Nodulo ipoecogeno: una formazione spesso benigna da monitorare con cura

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I termini medici spesso incutono più timore nel paziente della reale entità della patologia. È il caso del nodulo ipoecogeno, un particolare tipo di formazione sierosa o solida che viene riscontrata in molte parti del corpo mediante la diagnostica per immagini.

Cerchiamo quindi di capire che cos’è un nodulo ipoecogeno e come si presenta ad una analisi diagnostica per immagini.

Che cos’è un nodulo ipoecogeno?

Che cos’è un nodulo ipoecogeno?

Stando alla definizione etimologica del termine, iperecogeno è un aggettivo riferito ad una zona di tessuto che produce una minore densità o che presenta meno brillantezza rispetto al resto della zona circostante.

Questo significa, dal punto di vista della diagnostica per immagini, che se un paziente si sottopone ad una TAC, ad una risonanza magnetica, ma soprattutto ad un’ecografia, le immagini ricavate segnaleranno quei tessuti o quelle strutture che riflettono scarsamente il fascio di ultrasuoni ad esse dirette.

Sulla base di queste premesse, un nodulo iperecogeno è quindi una formazione che presenta delle zone d’ombra al momento della diagnosi ecografica, le quali a loro volta sono sintomo della presenza di liquido o di tessuto firboso all’interno della formazione nodulare stessa.

 

Un nodulo iperecogeno lo si può riscontrare in varie parti del corpo, come ad esempio attraverso una analisi per immagini della tiroide, del fegato e della mammella, e non costituisce di per sé una patologia cancerosa o pericolosa, in quanto l’ipoecogenia è solo indice della presenza di un nodulo a contenuto ormonale, che a livello statistico è presente in una donna su 3, se parliamo ad esempio di noduli alla tiroide.

 

Altre tipologie di noduli

La definizione di ipoecogeno non è l’unica su cui si basa la diagnostica per immagini nel momento in cui evidenzia una formazione nodulare. Infatti altre tipologie di noduli sono, nell’ordine:

  • Anecogeno: significa che il nodulo non riflette alcuno spettro luminoso, ed appare nero rispetto al tessuto circostante e dal punto di vista fisico corrisponde a contenuto liquido
  • Isoecogeno: implica che la formazione nodulare presenta la stessa luminosità rispetto al tessuto attorno ad esso della parte soggetta ad analisi ecografica o a TAC;
  • Iperecogeno: questo tipo di nodulo presenta una brillantezza superiore rispetto al tessuto che lo circonda, e la sua luminosità si caratterizza per un bianco molto intenso a livello d’immagine. Tale nodulo rivela la presenza al suo interno di tessuto solido, di tessuto fibroso, o di un contenuto di calcio elevato.

Va comunque sottolineato che tutte queste caratteristiche dei noduli, così come la loro natura sierosa, solida o mista, oppure ancora l’eventuale presenza di noduli multipli, vanno comunque approfondite con analisi più specifiche, per conoscere la natura del nodulo ed intervenire con le terapie più adeguate.

Spesso infatti si ricorre a biopsie del tessuto o ad aghi aspirati, al fine di rilevare la presenza di cellule cancerose o di liquido con particolari caratteristiche.

 

Dove si possono riscontrare noduli ipoecogeni e di quali malattie possono essere indice

Dove si possono riscontrare noduli ipoecogeni e di quali malattie possono essere indice

Un nodulo ipoecogeno, come detto in precedenza, lo si può riscontrare in molti organi e tessuti dell’organismo umano.

Abbiamo già citato tiroide e mammella, che nei soggetti di sesso femminile sono molto più frequenti, ma vi sono anche fegato, reni, utero e polmoni.

A seconda dell’organo interessato da noduli ipoecogeni, in esso si possono sviluppare le seguenti patologie, molte delle quali sono di natura benigna:

  • Tiroidite, o comunque patologie come ipotiroidismo ed ipertiroidismo, con un aumento delle dimensioni della ghiandola stessa;
  • Epatite virale di vari ceppi, la quale si caratterizza per la presenza di noduli ipoecogeni all’interno del fegato;
  • Pancreatite acuta;
  • Adenoma epatico;
  • Adenoma tiroideo;
  • Lipomi di varia natura presenti in molte zone del corpo, come ad esempio la mammella;
  • Linfomi;
  • Ascessi;
  • Cisti dell’endometrio;
  • Miomi uterini.

 

Va comunque sottolineato ancora una volta come la presenza di un nodulo ipoecogeno non significhi automaticamente la presenza di tali patologie; ma comunque tale formazione va monitorata periodicamente per capirne la natura e per valutare la sua asportazione, qualora mutasse la sua dimensione, la sua forma o la natura stessa del suo contenuto.

A tale scopo, effettuare a intervalli regolari un’ecografia o una diagnosi per immagini evita in questo senso di aggravare la situazione del paziente, il quale può aver sottovalutato la presenza, magari anche dopo una semplice autopalpazione, di tale nodulo.