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Oleandro: coltivazione, clima e messa a dimora

Oleandro è una pianta che fa parte tipicamente della vegetazione nella zona del Mediterraneo. Quindi, tale arbusto si può facilmente trovare praticamente in tutte le regioni italiane. Nello specifico nelle aree del Sud Italia si trova anche allo stato naturale e non solo nelle coltivazioni. Si tratta di una pianta particolarmente vigorosa e facente parte del gruppo delle sempreverdi. Una delle principali caratteristiche di questa pianta è sicuramente quella di produrre, nel corso della primavera e della stagione estiva, dei fiori molto belli e altrettanto profumati.

Come si coltiva la pianta di oleandro

Come si coltiva la pianta di oleandro

L’oleandro si caratterizza per essere un arbusto che predilige crescere all’interno di aree che presentano un clima piuttosto mite durante la stagione invernale. Infatti, uno dei principali fattori di rischio per queste piante è proprio il gelo particolarmente intenso e anche prolungato che può provocare dei notevoli danni all’estremità dei rami. Una gelata casuale, invece, non è assolutamente in grado di portare dei danni definitivi alla pianta, che nella maggior parte dei casi ritorna ad assumere uno sviluppo normale. È sufficiente un’operazione di potatura nel corso della stagione primaverile.

In molti casi, nelle zone in cui l’inverno presenta delle temperature particolarmente basse, questo arbusti vengono prevalentemente coltivati in vaso, in maniera tale che poi, appena comincia il freddo intenso, possano essere collocati in una zona più riparata e mite. In altre occasioni si sceglie di metterli a dimora in luoghi che sono orientati verso sud, in maniera tale che qualche muro o un terrazzo possano fungere da riparo rispetto agli agenti atmosferici più ostici, come freddo e neve.

Qual è il clima ideale per la coltivazione

Le piante di oleandro, come abbiamo detto, non amano svilupparsi con delle temperature eccessivamente ridotte e necessitano di un clima particolarmente mite. Quindi, le stagioni estive dovrebbero essere calde e piuttosto secche, mentre in inverno le temperature non dovrebbero scendere troppo. Infatti, quando queste ultime scendono sotto i 5 gradi centigradi, l’oleandro comincia a risentirne e, per tale ragione, si consiglia di coprirle o collocarle in zone molto più riparate. Per il posizionamento di questo arbusto in giardino si consiglia di optare per uno spazio ottimamente esposto e anche ben illuminato, ma che al contempo sia aerato alla perfezione. Si suggerisce anche di evitare delle zone eccessivamente ombreggiate, in cui le piante possono sfruttare pochissima luce. Infatti, quando cresce in tali condizioni, questo arbusto non riesce a svilupparsi molto bene e, di conseguenza, vegeta in modo scorretto.

I rami, infatti, subiscono diversi danni, le foglie sono piuttosto malconce, mentre le fioriture sono notevolmente scarse. L’oleandro non si può considerare una vera e propria pianta delicata quando la coltivazione avviene in luoghi piuttosto secchi e caldi. In questi casi, infatti, spesso fa parte anche del verde urbano. Questi arbusti, di conseguenza, si sviluppano molto bene in zone ottimamente esposte e calde. Quando cresce in zone più ombreggiate, invece, la fioritura sarà decisamente meno ricca e lo sviluppo sarà decisamente più lento.

Qual è il terreno ideale per coltivare questo piante

Questo arbusto non ha particolare predilezioni per quanto riguarda il terreno in cui viene coltivato, infatti, si sviluppa senza troppi problemi nei substrati piuttosto poveri e sabbiosi, così come riesce a crescere molto bene nei terreni argillosi e particolarmente ricchi. Inoltre, tale pianta è in grado di vivere anche nei terreni che si caratterizzano per una buona presenza di cloruro di sodio, in modo particolare nelle zone costiere. Proprio in questi ultimi luoghi si sviluppa anche spontaneamente. In tanti casi tali arbusti vengono coltivati anche in zone in cui i venti sono particolarmente intensi e forti: infatti, vengono usati piuttosto di frequente per realizzare delle barriere frangivento oppure delle siepi. Il vento, però, potrebbe condizionare la fase di fioritura. Bisogna prestare la massima attenzione ai boccioli, che sono particolarmente delicati e che potrebbero anche staccarsi per via di raffiche forti di vento.

Come si mette a dimora l’oleandro

Quando si vive in un luogo particolarmente caldo o molto freddo, si consiglia di procedere all’esposizione graduale della pianta, in modo tale che si possa abituare a tale clima, evitando qualsiasi tipo di traumi. In caso contrario, lo sviluppo potrebbe procedere molto più lentamente oppure le foglie potrebbero subire diversi danni. La prima cosa da fare dopo aver comprato le piante è quelle di collocarle in una zona ben riparata: non deve fare troppo caldo, così come le temperature non devono essere eccessivamente rigide. Si dovrebbe scegliere una zona piuttosto ombreggiata inizialmente, provvedendo a notevoli irrigazioni. Dopo la scelta della zona in cui mettere a dimora la pianta, si dovrà scavare per ciascun arbusto una buca dalle dimensioni pari al doppio o al triplo del vaso. La buca deve avere un’adeguata profondità, in maniera tale che il colletto sia al medesimo livello di quello del contenitore. Per tutte le piante in vaso si consiglia di provvedere all’apertura del fondo del pane di terra e procedere con la rimozione di almeno il 30%, in modo tale che possa essere favorito lo sviluppo nel nuovo terreno. Quando si tratta di un esemplare ad alberello, allora dovrà essere piantato in profondità insieme ad un tutore, che dovrà essere sfruttato quantomeno per il primo triennio.

Come si deve potare

Come si deve potare

Questi arbusti non sono particolarmente complicati da potare. Si consiglia di effettuare tale operazioni in modo costante e permetterà di ottenere degli esemplari particolarmente robusti, in salute e dotati di un gran numero di boccioli. La prima cosa da fare è quella di eseguire il taglio sopra un nodo fogliare. Con questo accorgimento l’arbusto viene messo nelle migliori condizioni per sviluppare altre foglie e rami. Nel corso dei primi anni si consiglia di effettuare tale operazione piuttosto di frequente, in maniera tale da portare allo sviluppo di tanti rami secondari: maggiore sarà il numero di questi ultimi e più ricca sarà la fioritura della pianta.