Questo sito contribuisce alla audience di logo ilmessaggero

Il morbo di Parkinson: sintomi e cause della malattia

Il morbo di Parkinson appartiene alle patologie solitamente definite “Disordini del movimento”, i sintomi infatti legati al movimento sono davvero tanti, evidenti e compromettono la vita della persona. Purtroppo vi sono anche altre manifestazioni di tipo non motorio. All’interno di questo articolo analizziamo i sintomi del  morbo di Parkinson e cerchiamo di risolvere alcuni dei dubbi più frequenti.

Il morbo di Parkinson (dal chirurgo londinese James Parkinson che per primo descrisse i sintomi della malattia) è una patologia neurologica di tipo degenerativo che coinvolge in particolare il controllo del movimento e dell’equilibrio. Colpisce egualmente gli uomini come le donne e solitamente emerge intorno ai 60 anni, più rari i casi in cui si manifesta in età giovanile tra i 20 e i 40 anni. La malattia coinvolge il cervello, più specificatamente i gangli della base, quindi in profondità, ove sono gestiti i movimenti. Il morbo di Parkinson si manifesta quando decrementa in modo significativo la produzione di dopamina nel cervello. Questa riduzione (ben del 60%) è determinata da una degenerazione dei neuroni a livello dell’area della Sostanza Nera. In contemporanea con questa riduzione si creano nel cervello degli accumuli proteici di alfa-sinucleina, che forse è proprio la responsabile della diffusione della malattia. La patologia di Parkinson inizia con una fase definita preclinica: ovvero il periodo di tempo, all’incirca un quinquennio, tra il principio della degenerazione neuronale e la comparsa dei primi sintomi motori.

Esiste anche il parkinsonismo giovanile, compare nelle persone con meno di venti anni di età. Si tratta di una malattia molto rara, un po’ più comune in Giappone. I primi sintomi sono i disordini del movimento.

Cause della malattia

Cause della malattia del Parkinson

Le cause non sono ancora del tutto chiare, ad ogni modo sicuramente diversi sono i fattori che concorrono al suo manifestarsi. In particolare, sono state evidenziati:

Fattori genetici: il 20% dei pazienti ha in famiglia casi di Parkinson, quindi evidentemente vi sono dei geni mutati che predispongono i soggetti ad accogliere la malattia.

Fattori tossici: l’esposizione ad alcuni pesticidi (Paraquat), idrocarburi, solventi (trielina) ed elementi (metalli pesanti come ferro, zinco e rame).

I traumi alla testa possono portare al morbo di Parkinson, è una malattia piuttosto comune tra gli ex pugili. Può essere causato anche dall’arteriosclerosi celebrale.

Alcuni studi recenti hanno evidenziato che gli uomini sono più colpiti delle donne e la sua incidenza è superiore nei paesi sviluppati.

Sintomi del Parkinson

Sintomi del Parkinson

I sintomi del morbo di Parkinson sono di diverso tipo e non colpiscono tutti allo stesso modo. Chi è affetto da questa malattia ha l’andatura parkinsoniana. Tendenza a sporgersi in avanti, il fare piccoli passi in avanti velocemente e oscillazione delle braccia ridotta. Tendono a fermarsi in modo improvviso mentre camminano. Il sintomo principale resta il tremore ma in alcune persone è inesistente. I sintomi progrediscono in modo diverso da paziente a paziente, per alcuni occorrono più di vent’anni prima che vi sia un peggioramento, per altri tempi decisamente inferiori.

Vediamo adesso quali sono i sintomi motori e non motori del morbo di Parkinson.

Sintomi motori

I sintomi manifesti a livello del movimento del soggetto affetto sono in particolare il tremore a riposo, la rigidità dei movimenti, la bradicinesia (ovvero la lentezza delle reazioni motorie automatiche) e, in un secondo momento, l’instabilità della postura e quindi la perdita dell’equilibrio. Questi sintomi hanno la particolarità di manifestarsi prevalentemente da un lato del corpo rispetto ad un altro, sono asimmetrici. I diversi sintomi non sono sempre evidenti e non emergono sempre in egual modo, ma sono incostanti, subdoli e lenti, per questo anche accorgersi della malattia non è scontato.

  • Il tremore

Non è presente in tutti i pazienti, ma sicuramente nella maggioranza. Esso si mostra in particolare quando la persona è a riposo, ovvero quando non sta eseguendo movimenti. Generalmente si assiste al tremore di una mano, ma altri casi interessano i piedi e la mandibola. In linea di massima si parla di 5-6 movimenti al secondo, un sintomo evidente, fastidioso ma non considerato comunque invalidante. È uno dei sintomi che se compare, lo fa nelle fasi iniziali e comprende anche in principio un tremore interno, ovvero non è visibile, ma è sentita dal paziente.

  • La rigidità

Il tono dei muscoli aumenta con la malattia. Molti malati non la avvertono in modo chiaro, ma percepiscono una sensazione generale di disagio che colpisce collo, arti, tronco. La rigidità risulta evidente quando il soggetto cammina: gli arti superiori non oscillano e i movimenti sono lenti e impacciati.

  • Bradicinesia e acinesia

La lentezza nei movimenti legata al Parkinson determina specificatamente la bradicinesia, ovvero il rallentamento di esecuzione dei gesti, e l’acinesia, cioè la pratica difficoltà di fare spontaneamente un movimento. Questi sintomi sono molto evidenti poiché fastidiosi nel normale svolgimento delle azioni quotidiane. Queste difficoltà motorie intervengono creando altri sintomi correlati, quali una mutazione grafica (rimpicciolisce), l’eccessiva salivazione (dovuta alla difficoltà a deglutire) e l’ipomimia (riduzione dell’espressività del volto).

  • Disordini dell’equilibrio

Questo sintomo compare tardi nell’evolversi della patologia e coinvolge l’asse del corpo. Il rallentamento dei riflessi di raddrizzamento genera una difficoltà nel soggetto di correggere in modo spontaneo gli squilibri, quindi un semplice cambiamento di direzione può dare difficoltà e dare luogo a una caduta.

  • Camminata anomala

La camminata di un paziente affetto da Parkinson è rigida, poiché non oscilla le braccia e il movimento è asimmetrico. Anche i passi sono molto disomogenei, talvolta si arriva quasi a strisciare un piede a terra e a camminare in modo quasi accelerato per riequilibrare il baricentro. Durante la camminata al soggetto può capitare di bloccarsi improvvisamente (freezing gait), in particolare quando deve iniziare a camminare, cambiare direzione, attraversare uno spazio ristretto o affollato. Non è rara in questo momento una caduta, prevenibile con alcuni trucchi.

  • Postura curva: camptocormia

Il tonco è piegato in avanti, come le mani che sono tenute vicino al tronco. Le gambe sono flesse.

Altri sintomi motori evidenti: voce flebile, con talvolta balbuzie; deglutizione difficoltosa con conseguente scialorrea.

Altri sintomi

Altri sintomi del morbo di Parkinson

Nel morbo di Parkinson diversi sono anche i sintomi non motori, meno evidenti e che quindi si possono sviluppare anche diversi anni prima della comparsa degli stessi. Sono in particolare disturbi vegetativi: ovvero disfunzioni a livello delle viscere, dell’olfatto, del dormire, dell’umore, della percezione cognitiva, dei dolori e della fatica.

  • Stipsi, disturbi urinari: questo accade per via del funzionamento irregolare del sistema nervoso. La stitichezza è causata da un funzionamento lento dell’apparato intestinale. I farmaci usati per il Parkinson possono aiutare.
  • Disfunzioni sessuali: può causare sia la disfunzione erettile, sia lo scarso desiderio sessuale.
  • Crampi muscolari: la rigidità può causare crampi ai muscoli, in particolare alle gambe. Possono essere di aiuto i massaggi e lo stretching. Questa stessa rigidità può portare ai dolori ai muscoli.
  • Disturbi a livello della pressione arteriosa
  • Disturbi cutanei e sudorazione profusa o ridotta
  • Disturbi del senso dell’olfatto
  • Disturbi del sonno (sonnolenza diurna, insonnia notturna, movimenti involontari notturni)
  • Disturbi della psiche (depressione, ansia, apatia, disturbi ossessivi compulsivi, disturbi cognitivi
  • Disturbi a masticare: i muscoli che usiamo per masticare potrebbero diventare meno efficienti, ciò accade comunque negli ultimi stadi della malattia. Il cibo potrebbe tornare indietro e causare soffocamento.
  • Disturbi della comunicazione: il malato potrebbe veder modificar il proprio linguaggio. Parlare in modo troppo monotono oppure, eccessivamente piano. Potrebbe ripetere le parole, parlare troppo veloce o in modo confuso. In questo caso è opportuno cercare l’aiuto di un logopedista.
  • Disturbi della pelle: la pelle può diventare grassa sulla fronte e sul naso. Può comparire la forfora. Altre volte i pazienti sperimentano una fastidiosa sensazione di pelle secca. La colpa è anche del sistema nervoso autonomo che funziona in modo irregolare.
  • Problemi cognitivi: alcune persone con il Parkinson sperimentano tra i sintomi la demenza o altri problemi cognitivi. Possono quindi avere problemi a ricordare le cose o pensiero lento. Con l’avanzare della malattia si può parlare di demenza di Parkinson. Potrebbe compromettere la capacità di giudizio, di ragionamento e linguaggio.
  • E’ molto comune che durante l’avanzare della malattia, compaiono i sintomi della depressione. Potrebbe in realtà far la sua comparsa prima ancora dei sintomi motori del Parkinson. Lo stesso vale per gli sbalzi d’umore. La persona diventa particolarmente paurosa e insicura. Rinunciano alla vita sociale, a viaggiare e anche andare alle feste.

Come avviene la diagnosi del Parkinson

La diagnosi deve essere fatta da un neurologo, il quale valuta come prima cosa i sintomi. Non vi sono esami che la identificano ma, quando il medico ha i dati necessari per sostenere la sua ipotesi, procede con la somministrazione di farmaci per vedere qual è la risposta da parte dell’organismo.Alcuni esperti sostengono anche che il morbo di Parkinson, se le persone vivessero abbastanza a lungo, la svilupperebbero tutti. Questo per via di alcune ricerche effettuate sul cervello.