Parietaria, una pianta che spesso provoca allergia

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Parietaria

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La Parietaria officinalis, chiamata anche muraiola oppure vetriola, è una pianta che si trova con grande facilità all’interno delle campagne e, nonostante quello si possa credere, presenta anche un gran numero di proprietà officinali, ma si può consumare anche come verdura. Si tratta di una pianta che presenta una notevole concentrazione di minerali, tannini, flavonoidi (come ad esempio il kempferolo, ovvero un ottimo elemento antiossidante), quercetine (che può essere notevolmente utile per la prevenzione del cancro), mucillagini, elementi aromatici e urticanti, come ad esempio l’acido caffeoylmalico. La parietaria si può considerare un ottimo espettorante, che ha la capacità di dare sollievo contro la tosse, ma al contempo anche un buon diuretico e permette di prevenire varie problematiche che vanno a colpire la pelle, anche per merito delle proprietà antiossidanti dei flavonoidi. Tra le altre proprietà benefiche troviamo quelle sudorifere e depurative.

Come si può usare la Parietaria officinalis

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Quando viene somministrata per via orale, sotto forma di brodo piuttosto che di infuso, la parietaria è in grado di svolgere una tipica azione diuretica ed espettorante. Nello specifico veniva spesso consigliata in passato per la cura delle cistiti e per i vari disturbi che possono colpire l’apparato urogenitale. Sia le foglie che i gambi, quando non sono eccessivamente duri, venivano impiegate diversi anni fa per realizzare ottime insalate e frittate, ma anche dei raffinati risotti. Per uso esterno, invece, vengono impiegati i cataplasmi di parietaria, che tornano davvero molto utili per il trattamento di varie infezioni che vanno a colpire la pelle. Tra i rimedi popolari del passato troviamo sicuramente quello che prevede di strofinare con le mani delle foglie giovani di parietaria, fino al momento in cui non si ottengono i succhi, che poi possono essere usati per realizzare una pasta ottima da applicare su escoriazioni o infezioni.

Quali sono le principali controindicazioni

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All’interno della parietaria troviamo l’istamina, ovvero quella sostanza che spesso è in grado di causare la reazione allergica e il quel tipico prurito che colpisce davvero tante persone. Si tratta di un elemento che si rinviene molto facilmente anche in altre piante simili e si può considerare un vero e proprio allergene. Anche se la parietaria officinale si caratterizza per essere una pianta che si può mangiare e le sue foglie sono ottime non solamente in un’insalata, bisogna mettere in evidenza come, proprio per via della presenza di tale sostanza, è meglio non eccedere con il consumo.

Allergia alla parietaria: sintomi e quali cibi bisogna evitare

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Dal momento che si tratta di una pianta presente per diversi mesi durante l’anno, chi soffre di questo tipo di allergia deve farci i conti per diverso tempo. Nel caso in cui l’allergia a questa pianta non venga adeguatamente curata o, in alcuni casi, semplicemente sottovalutata, può portare a conseguenze ben peggiori, come ad esempio l’asma. Per affrontare questa allergia si consiglia, quindi, di diminuire il più possibile il tempo di esposizione a tale allergene (meglio non uscire dopo temporali o durante giornate ventose), fare immunoterapie specifiche (l’unico strumento che va effettivamente ad agire alla radice del disturbo) e, insieme al vaccino antiallergico, assumere anche dei farmaci per la cura dei sintomi, quando il vaccino non riesce in ogni caso a tenerli sotto controllo. Ci sono degli alimenti che sarebbe meglio evitare di consumare, dal momento che al loro interno si trovano degli allergeni che potrebbero tranquillamente favorire l’insorgere dei sintomi tipici di tale allergia. Quindi, è meglio capire quale sia l’elenco di alimenti che bisogna evitare nel caso in cui si soffra di reazioni allergiche a questa particolare pianta. Si tratta del basilico, dei piselli, del melone, del gelso, dell’ortica e della ciliegia. Consumando questi alimenti il rischio è quello di vedere gli effetti dell’allergia notevolmente aumentati, come ad esempio naso che cola, prurito, occhi gonfi, lacrimazione, dolore che colpisce la gola, gonfiore che incrementa in maniera importante. Ci sono poi altri cibi che sarebbe meglio limitare se non evitare del tutto: stiamo facendo riferimento all’anguria, al sedano, al finocchio, ai kiwi, alle pesche e alle carote.

Quali sono i principali rimedi naturali per la cura di questa allergia

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Per contrastare in maniera efficace l’allergia a questa pianta, senza ombra di dubbio uno dei sistemi utilizzati con la maggiore frequenza è l’omeopatia. Ad ogni modo, è importante mettere in evidenza come per tale allergia c’è pure un vaccino che consente di introdurre nell’organismo del soggetto allergico delle ridottissime concentrazioni dell’allergene. In questo modo si va a creare una sorta di inganno nei confronti del sistema immunitario, per poi limitare le reazioni nel momento in cui la persona entra a contatto con una pianta di parietaria. I rimedi naturali per contrastare questo tipo di allergia, inoltre, riescono a essere spesso efficaci soprattutto perché svolgono un’azione come dei farmaci antistaminici. Giusto per fare un esempio, il ribes nero può essere davvero molto indicato per dare un po’ di sollievo contro i sintomi più diffusi, ma anche la rosa canina è molto utile, visto che si tratta di un antiossidante e antinfiammatorio naturale. Non dobbiamo sottovalutare nemmeno le proprietà benefiche della liquirizia, che è in grado di svolgere un’attività inibitoria sulla diffusione di istamina e, per tale ragione, può essere indicata per il trattamento di questa allergia in maniera del tutto naturale. Tra gli altri rimedi omeopatici più diffusi troviamo indubbiamente la perilla, l’adatoda e la boswelia, che si possono trovare senza troppi problemi nelle erboristerie.