Montata lattea: quando si verifica e sintomi

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Montata lattea

Quando si parla di montata lattea si fa riferimento alla fase iniziale della produzione di latte materno tramite la ghiandola mammaria che si verifica nei giorni che seguono il parto. Si tratta di un meccanismo del tutto naturale, che si realizza in più del 98% delle mamme che hanno da poco partorito. E che, come potete intuire, serve a preparare il corpo femminile alla fase successiva, quella dell’allattamento al seno.

Concretamente, è nel corso di questa fase che il colostro diventa pian piano il latte maturo che tutti conosciamo, con una maggiore concentrazione di grassi ed una minore quantità di proteine e di sali minerali. Insomma, un procedimento che permette al piccolo di poter beneficiare di tutti gli elementi nutrienti più utili nella sua prima fase di vita. E che la Natura ha ben pensato di approntare in modo specifico!

Il latte materno può essere subito prodotto in grandi quantità oppure all’esatto opposto, in base ovviamente alle caratteristiche della neo-mamma e a tanti altri fattori.

Cerchiamo allora di comprendere quali sono i sintomi tipici della montata lattea, e contribuire a svelare alcune caratteristiche di questo passaggio estremamente importante per la donna e per il bebè.

Montata lattea sintomi

sintomi della Montata lattea

Ci sono diversi sintomi che permettono di capire come la prima produzione di latte materno stia per arrivare.

Tra i sintomi che compaiono con la maggior frequenza troviamo il seno decisamente turgido, la pelle diventa un po’ più calda e anche decisamente più tesa. Inoltre, le venature che si trovano sotto la pelle cominciano ad avere una definizione maggiore. Sarà sufficiente premere leggermente sul capezzolo per notare come il latte cominci la sua fase di fuoriuscita senza particolari problemi.

Un altro sintomo che compare con notevole frequenza è sicuramente l’incremento delle dimensioni del seno, che spesso si manifesta insieme con una sensazione di calore e di fastidio. In qualche caso, questi ultimi sintomi sono anche più amplificati, con la presenza di brividi, febbre e mal di testa che possono colpire la neo-mamma.

Si tenga comunque conto che ognuno di questi sintomi potrà manifestarsi in maniera più o meno intensa a seconda della donna. E come pertanto non sia possibile effettuare un discorso troppo omogeneo. In ogni caso, è molto probabile che – in misura più o meno significativa – tutte le neomamme possano sperimentare un quadro sintomatico come quello di cui sopra.

Ritardo

Montata lattea

Piuttosto di frequente le mamme tendono a preoccuparsi notevolmente nel caso in cui la montata lattea sia in ritardo e hanno la paura di non riuscire più a provvedere in maniera autonoma e corretta all’allattamento del bambino. Si tratta di un timore molto comune, a volte ingiustificato. E che, comunque, fronteggia una condizione che sarebbe comunque opportuno cercare di condividere con il proprio medico di riferimento.

In questa fase, però, bisogna sempre mettere in conto una determinata variabilità nella manifestazione della montata lattea. Diverse mamme, ad esempio, hanno la caratteristica di produrre il primo latte immediatamente in seguito al parto, mentre in altri casi può passare anche una settimana.

Stimolazione del seno

In alcuni casi, quindi, c’è la necessità di provvedere ad un’adeguata stimolazione del seno. Per fare in modo che la montata lattea si manifesti, anche in seguito al parto cesareo, il suggerimento migliore da seguire è quello di abituare fin da subito il bambino appena nato a rimanere attaccato al seno.

Parlatene con il vostro medico. Siamo certi che arriverete insieme a lui alla definizione di una migliore serenità, per il vostro bene e quello del piccolo!

Per quanto concerne ciò che – generalmente – accade, possiamo intanto rammentare come proprio nel periodo che va tra il parto e la prima montata lattea, le ghiandole mammarie si caratterizzano per produrre un liquido particolarmente denso e dalla colorazione giallastra, che è stato già denominato come “colostro“.

il dolore della Montata lattea

Quest’ultimo si caratterizza per avere una composizione decisamente meno ricca in confronto al latte maturo. Tuttavia, ha la particolarità di essere migliore per la nutrizione del bimbo appena nato nel corso dei primi giorni di vita.

L’ingestione di questo liquido farà in modo di abbreviare anche l’arrivo della montata lattea, garantendo quindi un perfetto allattamento del tutto naturale. La stimolazione della produzione di latte si può raggiungere mediante degli strumenti adeguati. Si pensi, ad esempio, i tiralatte, che possono essere manuali, ma anche elettrici. In ogni caso, daranno una mano alla mamma a togliere tutto il latte materno presente all’interno del seno, permettendo anche di evitare dei possibili rischi di salute connessi a tale situazione.

Dolore

Ma è vero che la montata lattea può provocare dolore alla donna? C’è da aver paura di questo fastidio?

Innanzitutto, ricordiamo come effettivamente esistano dei casi in cui la montata lattea è in grado di provocare dolore. Ad ogni modo, non bisogna avere paura. In tutti questi casi è infatti sufficiente seguire una serie di piccoli accorgimenti che possono tornare decisamente utili.

Ad esempio, spesso si suggerisce di bere elevati quantitativi di acqua, oppure cercare di allattare il bambino con un seno alla volta per ciascuna poppata. Un altro consiglio che si può seguire è utilizzare dei vestiti in cotone o di lana. Così come impiegare delle coppette adibite proprio allo scopo di assorbire il latte. Un altro suggerimento interessante è quello di usare una garza di cotone. Sarà sufficiente inzupparla all’interno di un po’ di olio di mandorle. O, in alternativa, si può sfruttare questo stesso olio per un massaggio sui capezzoli, cercando sempre di eseguire dei movimenti circolari.

Per fare in modo che non si possano formare delle ragadi al seno nel corso dell’allattamento così come un ingorgo mammario, è meglio allattare sempre mantenendo una posizione ottimale. Il bambino, infatti, deve attaccarsi a tutta l’aureola. Tra i rimedi naturali maggiormente sfruttati troviamo l’olio di geranio rosato e l’olio di lavanda. Entrambi possono essere usati per eseguire degli impacchi caldi o dei massaggi.