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Ornitogallo: un fiore particolare e bello per un giardino originale

La pianta dell’ Ornitogallo è anche più comunemente conosciuta come “latte di gallina”, “stella di Betlemme”, dati i suoi fiori, che quando sono chiusi hanno una forma simile alla cresta del gallo.

Che pianta è

Che pianta è

L’ Ornitogallo è una pianta che si presenta alla vista con fiori e foglie verdi vivaci di forma lineare. I fiori sono carnosi e hanno una forma di stella per alcuni, di cresta di gallo per altri: con un perigonio a sei petali, raccolti in pannocchia. I colori variano a seconda della varietà, ad ogni modo i colori più diffusi sono il bianco e l’arancione – giallo. Le varie specie hanno il bulbo e raggiungono un’altezza che è compresa tra i 30 e gli 80 cm. Alcune specie producono una sostanza tossica: la colchicina, una sostanza usata anche per la composizione di farmaci, ma comunque tossica. Per questo motivo è classificata come pianta pericolosa per l’uomo.

Questa pianta è una bulbosa di tipo perenne e pare avere origine in Asia, Europa, Nord America. Esse vengono coltivate anche per farne fiori recisi perché sono davvero belle e fini. Il nome scientifico latino è Ornithogalum arabicum ed è una pianta che appartiene alla famiglia delle Hyacinthaceae o Liliaceae. La pianta ha diverse varietà (fino a 200 specie pare!), le tipologie più diffuse sono: thyrsoides, arabicum, nutans, umbellatum. Queste ultime due sono diffuse in Italia, in particolare al Sud. Esse hanno la prima fiori grandi e pendenti bianchi, mentre la seconda fiori bianchi con striature verdi raccolti in racemi. La grande particolarità del tipo umbellatum è che è molto conosciuta, con il nome di Stella di Betlemme, e ha la particolarità di avere fiori che si aprono (i petali) al mattino e si chiudono la sera.

I fiori

I fiori della specie hanno fiori simili alle pannocchie, cioè i fiori sbocciano in successione a partire dal basso. Altre tipologie di questa pianta, mostrano fiori tondeggianti o singoli, a stella. I fiori dell’ Ornitogallo sono di solito di colore chiaro, in una gradazione che va dal bianco al crema e sbocciano di solito in primavera. Questa è la tipologia più diffusa, ma ve ne sono specie anche con i fiori rossi, arancioni e gialli.

Il bulbo è di dimensioni medie e solitamente può resistere bene anche al freddo invernale, anche se, qualora sia possibile, è meglio ricoprire il terreno con foglie secche oppure paglia, per preservare al meglio i bulbi dalle gelate persistenti e intense. Per ottenere una fioritura massiva, è consigliato dissotterrare periodicamente i bulbi, dirandandoli, in modo anche da aggiungere al terreno del concime organico. Queste operazioni è bene farle in autunno. La pianta dell’Ornitogallo non sopporta molto la siccità, in particolare durante la fioritura, di conseguenza è consigliabile annaffiare la pianta con regolarità durante la primavera.

Dove mettere l’ornitogallo

L’ Ornitogallo è una pianta che si adatta bene a diversi terreni, purché si tratti di terra ben drenata. Il periodo di piantumazione è in ottobre oppure in febbraio marzo. La profondità giusta per piantare i bulbi è a 5-8 cm dalla superficie, mentre come raggio di spazio attorno siamo intorno ai 10 cm tra un bulbo ed un altro. La pianta può essere coltivata anche in vaso, purchè lo spazio sia sufficiente a far sopravvivere la pianta. Il rinvaso della stessa deve essere fatto in primavera e circa ogni 3 anni. È chiaro che il vaso nuovo dovrà essere più grande del precedente, poiché è l’aumento di dimensione del bulbo il motivo per il quale si effettuerà questa operazione.

Per quanto riguarda la luce, la pianta predilige un’esposizione piena al sole, ma va bene anche a mezzo sole, semi all’ombra. La riproduzione di questa pianta è tramite bulbo, ovvero è possibile moltiplicare la specie a partire dal bulbo di una pianta, che autonomamente produce un altro piccolo bulbo. Potenzialmente è possibile anche riprodurla a partire dal seme, ma è un’operazione lunga e complicata, che può durare anche anni.

Coltivazione: acqua e concime

A proposito dell’approvvigionamento idrico della pianta, questo dipende molto dal periodo. Ovvero, durante la fioritura, se la pianta è esposta a pieno sole, va annaffiata con regolarità ogni 10 giorni circa, in modo che il terreno sia umido (anche se non deve essere mai inzuppato). Quando la pianta non è in fioritura invece, o se è in una zona a mezza ombra, è sufficiente annaffiarla meno, anche se il terreno deve mantenersi umido. In inverno l’annaffiamento può anche essere raro, quasi sospeso.

La pianta è bene venga concimata. Si consiglia di dare all’ornitogallo un concime per piante in fiore ad alto contenuto di potassio e fosforo, con una scadenza di circa 30 giorni. La messa a dimora va fatta in autunno o in inverno. Troppo concime non fa bene alla pianta, che rischia di non fiorire e di perdere le foglie, per questo è consigliato fare attenzione a seguire le indicazioni sulla confezione fornite dal produttore.

Parassiti e problemi della pianta

Parassiti e problemi della pianta

La bulbosa dell’ Ornitogallo è particolarmente resistente a malattie e parassiti, proprio per questo motivo la coltivazione è abbastanza semplice, anche se malattie fungine sono sempre in circolazione. In linea di massima possiamo comunque dire che l’ornitogallo non necessità di cure particolari e attenzioni minuziose. Il problema che si presenta più spesso è in caso la presenza di umidità eccessiva, che la predispone all’attacco di afidi, che pungendone la superficie possono dal luogo al mosaico, ovvero una virosi che causa mutamenti e morte della pianta. Il vero nemico è quindi il ristagno idrico e la troppa acqua. È importante dare da bere alla pianta, ma anche mantenere il terreno asciutto, per evitare problematiche di questo genere. Questo status con il terreno inzuppato può anche determinare il marciume delle radici.

La pianta non richiede cura per quel che riguarda la potatura, infatti, è sufficiente preoccuparsi di rimuovere parti danneggiate o già sfiorite, anche se è più per estetica che per altro.