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Nimesulide: indicazioni, utilizzo e avvertenze

Nimesulide è un principio attivo molto noto e commercializzato in Italia. Sono infatti tanti i prodotti farmaceutici che sono stati venduti ponendo come base tale principio (su tutti, l’Aulin, o il Nimesulide Doc), e – purtroppo – spesso sono stati utilizzati in maniera incongrua: fino a pochi anni fa, complice anche una scarsa informazione, in molti mercati (come il nostro) il nimesulide veniva utilizzato frequentemente. Nonostante richiedesse ricetta medica, era fruito per qualsiasi piccolo problema (come il mal di testa), sebbene in tali scenari sarebbe stato sicuramente preferibile utilizzare un principio attivo più tollerabile.

Nimesulide, meglio un utilizzo accordo

Le cose sono cambiate a partire dalla metà dello scorso decennio, quando si assistette a un vero e proprio boom del numero di pazienti che si presentavano in ospedale con i chiari effetti collaterali e indesiderati derivanti dall’utilizzo errato di questo farmaco (tra i principali, le epatiti e i sanguinamenti gastrici). Proprio per questo motivo in Italia e in altri mercati si è provveduto a limitare l’accesso al farmaco, oggi disponibile in ricetta medica non ripetibile, contrariamente a quanto accadeva in passato, mentre in altri mercati è stato addirittura ritirato dal commercio (in altri Paesi, come il Giappone, non è mai stato venduto).

Che cosa è il nimesulide

A questo punto, possiamo compiere un piccolo approfondimento su questo farmaco, rientrante nella categoria dei FANS, un non cortisone, o – meglio – un farmaco antinfiammatorio non steroideo. Le sue azioni non analgesiche e antipiretiche e, pertanto, risulta essere molto utile per poter diminuire l’infiammazione, il dolore e l’eventuale febbre presente

A cosa serve

Fatte salve le premesse di cui sopra, il nimesulide è un farmaco molto utile per poter trattare il dolore acuto, i sintomi dell’osteoartrite dolorosa e la dismenorrea primaria. Complessivamente, il farmaco può essere utilizzato in tutti quei casi in cui il dolore è particolarmente acuto, ed è associato a infiammazione, o meno. Può dunque essere utilizzato per i dolori muscolari e articolari, per i dolori mestruali, per i dolori ai denti, i dolori alle vie urinarie, e così via. Tuttavia, di dolore acuto deve trattarsi: in caso contrario, come nelle ipotesi di dolore leggero, meglio puntare su FANS classici come il ketoprofene, previa – naturalmente – condivisione con il proprio medico.

Si noti anche come il nimesulide debba essere utilizzato per periodi di tempo abbastanza brevi. L’AIFA, per motivi di sicurezza, li fissa in 15 giorni: tuttavia, è sempre bene cercare di condividere il trattamento con il proprio medico, tenendo in riferimento che le due settimane di cui sopra rappresentano un limite massimo, raramente raggiungibile.

Controindicazioni

Controindicazioni nimesulide

Fin qui abbiamo parlato dei vantaggi e dei pericoli del nimesulide, sui quali occorre tornare, pur brevemente, in questa sede. Ricordiamo infatti che uno degli effetti collaterali più grave del nimesulide – e che è poi quello che ha condotto alle restrizioni al suo utilizzo, in vigore da quasi un decennio – è la sua tossicità a carico del fegato, con conseguente possibilità di epatite.

Per questi motivi, nelle ipotesi in cui dovessero comparire dei sintomi come le alterazioni dei valori del fegato negli esami del sangue, anoressia, nausea, vomito, ittero, spossatezza e urine scure, è bene sospendere immediatamente il farmaco e rivolgersi tempestivamente al proprio medico.

Gli effetti sgraditi possono comunque essere contenuti e ridotti seguendo le indicazioni del medico, non superando la dose massima consigliata, non superando i 15 giorni complessivi di terapia continuativa, evitando di assumere – contemporaneamente – altri farmaci pericolosi per il fegato e altri antinfiammatori, e evitare di assumere alcol durante la terapia.

In aggiunta ai problemi al fegato, non possono essere esclusi nemmeno problemi gastrointestinali come la diarrea, la nausea, il vomito, la gastrite, la stipsi, la flatulenza, l’ulcera e i dolori addominali. Si ricorda altresì che – a differenza di quanto comunemente si è portati a pensare – i casi di sanguinamento nello stomaco possono essere indipendenti dalla dose e dalla durata del trattamento (pertanto, è possibile andare incontro a questo effetto sgradito anche alla prima bustina assunta di prodotto).

In gravidanza e in allattamento

Anche se a margine delle righe di cui sopra dovrebbe oramai essere chiaro, ricordiamo che nimesulide è controindicato in gravidanza e in allattamento al seno. È inoltre stata segnalata una riduzione della fertilità nelle donne in età fertile che stanno cercando di rimanere incinta.