Il Nurofen è un farmaco che rientra a far parte degli antipiretici, degli analgesici ed degli antinfiammatori, e deriva dall’acido propionico, e in questo farmaco viene associato alla pseudoefredina. Ibuprofene e Pseudofredina sono dei vasocostrittori e servono a contrastare la congestione nasale, una volta uniti insieme, rendono questo medicinale un ottimo alleato per trattare i fastidiosi sintomi influenzali con la presenza di raffreddore, mal di gola e dolore alla testa. Potete acquistare Nurofen Inflenza e Raffreddore anche in farmacia o nelle para farmacie, dove sono disponibili delle confezioni da 12 compresse rivestite, e anche da 24 compresse rivestite.
Tale antipiretico è ideale nel trattamento di congestione nasale e sinusite, dolore alla gola, e forte mal di testa.

Essendo un medicinale a base di Ibuprofene, come abbiamo già detto, potrebbe causare effetti indesiderati sul nostro organismo anche di grave entità, e non va somministrato nei bambini al di sotto dei dodici anni.

Eccipienti e scheda tecnica

Eccipienti e scheda tecnica

Anticoagulanti: il medicinale contiene i FANS che potrebbero aumentare gli effetti anticoagulanti, come il warfin. Gli aggreganti inibitori del Reuptake della serotonina aumentano il rischio di emorragie gastrointestinali.

Corticosteroidi: aumentano il rischio della formazione di ulcere ed emorragia gastrointestinale e per questo motivo il medicinale non deve essere somministrato in pazienti che stanno assumendo inibitori delle monoaminossidasi, ed anche nei 14 giorni successivi alla sospensione del trattamento.

Tale prodotto potrebbe potenziare gli effetti simpaticomimetici e decongestionanti, e l’effetto della pseudodefrina potrebbe ridursi a causa della guanetidina, oppure della reserpina e della metildopa, che a sua volta potrebbe essere influenzato dagli antidepressivi triciclici.

La pseudodefrina potrebbe inoltre ridurre l’effetto della guanetidina, aumentano il rischio della formazione di aritmie cardiache, anche in pazienti che assumono anticolinergici e chinidina.

Diuretici: I FANS posso far diminuire l’effetto di diuretici ed anche di altri farmaci con azione antipertensiva.

In pazienti con funzionalità renali compromesse la somministrazione di un ACE inibitore oppure di un nantagonista dell’angiotesina II e di agenti che tendono ad inibire il sistema della ciclo-ossigenasi, potrebbe causare un ulteriore deterioramento delle funzioni renali, con la comparsa di possibile insufficienza renale, che tendenzialmente è reversibile.

Tali interazioni devono essere prese in considerazione in pazienti che utilizzano Nurofen influenza e raffreddore unito ad ACE inibitori, oppure antagonisti dell’angioatesina II.

Combinare questi due medicinali è un’azione che deve essere fatta con cautela, specialmente in pazienti anziani, i quali devono essere idratati sufficientemente. Si deve anche prendere in considerazione il controllo dei reni dopo l’inizio della terapia concomitante.

Acido acetilsalicilico: somministrare tale prodotto insieme all’ibuprofene non è la cosa più raccomandata da fare, perché potrebbe generare un amento degli effetti indesiderati, ed attraverso alcuni dati sperimentali, è stato possibile notare come l’ibuprofene sia in grado di inibire l’effetto dell’acido acetilsalicilico, anche a dosi molto minime, sull’aggregazione piastrinica, una volta somministrati contemporaneamente. Nonostante non vi siano ancora certezze riguardanti l’estrapolazione di questi dati, non possiamo escludere che dopo un lungo periodo di somministrazione di ibuprofene, questo possa ridurre drasticamente l’effetto cardioprotettivo da parte dell’acido acetilsalicilico a basse dosi.

Un impiego occasionale di ibuprofene non ha effetti clinici rilevanti sui pazienti.

Gravidanza e allattamento

Iniziano questo paragrafo importante col dire che una donna in stato interessante non deve assumere Nurofen Influenza e raffreddore. Tramite l’inibizione della sintesi di prostagladine si possono manifestare situazioni negative che potrebbero interessare la gravidanza e lo sviluppo del feto. Grazie a numerosi studi epidemiologi, è stato possibile notare come l’impiego di tale medicinale possa far aumentare il rischio di aborto oppure di malformazione cardiaca e di gastroschisi, specie nella prima fase della gestazione.

Il rischio di malformazione aumenta dal 1% fino ad arrivare circa al 5% ed è stato accertato che questo tende ad aumentare in base alla dose somministrata ed alla sua durata nel tempo. Anche negli animali è stato possibile notare come la somministrazione di inibitori della sintesi di prostaglandine, abbia fatto aumentare gli aborti.

Nel terzo trimestre di gestazione, tutti gli inibitori della sintesi delle prostaglandine possono esporre il feto a due pericolose conseguenze:

  • Tossicità cardiopolmonare, ovvero la chiusura del dotto arterioso con la formazione di ipertensione polmonare
  • Disfunzione renale, che nel corso del tempo si potrebbe trasformare in insufficienza renale con oligo-idroamnios

Come avete visto, l’assunzione di tale medicinale è sconsigliato in caso di febbre e raffreddore, per evitare conseguenze gravi al nascituro.