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Neuropatia diabetica, una complicazione seria del diabete

La neuropatia diabetica è una complicanza che si manifesta nel diabete. Colpisce il sistema nervoso periferico e quello autonomo. Il diabete è dunque il responsabile di questa patologia. Si tratta quindi di un altro campanello d’allarme per le condizioni cliniche dei malati di diabete.

La neuropatia diabetica si diffonde attraverso il sangue. Colpisce il metabolismo in modo serio, in particolare nei nervi collegati a ai vasi sanguigni.

Che cos’è

Alla base della neuropatia diabetica c’è il diabete. Questo causa di complicanze ha colpito il sistema nervoso periferico, ed il sistema nervoso autonomo. Tale condizione patologica si sviluppa in combinazione con:

1. Microangiopatia: alterazione del sistema vascolare correlata con il diabete. Provoca l’ischemia dei capillari che sono presenti nei nervi. A causa del conseguente deficit nutritivo, si manifesta una degenerazione (demielinizzazione) progressiva delle fibre con degenerazione assonale.

2. Effetto immediato e diretto dell’iperglicemia sui neuroni.

3. Modifiche tra cellule metaboliche che compromettono le normali funzionalità dei nervi.

Tutte le trasmissioni nervose di un soggetto affetto da diabete possono subire complicazioni, e variazioni pericolose per la salute.

Diagnosi

Diagnosi Neuropatia diabetica

Per la diagnosi della neuropatia diabetica, il paziente non deve sottoporsi a nessun manipolazione onerosa. Non ha esami difficili da eseguire, e nemmeno ad applicazioni di apparecchiature. La diagnosi più comune prende il nome di Polineuropatia sensitivo-motorica cronica. Viene chiamata anche sensorica, con un termine più semplice.

In altre parole, è la perdita progressiva della sensibilità cutanea superficiale, o profonda:

  • Perdita della sensibilità tattile. Si diagnostica strofinando un filo sottile
  • Perdita della sensibilità dolorifica. Si può diagnosticare in modo semplice, con un pizzico
  • Perdita della sensibilità termica. Si può diagnosticare riempiendo una provetta di acqua calda, oppure fredda
  • Perdita della sensibilità vibratile. Si può diagnosticare utilizzando le vibrazioni di un diapason
  • Perdita della sensibilità di posizione. Si può diagnosticare muovendo l’alluce verso l’alto e poi verso il basso
  • Anche se queste indagini possono risultare molto semplici, aiutano a comprendere se alla base vi sono delle modifiche o delle perdite di tali percezioni. Si procede per sensazioni. Il paziente, ad esempio, non sente più i piedi toccandoli. Oppure non avverte dolore, o non è più in grado di dire se una cosa è calda, oppure fredda. Infine non avverte le vibrazioni del diapason.

Queste indagini andrebbero successivamente completate attraverso la ricerca del riflesso osteo-tendineo. L’esplorazione consiste nel percuotere tramite un martello il tendine di Achille. La perdita parziale o totale di tutte le sensibilità consentono in pochissimi minuti di confermare o meno la diagnosi di neuropatia diabetica.

In presenza di dubbi è possibile effettuare una elettroneurografia, ovvero un esame non invasivo specialistico che aiuta a valutare la velocità di conduzione dei nervi, che ovviamente risulterà diminuita in presenza di neuropatia.

Trattamenti farmaceutici

Trattamenti farmaceutici

Le alterazioni dovuti al diabete essendo conseguenze irreversibili sono difficili da trattare, e le terapie offrono pochissimi soluzioni efficaci. In presenza di una forma iperalgica ad esempio è stato possibile evidenziare come un trattamento anti-diabete abbia riportato i valori nella norma.

Questo è caratterizzato dalla somministrazione di insulina, che consente una rapida diminuzione della sintomatologia. In tal caso anche la Gabapentina somministrata in dosaggi molto forti contribuisce al miglioramento del quadro clinico generale, ed attenua i dolori.

Le altre forme di polineuropatia cronica periferica possono essere trattate con un antagonista dell’aldosiriduttasi, ovvero tramite Sorbil. Anche l’impiego di antidepressivi come il Saroten, oppure il Venlafaxin o il Tryptizol offrono un contributo al miglioramento di sintomi.

È possibile inoltre utilizzare un unguento a base di capsaicina, ovvero il Capsamol che sembrerebbe portare benefici. Al contrario l’assunzione di preparati vitaminici del gruppo B si sono rivelati del tutto inefficaci.

Di recente è stato sviluppato un derivato in forma liposolubile in Germania, ma ancora non disponibile. Esso sembrerebbe esercitare benefici sull’evoluzione delle polineuropatie diabetiche, si tratta della Benfotiamina.

Una volta conclamata la patologia, le strategie come abbiamo visto sono molto limitate. Le lesioni mieliniche e quelle assonali una volta instaurate purtroppo sono irreversibili.

Prevenzione

Tutto questo deve far riflettere ancora una volta, perché la migliori profilassi è sempre la prevenzione che si mette in atto solamente con la somministrazione di una terapia anti-diabete ottimale. Essa deve essere presa in considerazione sin dall’inizio in maniera tale da mantenere i valori in uno stato ottimale.

Inoltre vanno seguite tutte le raccomandazioni alimentari per i pazienti affetti da diabete. Lo zucchero è completamente bandito dalla tavola, così come i grassi. Anche l’alcol è un nemico del metabolismo, nel caso della neuropatia diabetica.

Molto probabilmente, il medico consiglierà il consumo di frutta poco zuccherata, e molta verdura. Sono di grande aiuto anche i cibi integrali e non raffinati. Sono consentiti anche i latticini non grassi, che consentono il mantenimento del peso forma.

Nella dieta vengono fortemente consigliati anche i legumi. Consumare mais, fagioli e lenticchie, aiuta l’assorbimento di vitamine, fibre e carboidrati, senza appesantire il paziente. anche le patate sono consigliate. Il consumo deve essere moderato e a orari specifici.