Paratormone alto

Il paratormone è un ormone che viene rilasciato dalle parotidi, e che serve principalmente a mantenere la concentrazione di calcio costante. Quando si verifica una riduzione della concentrazione di calcio, il paratormone interviene proattivamente attraverso la sua azione ipercalcemizzante: un’attività che aumenta la concentrazione di calcio nel sangue, andando a controbilanciare eventuali periodi di carenza. Dunque, se le analisi del sangue manifestano un elevato livello di paratormone, significa che potrebbe esserci un problema legato alla calcemia. Ma quando il paratormone è definibile come “alto”? E cosa significa? E come intervenire per ricondurlo a valori ordinari?

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Paratormone alto, ecco quali sono i valori normali

Di norma – sebbene i valori giudicati normali dipendano dai singoli parametri di laboratorio – si può parlare di paratormone alto se i valori sono superiori a 60 pg/ml, considerando come normali i valori compresi tra i 10 e i 60 pg/ml.

Cause del paratormone alto

Un incremento dei livelli di paratormone può essere una conseguenza spia di diverse patologie. L’elenco può essere invero molto esteso, ma citando le principali si può ricondurre il novero delle determinanti all’iperparatiroidismo primario, a un adenoma benigno, alla carenza di vitamina D, all’insufficienza renale. Altre cause sono la gravidanza, la menopausa, il trattamento con il litio.

Sintomi del paratormone alto

Paratormone alto, ecco quali sono i valori normali

I sintomi del paratormone alto possono essere legati fondamentalmente allo squilibrio dei livelli di calcio in circolo e alla diminuzione di tale sostanza nelle ossa. Ne consegue che i sintomi più comuni sono riconducibili a osteoporosi, dolori ossei, disturbi gastrointestinali, disturbi al sistema nervoso, disturbi al sistema muscolare e altro ancora.

Come diagnosticarlo

La diagnosi del paratormone alto può essere effettuata attraverso indagini di laboratorio sui campioni di sangue e di urina al fine di determinare che cosa ha provocato l’incremento dei livelli di paratormone. Può inoltre essere utile incrociare i dati sui livelli di calcio, forsforo, osteocalcina, omocisteina, vitamina D, TSH.

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Come intervenire

La terapia per il trattamento degli elevati livelli di paratormone è legata principalmente alla causa che ne ha determinato l’innalzamento dei livelli. Dunque, se la causa è ad esempio un adenoma benigno, può essere utile intervenire chirurgicamente rimuovendo la massa. Più comunemente, se l’incremento del paratormone avviene in gravidanza, non è necessario alcun intervento terapeutico, poichè si tratta di una condizione del tutto fisiologica e benigna. L’incremento in menopausa potrebbe invece essere gestito con l’assunzione di latte e di yogurtp er poter aumentare la concentrazione del calcio ematico, ed evitare la demineralizzazione dell’osso o rimedi farmacologici come la terapia sostitutiva.

A proposito di farmaci, può essere utile valutare – naturalmente, con il proprio medico curante – l’intervento con calcio mimetici, che “mimano” la concentrazione di calcio nel sangue facendo in modo che le paratiroidi percepiscano che la calcemia è stata ripristinata, o i bifosfonati, che agiscono sul riassorbimento osseo, inibendolo e facendo in modo che l’osso non venga demineralizzato.

Dunque, una volta che si è scoperto di avere degli alti livelli di paratormone, è bene naturalmente cercare di condividere con il proprio medico il da farsi. Il primo step sarà quello di individuare la causa e, pertanto, individuare la terapia utile per poter rimuovere la causa, in maniera tale che la situazione possa rientrare gradualmente nella norma. Il consiglio è anche quello di consultare un endocrinologo, che potrà valutare la situazione e decidere la terapia più adeguata.

Dunque, per maggiori informazioni e per poterne sapere di più, non vi resta che contattare il vostro medico e, eventualmente, uno specialista endocrinologo che possa accompagnarvi nella risoluzione del problema e nel ripristino di ordinari livelli di paratormone.