Osteoma osteoide

Osteoma osteoide

L’osteoma osteoide è un tumore benigno che colpisce il tessuto osseo, ed è classificato come il terzo tumore in ordine di frequenza tra le neoplasie benigne che colpiscono le ossa, dopo il fibroma istiocitico e l’esostosi. Tale tumore generalmente è di dimensioni ridotte, e tende a localizzarsi nella diafasi distale delle ossa lunghe ed è secondo alcuni studi, la localizzazione più frequente. Le ossa colpite maggiormente sono: il femore, la tibia e l’omero, anche se può manifestarsi in altre sedi come nelle ossa brevi e nelle vertebre. Osservando l’epidemiologia di questa neoplasia, essa tende a colpire soggetti dai 5 anni di età fino ai 30 anni.

Osteoma osteoide

Osteoma osteoide: manifestazioni cliniche

Il principale sintomo che si manifesta a causa di tale neoplasia è il forte dolore. Questo tende a comparire in maniera precoce nella storia clinica del tumore stesso, contrariamente a quanto avviene nelle neoplasie di origine maligna del tessuto osseo, come ad esempio nell’osteosarcoma. Il malato lamenta forte dolore che va aumentando durante la notte, oppure dopo l’assunzione di farmaci che inducono la vasodilatazione. Questo avviene perché il tumore si trova murato nell’osso che a sua volta è circondato da una reazione che prende il nome di “Osteosclerotica”, per questa è sufficiente una variazione minima del flusso sanguigno interno, per aumentare sia la pressione che il dolore. Tramite l’ipervascolarizzazione del tumore si contribuisce a far aumentare tale fenomeno.

La somministrazione di FANS antinfiammatori come l’Aspirina ad esempio, solitamente è sufficiente a contrastare le manifestazioni di dolore con una dose pari 2-3 mg per chilogrammo. Osservando la cute che si trova in prossimità del tumore, è possibile notare arrossamento e calore al tatto, mentre la presenza di tumefazione è una manifestazione assai rara. Se il tumore ha colpito la colonna vertebrale, questo si accompagna con una scoliosi di tipo antalgica e rigidità muscolare.

Osteoma osteoide

Osteoma osteoide: diagnosi

La prima cosa da fare in presenza di osteoma osteoide è l’esame radiografico, che solitamente presenta spessore della corticale diafisaria, ovvero un’area osteolitica radiotrasparente dalle piccole dimensioni che si trova in corrispondenza con l’osteolisi del tumore, circondato a sua volta da una zona periferica di osteosclerosi reattiva. Una caratteristica molto nota del tessuto osseo, è quella di rispondere a patologie come neoplasie, traumi e osteomieliti, con l’opposizione di tessuto intorno alla lesione stessa. Tale caratteristica è molto di aiuto nella diagnosi radiologica per evidenziare la sede tipica della malattia, oppure la diafisi della ossa lunghe. Oltre all’esame radiologico, anche la scintigrafia ossea è un valido supporto per una diagnosi corretta, perché è in grado facilmente di evidenziare la neoplasia come un’area ipercaptante, essendo in questo caso specifico l’osteoma osteoide un tumore molto vascolarizzato. Se si osserva il tumore da un punto di vista anatomo patologico, questo si mostra di colore rossastro, riccamente vascolarizzato e friabile. Il tessuto esaminato istologicamente e caratterizzato da una serie di trabecole ossee stipate fittamente e con una vasta rete di capillari che si interpongono.

Osteoma osteoide

Per effettuare una diagnosi precisa, oltre alla sintomatologia, all’esame radiografico ed alla scintigrafia, l’esame TC e la risonanza magnetica potrebbero essere di aiuto per confermare una diagnosi senza dover necessariamente sottoporre il paziente a biopsia. Il primo trattamento prevede la rimozione del tumore benigno attraverso una tecnica di ablazione cutanea mediante l’impiego di ultrasuoni focalizzati e radiofrequenze. Quando l’osteoma si trova in prossimità di un nervo oppure alla superficie cutanea come ad esempio sulla colonna vertebrale, nelle mani o nei piedi, bisogna intervenire chirurgicamente.

Osteoma osteoide