L’esercizio fisico è un toccasana, sotto molti aspetti. Aiuta a ridurre i chili di troppo, sviluppa la salute cardiovascolare, aggiunge massa muscolare e può migliorare il nostro umore. Non solo: aiuta anche a mantenere forti le nostre ossa.

Gli studi hanno infatti dimostrato che l’esercizio fisico regolare, soprattutto quello che coinvolge i pesi, aumenta la massa ossea e mantiene la salute del nostro sistema scheletrico. Una consapevolezza che dovrebbe essere utile per chiunque, ma che soprattutto negli anziani rappresenta una vera e propria priorità. Le persone che sono avanti con l’età sperimentano infatti in misura maggiore l’osteoporosi, il graduale indebolimento delle ossa: una minaccia reale, per loro, tanto che negli USA si è recentemente stimato che tale condizione sia responsabile di circa due milioni di fratture all’anno.

Dunque, trovare un modo per rendere le ossa forti senza fare esercizio fisico, che potrebbe essere difficile per gli individui più anziani, potrebbe aiutare a ridurre sostanzialmente questo numero.

Chiarito ciò, un team di studio guidato da ricercatori del Dana-Farber Cancer Institute potrebbe aver trovato un modo per iniziare a creare un tale trattamento. Lavorando con le cavie, i topi, gli scienziati hanno trovato un ormone legato all’esercizio fisico che aiuta a regolare il processo di crescita ossea. L’ormone, chiamato irisina, è a sua volta legato ad una proteina nota come sclerostina, un altro mediatore della salute scheletrica.

Sia l’irisina che la sclerostina svolgono un ruolo nel regolare turnover delle cellule ossee. Mentre la maggior parte delle nostre cellule ossee sono abbastanza longeve, ci sono alcune che invece sono coinvolte in un ciclo più ravvicinato di morte e di ricrescita delle cellule scheletriche. Ebbene, l’irisina e la sclerostina aiutano a segnalare al nostro corpo di avviare il processo di decomposizione delle vecchie cellule in modo che possano formarne di nuove: una evidenza che viene confermata in maniera più evidente quando ci alleniamo.

Sebbene possa apparentemente sembrare confuso il fatto che qualcosa coinvolto nell’uccisione delle cellule ossee possa altresì contribuire a mantenere le nostre ossa forti, è importante ricordare che questo processo fa parte di un ciclo naturale di morte e di rinnovamento. Quando le cellule ossee vengono rimosse, infatti, “segnalano” contemporaneamente al nostro corpo di crearne di nuove, e… il risultato finale è la possibilità di disporre di ossa più forti e più sane.

I ricercatori hanno confermato i loro risultati con test in topi modificati per mancanza di irisina. Come riportano nella rivista Cell, questi topi non hanno perso massa ossea quando sono stati sottoposti ad un modello di osteoporosi, indicando che l’intuizione dei ricercatori era corretta. Ancora una volta, quale deduzione controintuitiva, il test ha dimostrato che l’irisina è coinvolta nel turnover delle cellule ossee, che è un componente critico della salute ossea. In coppia con studi precedenti che dimostrano che i topi trattati con l’irisina hanno ossa più forti, lo studio mette in evidenza che l’ormone è una parte importante della salute scheletrica.

Inoltre, l’irisina è stata collegata in altri studi anche alla regolazione dei grassi e all’attività cerebrale. Significando, in altri termini, che l’ormone potrebbe rivelarsi benefico anche in altri modi.

I ricercatori hanno anche trovato un recettore per l’irisina all’interno delle cellule ossee. Qualcosa che, secondo le loro opinioni, dovrebbe aiutarli a esplorare ulteriormente come funziona l’ormone all’interno del nostro corpo. Una migliore comprensione di come l’irisina prodotta dall’esercizio fisico funziona per rafforzare le ossa potrebbe aiutare a portare a trattamenti basati sull’ormone nel prossimo futuro.

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella. Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E’ registrata all’Ordine Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Provincia