È stata comunemente ribattezzata ameba “mangia – cervello”, ma il suo nome scientifico è Naegleria fowleri. In ogni caso, si tratta di un organismo non certo particolarmente amichevole, visto e considerato che può provocare un’infezione che può raggiungere il cervello, determinando una seria meningoencefalite amebica primaria, fulminante e con elevati tassi di mortalità. Ma che cos’è esattamente questa ameba? Dove si trova? E che cosa si rischia?

Andando con ordine, iniziamo con il rammentare che la Naegleria fowleri è un’ameba che vive in acqua dolce, e che può entrare nel nostro corpo mediante ingestione. Il suo nome mediaticamente più attraente, “mangia – cervello”, è frutto del fatto che una volta all’interno del nostro corpo può scatenare un’infezione in grado di danneggiare ed erodere il sistema nervoso centrale.

Quando l’ameba entra a contatto con il nostro organismo, è in grado di giungere sul tessuto cerebrale e far sorgere una serie di sintomi ben riconoscibili: mal di testa, febbre alta, nausea, vomito, convulsioni, allucinazioni, coma e – se l’infezione non viene trattata tempestivamente e con le giuste terapie – morte. A proposito di trattamento, il medicinale che è generalmente indicato in questi casi è un medicinale antimicotico che, però, deve essere somministrato entro pochi giorni dalla comparsa dei sintomi. Un ritardo anche di 3-4 giorni dall’avvio del trattamento potrebbe infatti essere tardivo. A complicare il tutto, peraltro, il fatto che spesso questa forma di meningite viene confusa con altre, meno gravi, che vengono trattate con terapie non valide contro la Naegleria fowleri.

Per quanto concerne la prevenzione, è difficile ipotizzare un modo per potersi ritenere completamente estranei al rischio di infezione. Ricordiamo comunque che l’ameba in questione si trova solamente nelle acque dolci, e che per questo motivo sarebbe utile evitare che l’acqua entri dal naso o dalla bocca quando si nuota in tale elemento, soprattutto se le acque sono stagnanti o inquinate, come in alcuni fiumi o laghi.

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella. Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E’ registrata all’Ordine Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Provincia