Pedana vibrante: quali sono i vantaggi e gli svantaggi

La pedana vibrante è sicuramente uno degli attrezzi più diffusi presenti nelle palestre di tutta Italia e di tutto il mondo. E non solo. Considerate le caratteristiche di questo impianto poco ingombrante e la disponibilità di pezzi sul mercato a costi competitivi, tantissime persone hanno scelto di dotarsi di questo accessorio in ambito casalingo.

Ma quale pedana scegliere? E come poterla utilizzare? Con quali vantaggi e con quali svantaggi?

Per poter rispondere a queste (e altre!) domande, iniziamo con il ricordare che in commercio esistono davvero tante tipologie di pedane vibrante. E che, sulla base della nostra esperienza, si può comunque effettuare una prima suddivisione in due grandi categorie.

Da una parte potremo così individuare la pedana vibrante con vibrazione verticale (anche definita sussultoria). Dall’altra parte, invece, potremo individuare la la pedana vibrante a vibrazione oscillante.

Come intuibile, nella prima categoria rientrano tutte quelle pedane che presentano un movimento verticale molto rapido e che sfruttano una frequenza compresa di solito tra 30 e 35 Hz. Le pedane vibranti basculanti invece, permettono di compiere un movimento oscillatorio laterale. Ovvero, un movimento da destra verso sinistra, utilizzando una frequenza compresa tra 0 e 25 Hz.

Per quanto concerne i suoi utilizzi, come risulta essere facilmente immaginabile, questo tipo di attrezzo sportivo può essere impiegato per vari scopi. Ad esempio, per favorire il raggiungimento di un gran numero di obiettivi come quelli relativi alle proprie finalità di abbellimento estetico. O, ancora, per raggiungere determinati target in termini di riabilitazione, sportiva e medica.

Nella maggior parte dei casi, le pedane sussultorie vengono comunque utilizzate prevalentemente in ambito sportivo e per fini estetici. Nulla vieta (non sono poi così rari i casi) che l’impianto possa essere fruito anche in ambito medico. Di norma, quelle basculanti si caratterizzano per non essere di solito utilizzate con obiettivi di riabilitazione o medici.

Quali sono le principali tipologie di pedane vibranti

Quali sono le principali tipologie di pedane vibranti

La pedana vibrante originale, realizzata da Bosco, non si ritrova in tutte le tipologie di pedane presenti attualmente sul mercato.

Il movimento verticale, ovvero quello che caratterizza le pedane sussultorie è decisamente più critico. Di fatti, che con frequenze al di sotto dei 15 Hz l’organismo può risentire di risonanze negative. Quelle basculanti, invece, di solito hanno meno controindicazioni per via del loro movimento sinusoidale, che consente di utilizzare anche delle frequenze tranquillamente al di sotto dei 30 Hz. Nel corso di una camminata, giusto per fare un esempio, vengono usate delle frequenze comprese tra 5 e 15 Hz.

Quali sono gli effetti di una seduta

 

Nel momento in cui il soggetto sale sopra la pedana, è lasciato libero di scegliere il programma più adeguato in base alle proprie necessità. In alternativa, si possono o alle indicazioni che saranno condivise con lui dal medico o dall’esperto di preparazione fisica.

Una volta salito, il soggetto potrà poi seguire le varie figure che vengono visualizzate spesso anche sul display dello stesso attrezzo.

Il movimento che viene prodotto da parte della pedana è in grado di causare delle contrazioni a livello muscolare e un leggero aumento del battito cardiaco. In base ad alcuni studi, tale effetto si rifletterebbe anche a livello ormonale. Pare infatti che su certi determinati utilizzi, la pedana possa favorire la stimolazione ormonale portando ad un incremento dell’ormone della crescita e del testosterone. Non solo: con questo meccanismo, la pedana garantisce anche un supporto al rimodellamento delle ossa, incrementando in questo modo il metabolismo e stimolando anche il consumo di calorie.

Dunque, sebbene il primo pensiero su queste pedane è che siano un ottimo sistema per fare fitness, in realtà bisogna sempre mettere in evidenza quali siano gli effettivi risultati.

Le pedane producono i medesimi risultati che si possono ottenere con una semplice camminata a passo sostenuto su un terreno un po’ sconnesso, ad esempio in campagna.

Ne deriva, da quanto sopra, che una seduta pari a trenta minuti di pedana vibrante produce un risultato identico a quello che viene generato da una camminata di circa mezz’ora su un terreno un po’ accidentato. Non è certamente un risultato negativo (anzi!), ma quanto sopra dovrebbe essere tenuto bene a mente per evitare di riporre in questi dispositivi delle speranze eccessive.

Insomma, le pedane vibranti possono aiutare, ma non possono certamente fare miracoli.

Come funziona la pedana vibrante

Le pedane vibranti non dovrebbero mai essere oggetto di confusione con l’elettrostimolazione o ad altre forme di “ginnastica passiva”. Questi dispositivi sfruttano principi e tecnologie del tutto diverse.

Il muscolo, in questo caso, va infatti a lavorare in modo attivo, ma soprattutto in maniera esponenziale. La vibrazione che viene controllata da parte delle tipologie di pedane sussultorie va a stimolare sia le contrazioni che le decontrazioni involontarie che si verificano sia dal punto di vista muscolare che sotto il profilo neurologico.

Insomma, in altri termini questi attrezzi consentono di utilizzare quale “leva” quella della contrazione involontaria. In questo modo vanno così a stimolare la contrazione – decontrazione per circa 20-50 volte ogni secondo. Che, come intuibile, è una velocità che difficilmente si può raggiungere a corpo libero.

Quali sono i principali vantaggi e svantaggi

Quali sono i principali vantaggi e svantaggi

I più importanti vantaggi connessi all’impiego di queste tecniche vibratorie, che hanno ricevuto l’approvazione da parte della comunità scientifica mondiale, corrispondono alla possibilità di migliorare la forza massimale nelle persone che praticano sport a livello professionistico, così come migliorare la forza esplosiva, inoltre garantiscono anche un miglioramento nella capacità di respirare e nei processi di ossificazione, così come nella sintesi di determinati ormoni e nel processo di mineralizzazione dei pazienti che soffrono di osteoporosi. Bisogna mettere chiaramente in evidenza come non ci sia esclusivamente un solo programma vibratorio da seguire ad una specifica frequenza. Di fatti, i vari programmi possono essere combinati a diverse frequenze in base alle caratteristiche e alle esigenze del soggetto.

Ogni soggetto che si sottopone a questo trattamento deve essere sempre seguito da parte di uno specialista. È abbastanza facile intuire come gli effetti benefici possano essere raggiunti solamente quando la pedana che viene impiegata è tra quelle scientificamente accertate e testate. Risulta importante, inoltre, usarle sempre con l’ausilio di un tecnico specializzato. Si tratta di norme fondamentali da seguire, dal momento che ci sono anche diverse controindicazioni all’impiego di queste pedane vibranti. Ad esempio, svariate ricerche che sono state eseguite sulla vibrazione diretta provocata sulla colonna vertebrale, sostengono come l’uso di tale attrezzo può comportare danni come la protrusione o l’ernia del disco intervertebrale, la degenerazione della massa ossea vertebrale e l’osteoartrite.

Sempre la medesima vibrazione sulla colonna vertebrale può avere effetti non benefici anche sulla testa e portare a danni come riduzione dell’udito, un notevolmente affaticamento della vista, ma anche disturbi vestibolari ed emorragie cerebrali quando viene utilizzata a frequenze e magnitudo eccessivamente alte.

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella. Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E’ registrata all’Ordine Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Provincia