Questo sito contribuisce alla audience di logo ilmessaggero

Pavimento Pelvico: cos’è e perché è importante

Il pavimento pelvico è una regione muscolare romboidale, che si estende dalla sinfisi pubica al coccige, chiudendo in basso la cavità addominale e sostenendo uretra, vescica, vagina ed apparato ano-rettale. Lateralmente è delimitato dalle tuberosità ischiatiche.

Che cos’è

Anche se è assai poco conosciuto, il pavimento pelvico è un’area fondamentale per la salute ed il benessere femminile, troppo a lungo ignorata per varie ragioni, dall’essere un’area relativamente nascosta del corpo, con la quale normalmente non si ha particolare confidenza, ai tabù sociali e culturali che circondano l’area chiave delle funzioni corporee nonché della sessualità, quella femminile, molto più di quella maschile, soltanto da poco riconosciuta nel proprio valore ricreativo e relazionale.

Si tratta quindi di un’area di interesse “nuova” per la medicina, con dibattiti attuali come quello sulla prevenzione delle lacerazioni del perineo durante il parto, una rinnovata attenzione nei confronti di problematiche come il prolasso e l’incontinenza femminile e di approcci riabilitativi e conservativi che spesso possono non solo integrare ma addirittura evitare interventi farmacologici e chirurgici.

Il pavimento pelvico è quindi un’area importantissima, coinvolta in una miriade di attività quotidiane, come starnuti o colpi di tosse, il sollevamento di un peso o l’esecuzione degli esercizi per gli addominali in palestra ed è per questo motivo che è fondamentale conoscerlo ed averne cura.

Cenni di anatomia del pavimento pelvico

Il pavimento pelvico può essere distinto in tre piani:

  • Il diaframma pelvico, lo strato interno, formato dal muscolo elevatore dell’ano con i fasci ileo coccigei, pubo-coccigei e ischio-coccigei. Questi muscoli vanno a formare due specie di ventagli che hanno il coccige come perno comune. Le due porzioni dell’elevatore dell’ano sono invece unite dal centro fibroso tendineo del Perineo, situato tra il canale vaginale e quello rettale. Sulla linea mediana del diaframma si trova infatti lo hiatus genitale, un’apertura attraverso cui passano retto, vagina ed uretra. Lateralmente, il diaframma pelvico è inserito sull’arco tendineo, ovvero l’arco che scorre dal pube alla spina ischiatica.
  • Il diaframma urogenitale ha la forma di un triangolo ed è situato inferiormente al muscolo elevatore dell’ano, nella posizione anteriore del perineo. Di questo trigono urogenitale (altro nome di questo diaframma) fanno parte il muscolo trasverso profondo del perineo e i legamenti pubo-uretrali. Presenta un’apertura sulla linea mediana attraverso cui passano uretra e vagina
  • Lo strato superficiale degli sfinteri, composto da quattro muscoli, l’ischio-cavernoso, il bulbo-cavernoso (o costrittore della vagina), il trasverso superficiale del perineo e lo sfintere dell’ano. La parte anteriore di questo strato è nota anche come loggia bulbo-clitoridea e accoglie i corpi cavernosi del clitoride ed i bulbi del vestibolo.

L’importanza del pavimento pelvico

La struttura del pavimento pelvico, come appena descritto è complessa e composta di svariate fasce muscolari, che formano un apparato che risulta importantissimo durante tutto l’arco della vita femminile.

Una ridotta percezione del perineo può essere causa in una ridotta capacità di provare piacere durante l’atto sessuale, perfino in ragazze giovani, creando i presupposti per una situazione che va ad aggravarsi nel corso degli anni ed ancor di più al raggiungimento della menopausa.

Molte donne riscoprono quindi questa parte del corpo solo in fasi critiche della propria vita, come ad esempio il momento del parto, quando un perineo non adeguatamente preparato viene sottoposto ad episiotomia o comunque subisce lacerazioni. Oppure ancora nel post-parto, con i suoi tipici problemi di incontinenza o ancora nella terza età, quando la popolazione femminile incorre in problemi di prolasso.

L'importanza del pavimento pelvico

La cura del pavimento pelvico

La prima fase di una corretta cura del proprio pavimento pelvico è la consapevolezza, che passa anche dall’informazione. Per quanto sarebbe auspicabile un’educazione a livello già scolastico, è importante ottenere una capacità di riconoscere ed attivare spontaneamente il pavimento pelvico in ogni gesto della vita quotidiana.

Purtroppo, anche gli operatori sanitari spesso non sono preparati e dunque la prevenzione dei danni risulta più complessa. Capita spesso che una donna, pochi giorni dopo il parto, inizi un regime di palestra atto a recuperare la forma fisica pre parto, sottoponendo così se stessa ed il proprio pavimento pelvico a gravi rischi. In maniera forse un po’ provocatoria si può infatti affermare che la gravidanza duri 18 mesi e non 9, con i successivi nove mesi di recupero.

Non meno importante è la protezione del pavimento pelvico in tutte quelle circostanze che lo pongono a potenziali rischi, prima tra tutte quella del parto. Infine vi sono la terapia e la riabilitazione. Esistono oggigiorno svariate terapie conservative in grado di integrare gli interventi più invasivi, come la chinesiterapia. Sono non meno noti gli esercizi di Kegel, che aumentano l’afflusso di sangue ai muscoli di questa regione.

Gli esercizi di Kegel

Gli esercizi di Kegel sono semplici contrazioni volontarie dei muscoli che compongono il pavimento pelvico. Devono il proprio nome ad A. Kegel, ginecologo statunitense responsabile della loro invenzione e promozione. L’obiettivo principale degli esercizi di Kegel è il miglioramento del tono muscolare attraverso il rafforzamento dei muscoli del pavimento pelvico stesso.

Praticare gli esercizi di Kegel aiuta quindi a prendere coscienza del proprio pavimento pelvico, migliorarne la forza e tonicità, aiutando in svariati ambiti, da quello sessuale alla sfera della salute femminile.