Neo Optalidon, spesso è l’ultima risorsa per curare il mal di testa

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Si tratta del paracetamolo, del propifenazone e della caffeina. I primi due hanno lo scopo essenzialmente di abbassare febbre e dolore. La caffeina, invece, si ritrova spesso in tali preparati. Questo medicinale viene impiegato per la cura sintomatica del dolore. Come ad esempio in caso di mal di denti, dolore mestruale, dolore ai nervi. Allo stesso modo può essere impiegato per il trattamento della febbre. Quando non garantisce alcun tipo di risultato nel giro di tre giorni, è bene chiedere immediatamente consiglio al proprio medico curante.

Questo farmaco non deve essere assunto nel caso in cui il paziente sia allergico rispetto a uno dei tre principi attivi. Ovvero quando c’è un’allergia nei confronti di altri componenti di Neo Optalidon. Allo stesso modo, non deve essere assunto quando c’è un’allergia rispetto a uno degli altri antinfiammatori della medesima classe. Stessa prudenza quando il paziente soffre di diverse patologie che colpiscono il sangue. Ad esempio, quando il paziente soffre di porfirie intermittenti, granulocitopenia, un’importante anemia emolitica. Da evitare anche in caso di insufficienza di un enzima denominato glucosio-6-fosfato deidrogenasi. Neo Optalidon non deve essere assunto anche durante la gravidanza o in caso di allattamento con latte materno. Anche chi è in cura per colpa di un’insufficienza epatocellulare o dei reni non deve assumerlo. Infine, la somministrazione di tale medicinale non deve avvenire nei bambini che hanno meno di 12 anni. Il motivo? La presenza della caffeina.

Quali sono le precauzioni per l’uso

Prima di cominciare ad usare questo medicinale, è bene chiedere un consulto al proprio medico curante. Quest’ultimo dovrà prestare particolare attenzione in un gran numero di casi. Ad esempio, quando il paziente soffre di problematiche del sangue oppure malattie dei reni o del fegato. Medesima prudenza quando i disturbi corrispondono ad asma o rinite cronica. Stessa cosa quando il paziente soffre di orticaria cronica, oppure se è in cura con altri farmaci antinfiammatori.

Da evitare l’assunzione con questi cibi o bevande

Il paziente deve evitare di assumere Neo Optalidon con alcol. Infatti, quest’ultimo potrebbe causare problemi nell’efficacia della terapia. Al tempo stesso, incrementa il pericolo che possano insorgere disturbi relativamente al fegato. Uno dei principi attivi di questo farmaco è la caffeina. Pertanto, quest’ultima è in grado di causare, con un dosaggio molto alto, eccitazione, insonnia, tremore dei muscoli, vomito e scotomi. Di conseguenza, si consiglia di non bere troppe bevande che contengono teina o caffeina nel periodo della terapia. Nel caso in cui il paziente avesse assunto più compresse di quelle prescritte potrebbe avere a che fare con sintomi come disturbi al fegato e convulsioni. Per via della concentrazione di caffeina, questo farmaco potrebbe provocare nausea, vomito, tachicardia, incremento della diuresi e tremore a livello muscolare.

Qual è il dosaggio consigliato

Questo medicinale deve essere assunto sempre seguendo le indicazioni del medico che l’ha prescritto. Il dosaggio consigliato, di solito, è pari a 1-2 compresse ogni giorno. Nelle persone anziane, il dosaggio consigliato è pari a 1 compressa una volta al giorno. L’assunzione deve avvenire insieme ad un bel bicchiere d’acqua e rigorosamente a stomaco pieno. Il dosaggio massimo prevede di poter assumere fino a 4 compresse al giorno. È importante evitare di andare oltre tale limite. Inoltre, si sconsiglia di assumere Neo Optalidon per oltre tre giorni di fila. Nel caso in cui il trattamento non dia alcun tipo di risultato utile entro tre giorni, allora è bene consultare immediatamente il medico.

Come è composto

All’interno di Neo Optalidon i principi attivi, come abbiamo detto, sono tre. Si tratta di propifenazone, caffeina e paracetamolo. In una singola compressa di questo medicinale troviamo 200 mg di paracetamolo, 25 mg di caffeina e 125 mg di propifenazone. Tra gli altri componenti di tale farmaco ci sono povidone, saccarosio, talco, cellulosa microcristallina, alcol cetilico, gomma arabica, magnesio stearato. Infine, troviamo al suo interno anche eritrosina (conosciuta con l’acronimo E 127), silice precipitata, macrogol 6000, olio vegetale idrogenato, titanio diossido. Completano il quadro dei componenti olio di dimetilsilicone, idrossipropilcellulosa, olio di arachidi idrogenato.

Aggiornamento 24 Giugno 2020

Lo smartphone peggiora i mal di testa?

Se si avverte un mal di testa crescente dopo aver usato lo smartphone, la ragione potrebbe essere proprio una connessione con questo dispositivo.

Secondo quanto emerge da una ricerca pubblicata sulla rivista Neurology Clinical Practice, che ha coinvolto 400 pazienti con diversi tipi di cefalea, emicrania e cefalea tensiva, infatti, è possibile che lo smartphone potrebbe rendere più grave il mal di testa.

Deepti Vibha, autore del lavoro, membro dell’American Academy of Neurology e dell’Institute of Medical Sciences di New Delhi, ha comunque rammentato che i risultati andranno confermati in studi più ampi. Tuttavia, si precisa, il dato che emerge è comunque preoccupante, in quanto l’uso dello smartphone è sempre più diffuso ed è stato collegato a una varietà di sintomi, tra cui il più noto è proprio quello del mal di testa.

Ricordiamo che nello studio la metà dei partecipanti faceva utilizzo regolare dello smartphone, mentre l’altra metà non era in possesso del dispositivo. È dunque emerso che tra i primi era più diffuso l’uso di analgesici contro il mal di testa.