono disturbi gastrointestinali come nausea, vomito e diarrea. Anche sonnolenza, vertigini e cefalea possono essere annoverati tra gli effetti collaterali del metrodinazolo. Così come l’assunzione del farmaco, specie per periodi prolungati, può portare a una colorazione rossastra delle urine.