Perdite acquose vaginali: cosa sono e perché compaiono

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Le perdite acquose vaginali si caratterizzano per essere delle perdite dalla colorazione trasparente che possono insorgere durante e dopo il ciclo, prima e durante una gravidanza e nel bel mezzo dell’ovulazione. Queste perdite acquose vaginali sono particolarmente diffuse tra le donne e quando si manifestano possono essere numerose le cause scatenanti. Tra i vari motivi che portano alle perdite acquose troviamo sicuramente la vaginite, che spesso è legata a degli intensi cattivi odori che provengono dalla vagina oppure può essere provocata da delle perdite vaginali schiumose.

Quali sono le cause delle perdite acquose vaginali

Quali sono le cause delle perdite acquose vaginali

In ogni caso, è sempre un batterio che si rende responsabile delle perdite vaginali, facendo in modo che assumano una colorazione differente e di solito includono anche le perdite acquose. Nella maggior parte dei casi, però, le perdite acquose vaginali vengono provocate in modo del tutto naturale da parte di una stimolazione delle ghiandole della vagina e hanno come scopo quello di distruggere sia le cellule morte che i batteri. In alcuni casi ci sono delle donne che possono incorrere in questo tipo di problema per colpa di un eccessivo sforzo fisico. Quando si capisce di essere soggetti a delle perdite acquose dopo un’attività fisica intensa, è meglio indossare un salvaslip per fare in modo di contenerle, in maniera tale che non possano provocare delle infezioni oppure delle irritazioni.

Quali sono i sintomi

I sintomi delle perdite acquose che colpiscono la vagina sono particolarmente fastidiosi e, in alcuni casi, possono essere anche la causa dello sviluppo di certe patologie. Basti pensare alla Clamidia, che è una di quelle malattie che si sviluppano per colpa dei batteri e che si trasmette nella maggior parte dei casi mediante dei rapporti sessuali non protetti. La clamidia può comportare anche una sensazione di bruciore nel corso della minzione, così del dolore mentre si sta avendo un rapporto sessuale con il proprio partner, dolori che colpiscono il retto e, infine, anche queste perdite acquose vaginali. Un secondo sintomo che si può collegare alle perdite vaginali è il cancro cervicale. Si tratta di una patologia davvero molto rara, soprattutto in virtù del fatto che nella maggior parte dei casi le donne vengono sottoposte ad un pap test per verificare la presenza o meno di tumori. Il cancro cervicale si caratterizza per cominciare con dei sintomi in cui sono comprese anche le perdite acquose oppure sanguinose e che emanano un forte cattivo odore. Al tempo stesso, i sintomi associati al cancro cervicale sono anche una mancanza di appetito, riduzione di peso, mal di schiena, dolori che colpiscono gli arti inferiori molto di frequente, perdite vaginali abbondanti e dolori pelvici.

Come comportarsi quando si manifestano tali perdite

Per la prevenzione di ogni tipologia di infezione o di irritazione, è fondamentale tenere a mente alcuni comportamenti da mettere in atto. Ad esempio, non è consigliato indossare degli abiti molto stretti ed attillati, così come della biancheria intima di nylon . È fondamentale, al tempo stesso, cercare di evitare di indossare jeans, leggins e collant o, perlomeno, non tutti i giorni. Un ottimo suggerimento è quello di indossare della biancheria intima di cotone, dal momento che si tratta di un materiale dalla grande traspirabilità. Bere tanto e spesso è un’altra ottima soluzione preventiva. La secchezza vaginale, in tanti casi, include spesso anche una vaginite atrofica, in modo particolare dopo che la donna è andata in menopausa e, per tale ragione, ci sono diverse creme idratanti che sono presenti sul mercato che possono portare diversi benefici.

Quali sono le terapie per le perdite acquose vaginali

Quali sono le terapie per le perdite acquose vaginali

Le terapie per curare le perdite acquose sono legate ai sintomi che vengono avvertiti dalla paziente. Quando le perdite acquose sono correlate alla clamidia, allora è chiaro che il trattamento è mirato per debellare questa malattia. Spesso, la cura per combattere la clamidia prevede l’assunzione di farmaci antibiotici, che vengono prescritti da parte di uno specialista. Il trattamento tramite tali medicinali, di solito, viene portato a termine con un ciclo mensile. Quando c’è da curare il cancro che colpisce il collo dell’utero, è importante prima di tutto capire quale sia la fase in cui si trova il cancro. Quando si tratta di un cancro ad uno stadio troppo avanzato, bisogna per forza intervenire per via chirurgica, andando ad asportare o a distruggere i tessuti pre-cancerosi. In questi casi si opta per una procedura elettrochirurgica, per la crioterapia o per la laser terapia.