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Misuratore di pressione, ecco come usarlo correttamente

Controllare regolarmente la propria pressione arteriosa è una buona pratica che vi consigliamo di rispettare. Anche perché, in fin dei conti, non è necessaria alcuna specializzazione, e non è affatto necessario recarsi dal medico o dal farmacista per poter disporre di una misurazione attendibile. Cerchiamo dunque di comprendere come misurare correttamente la pressione a casa propria, e come utilizzare correttamente un misuratore di pressione.

Come prepararsi all’esame

Come prepararsi all’esame

In commercio esistono numerosi misuratori di pressione. Ad esempio, potete reperire a buon mercato uno sfigmomanometro, che comprenderà stetoscopio, manometro, manicotto e una pompetta chiamata “mantice”, facendo attenzione a non aggrovigliare i tubi. Più diffusi sono invece i misuratori di pressione che utilizzano una “fascia”, rilevando la pressione su display. In ogni caso, cercate di non lesinare su questa spesa: se volete misurarvi la pressione a casa propria, meglio fare in modo che il prodotto con il quale effettuate la misurazione sia di grande qualità.

A questo punto, sedetevi a un tavolo o a una scrivania: la posizione dovrebbe permettere di rilassare il braccio, in maniera tale che piegando il gomito quest’ultimo sia sostanzialmente parallelo al cuore. In questo modo non rischierete di sbagliare misurazione, per eccesso o per difetto.

Da questa posizione, avvolgete la fascia del misuratore di pressione intorno alla parte alta del braccio. Sollevate le maniche, se le avete lunghe, facendo però attenzione che le stesse non “premano” sul braccio, interferendo con la regolare misurazione. Se – come d’uso – la fascia ha una chiusura in veltro, potete fissarla in maniera molto semplice. Per quanto concerne invece l’utilizzo del braccio destro o sinistro, è consigliabile mettere la fascia sul braccio non dominante ina maniera tale da poter gestire tutte le operazioni con mano sicura. La fascia dovrebbe essere aderente ma non troppo stretta: se è troppo allentata non riuscirete infatti a misurare attendibilmente la pressione, mentre se è troppo stretta potreste avere qualche problema di “falsa ipertensione”.

Come misurare la pressione

Terminata la fase di preparazione, siete pronti a “entrare nel vivo”. Se il misuratore è manuale, dovrete gonfiare il manicotto schiacciando velocemente la pompa fino a quando l’ago sul manometro indica 180 mmHg, ovvero, fino al livello di pressione che risulta essere necessaria al manicotto per chiudere l’arteria brachiale. Proprio a causa di questa “evoluzione”, molte persone provano una sensazione di fastidio. Fortunatamente, nella maggior parte dei misuratori la pressione verrà ponderata direttamente dalla “macchinetta”, senza pertanto impegnarvi in operazioni manuali.

Nell’ipotesi in cui invece agiate mediante uno sfigmomanometro tradizionale, una volta che avete riempito d’aria il manicotto dovrete procedere, in senso invero, a liberare gradualmente lo stesso dall’aria, girando la valvola in modo graduale e costante: tenete sempre d’occhio il manometro, considerando che per una misurazione accurata l’ago deve scendere alla velocità di 3 mmHg al secondo. Mentre rilasciate la valvola, tenete il diaframma dello stetoscopio in posizione, cercando così di sincronizzare la mano dove avete il manicotto per poter aprire la valvola e l’altra per poter tenere lo stetoscopio.

Prendere nota della pressione

Fatto ciò, prendete nota della pressione sistolica e diastolica: anche in questo caso, utilizzando le comuni macchinette automatiche e digitali non avrete alcun difficoltà. Se invece agite con lo sfigmomanometro, dovete procedere con un pizzico di cautela prendendo prima nota della pressione sistolica. Per far ciò, man mano che la pressione all’interno del manicotto scende, ascoltate con lo stetoscopio e, appena sentite il rumore della pulsazione, prendete subito nota del valore corrispondente sul manometro. È infatti questo il valore che contraddistingue la vostra pressione sistolica, ovvero la pressione che misura la forza con cui il vostro sangue “spinge” sulle pareti arteriose dopo un battito cardiaco (comunemente, è questa la pressione chiamata “massima”, valutato che è valore più alto.

Fatto ciò, dovete altresì prendere nota della pressione diastolica. Per far ciò, dovete continuare a controllare il manometro mentre con lo stetoscopio proseguite nel sentire il battito: noterete come il suono si attenui, trasformandosi gradualmente in un fruscio. Quando non sentite più alcun rumore, prendete nota del valore del manometro, poiché questa sarà la pressione diastolica, ovvero la forza che il sangue esercita sulle pareti arteriose quando il cuore si rilassa dopo una contrazione. Intuibilmente, questa pressione è chiamata anche minima, considerato che è il valore più basso dei due.

Consigli per una corretta misurazione

Consigli per una corretta misurazione

A questo punto, val anche la pena cercare di soffermarsi sulla corretta misurazione della pressione del sangue. Innanzitutto, evitate di preoccuparvi eccessivamente sulla misurazione, credendo che sia una sorta di “prova della verità”: se infatti perdete una misurazione, potete pompare di nuovo il manicotto, o ripetere l’operazione con la macchinetta automatica. Chiaramente, non fatelo più di 2-3 volte, poiché la precisione della rilevazione potrebbe risentirne: un buon metodo per evitare ciò è spostare il manicotto sull’altro braccio e ripetere.

In ogni caso, una volta misurata la pressione abbiate cura di farlo un’altra volta almeno, visto e considerato che la pressione sanguigna può avere molte fluttuazioni (a volte anche molto ampie e anche in breve termine) ed è dunque opportuno cercare di fare almeno due letture della pressione a distanza di 10 minuti, andando poi a calcolare un valore medio. Nel fare la seconda misurazione, potete valutare altresì di usare l’altro braccio, soprattutto se la prima misurazione ha restituito dei valori anormali.

In aggiunta a ciò vi ricordiamo che è sempre opportuno parlare con il proprio medico delle misurazioni effettuate: potrebbe pertanto essere utile tenere un libricino con le proprie misurazioni da condividere con il dottore. Tra gli altri suggerimenti, evidenziamo come sia sempre opportuno misurare la pressione quando siete particolarmente rilassati, in maniera tale che possiate avere l’idea di quanto possa scendere e, di contro, misurare la pressione quando siete particolarmente turbati, arrabbiati o frustrati per poter comprendere quanto può invece salire. Tra le altre misurazioni che potreste effettuare, c’è anche il controllo della pressione dopo 15-30 minuti dopo aver fatto attività fisica, per poter verificare se ci sono cambiamenti di sorta. Rammentate che l’esercizio e la dieta sono fondamentali per regolare la pressione sanguigna.

Infine, ricordate altresì che può essere una idea utile quella di poter misurare la pressione in diverse posizioni (seduto, in piedi e sdraiato), e ancora prendere sempre nota attentamente dell’ora e delle condizioni di misurazione (ad esempio, a stomaco pieno o vuoto, prima o dopo l’esercizio fisico, in stato d’animo calmo o agitato).

Come interpretare i risultati

Fatto ciò, diventa fondamentale cercare di interpretare correttamente i valori riscontrati. Di seguito trovate qualche breve indicazione sul loro significato, con l’accortezza che sarà comunque opportuno cercare di condividerli con il proprio medico per una valutazione più accurata:

  • Pressione normale: sistolica inferiore a 120 e diastolica sotto gli 80.
  • Pre-ipertensione: sistolica tra 120 e 139, diastolica compresa tra 80 e 89.
  • Ipertensione-stadio 1: sistolica tra 140 e 159, diastolica tra 90 e 99.
  • Ipertensione-stadio 2: sistolica maggiore di 160 e diastolica sopra i 100.
  • Crisi ipertensiva: sistolica oltre 180 e diastolica maggiore di 110.

Naturalmente, cercate di non prendere i valori di cui sopra con troppa rigidità. Se infatti avete un valore di pressione inferiore a quello consigliato, non è necessario preoccuparsi eccessivamente, a meno che non abbiate altri sintomi come le vertigini, i giramenti di testa, la disidratazione, la nausea, la visione sfocata e/o una condizione di visibile affaticamento (in queste ipotesi è sempre meglio recarsi dal medico e approfondire lo scenario di fondo).

Di contro, anche se la pressione è un po’ alta non dovreste cadere in paure particolari, ricordando che un singolo episodio di pressione alta non significa necessariamente ipertensione, ma potrebbe essere il risultato di tanti fattori, come ad esempio l’attività fisica, l’aver mangiato dei cibi salati, bevuto il caffè o aver fumato, o ancora lo stress e tanto altro ancora. Chiaramente, se la propria pressione è costantemente pari a 140/90 o più alta, è meglio rivolgersi al proprio medico affinchè si possa ipotizzare una terapia finalizzata a ricondurre i valori su livelli più ordinari.

Se infine i vostri valori sono molto alti (ad esempio, una sistolica maggiore di 180 o una diastolica sopra i 110), attendete qualche minuto e riprovate: nell’ipotesi in cui i valori dovessero essere confermati, potreste avere in corso una crisi ipertensiva che sarebbe opportuno valutare con un pronto soccorso.

In conclusione, vi invitiamo sempre a consultare il vostro medico qualora i dati siano anormali, o per poter avere ragguagli più precisi sulle tecniche di misurazione e sulla corretta interpretazione dei valori che andrete a riscontrare utilizzando gli strumenti “domestici” di misurazione della pressione.